Non è importante ciò che hai, ma ciò che sei

Leggeremo dal verso 1 del capitolo 1 al verso 5 del libro di Giobbe. Così dice la parola del Signore: c'era nel paese di Uz un uomo chiamato Giobbe. Quest'uomo era integro e retto, temeva Dio e fuggiva il male. Gli erano nati sette figli e figlie. Inoltre possedeva 7000 pecore, 500 buoi, 500 asine e un grandissimo numero di servi. Così quest'uomo era il più grande di tutti gli orientali. I suoi figli solevano andare a banchettare in casa di ciascuno nel suo giorno e mandavano a chiamare le loro tre sorelle perché venissero a mangiare e a bere con loro. Quando la serie dei giorni di banchetto era terminata, Giobbe li andava a chiamare per purificarli. Si alzava al mattino presto e offriva olocausti secondo il numero di tutti loro. Perché Giobbe pensava: "Può darsi che i miei figli abbiano peccato e abbiano bestemmiato Dio nel loro cuore". Così faceva Giobbe ogni volta.

Bene, fratelli, oggi voglio darvi un messaggio che il Signore ha accordato al mio cuore attraverso la vita di Giobbe. E il messaggio che voglio condividere con voi è questo: è importante per Dio e per la chiesa ciò che tu sei, non ciò che tu hai o fai. O meglio dire: è più importante ciò che tu sei di ciò che tu possiedi.

Perché oggi, ognuno di noi nei suoi dialoghi con i fratelli, con l'umanità, con il mondo, la prima cosa che ci sale in mente è: "Come stai in salute? Come stai?" Oppure non so se vi è capitato: quando siamo insieme, il nostro parlare sale subito e volge a: "Che tipo di automobile hai? Che cosa possiedi? Quanti beni hai? Quanta eredità hai?" Perché la natura dell'uomo è fatta così: noi volgiamo sempre alle cose terrene, ai beni terreni. E nelle nostre bocche, purtroppo, all'80% dei nostri discorsi ci sono sempre questi pensieri: che cosa possediamo noi?

Ma io e te, oggi vogliamo capire una cosa che davanti agli occhi di Dio è importante: ciò che io e te siamo. Perché vi dico questo, fratelli? Perché quando leggiamo della vita di Giobbe, troviamo spesso che quest'uomo ci insegna come affrontare la prova. Tante volte, quando siamo in difficoltà, sfogliamo presto queste pagine della Scrittura. Perché il libro di Giobbe viene considerato, nella maggior parte dei casi, come quell'uomo che ci insegna come affrontare la prova, come quell'uomo che persevera nella prova.

È vero. Subito ci sale: "Quanti fratelli, o sorelle, anch'io stesso ho potuto esprimere: fratello, in questa situazione non potevo fare a meno di aggrapparmi alle parole di Giobbe quando egli dice...". È vero, sì. E Giacomo ci dice qualcosa di molto profondo. Ne parla nella sua lettera al capitolo 5, verso 11. Dice: "Ecco, noi proclamiamo beati coloro che hanno perseverato. Avete udito parlare della pazienza di Giobbe e avete visto la sorte finale che il Signore gli riservò, poiché il Signore è pieno di misericordia e di compassione".

Come vedete, anche Giacomo ricorda questo uomo, Giobbe, e ci ricorda la sua pazienza nella prova. Ma questa mattina voglio attirare la tua attenzione su ciò che il Signore ritiene importante per te e per me.

Vi voglio far notare una cosa: mentre lo Spirito Santo parla in questo passaggio della Scrittura, notiamo che c'è un ordine particolare. La Scrittura non ci parla

principalmente delle cose che Giobbe possedeva. La Scrittura non introduce Giobbe dicendo che possedeva "7000 pecore, 3000 cammelli, 500 paia di buoi, e così via". No. Sapete cosa lo Spirito Santo ha ritenuto opportuno rimarcare, sottolineare, rendere importante per i nostri cuori? Verso 1: "C'era nel paese di Uz un uomo chiamato Giobbe. Quest'uomo era integro, retto, temeva Dio e fuggiva il male". Questa è la priorità principale della chiesa oggi secondo Dio.

Perché noi possiamo vedere la vita di Giobbe, quello che ha fatto, come ha vissuto la sua prova. Fratelli, non è una favola, non è un libro di storia qualunque: è la verità della parola di Dio. Ma dobbiamo scoprire come si arriva a certi livelli spirituali.

Sapete, fratelli, l'integrità secondo Dio: l'integrità è una condizione del cuore. L'integrità è una condizione che la chiesa oggi deve possedere. È di vitale importanza più di ogni altra cosa. Perché dopo l'integrità davanti a Dio, allora la nostra vita sarà tutta una conseguenza di benedizioni dietro l'altra. E Dio apprezza l'integrità del nostro cuore.

Cos'è integrità? Che cosa significa, fratelli? Ho voluto scrivere il suo significato per condividerlo con voi, perché credo sia di fondamentale importanza. Integro significa: intero, completo, incorrotto, incontaminato, puro, sincero, senza frode, senza ipocrisia, privo di doppiezza d'animo. Tutte queste possiamo definirle qualità di una fede vera.

Allora ci sale nel cuore qualcosa quando parliamo di integrità: essere completo, essere intero. Fratelli, vi ricordate quando il nostro cuore era posseduto da Satana? Vi ricordate quando era posseduto dal male, dalle tenebre? Il nostro cuore era disfatto, il nostro cuore era a pezzi.

Ma che cosa ci ha resi integri? Ci ha resi integri la grazia di Dio in Cristo Gesù. Quando Gesù andò su quella croce, morendo e poi risuscitando il terzo giorno, fratelli, sapete cosa ha fatto? Ha ristabilito il nostro cuore, lo ha ricomposto. Era a pezzi, ma con il suo sacrificio è stato ricomposto. E ora noi siamo, dal momento in cui abbiamo accettato Gesù nella nostra vita, uomini che possiedono un cuore completo, un cuore ricomposto.

Non siete voi gioiosi di questo, fratelli? Ma il Signore Gesù desidera che nel corso della nostra vita di fede la nostra integrità sia resa stabile. Stabile. Specialmente in questi ultimi tempi abbiamo bisogno di pregare: "Signore Gesù, rendi il mio cuore integro davanti a te".

Fratelli, Gesù conosce il mio cuore e anche il tuo. Nulla è nascosto davanti a lui. E non è la Scrittura stessa che ci insegna: "Beati i puri di cuore, perché essi vedranno Dio"? La chiesa, una chiesa sana, una chiesa integra—uomini e donne integri, figli di Dio integri davanti a Dio—è quella chiesa, sono quei figli sui quali lo sguardo di Dio è fisso.

Secondo 2 Cronache al capitolo 16, verso 9, il Signore ce lo conferma: "L'Eterno infatti con i suoi occhi scorre avanti e dietro per tutta la terra per mostrare la sua forza verso quelli che hanno il cuore integro verso di lui".

Entriamo, fratelli, pian piano in questa meravigliosa realtà, questa condizione fondamentale. Davanti a Dio, tutto è sotto il suo sguardo. Il nostro cuore, il tuo cuore—il Signore lo guarda, lo osserva. Così dice la Scrittura.

E con voi voglio condividere alcuni punti riguardo all'importanza dell'integrità che Dio ci insegna attraverso la vita di Giobbe. In Giobbe troviamo l'integrità dichiarata. Io aggiungo a questo termine: un'integrità dichiarata, un'integrità approvata.

Che cosa fa Dio quando riesce a trovare un uomo integro o una chiesa integra? Andiamo in Giobbe, sempre al capitolo 1, e leggiamo il verso 8. È quasi la ripetizione del verso 1. Così dice il Signore, l'Eterno: disse a Satana: "Hai notato il mio servo Giobbe? Poiché sulla terra non c'è nessun altro come lui che sia integro, retto, tema Dio e fugga il male".

Fratelli e sorelle, l'integrità vera del popolo di Dio, dei figli di Dio, è un'integrità approvata da Dio. E noi oggi vogliamo l'approvazione di Dio. La vogliamo sentire sulla nostra vita. Perché quello che è importante oggi non è l'approvazione degli uomini. Noi cerchiamo sempre l'approvazione dell'uomo. Ma Giobbe cercava l'approvazione di Dio. Che grande benedizione noi possiamo ereditare, ricevendo sulla nostra vita l'approvazione di Dio!

Non c'è benedizione più grande se sappiamo che Dio approva i suoi figli, la sua chiesa. E unicamente un uomo e una donna integri davanti a Dio saranno un uomo e una donna approvati da Dio. Quando dico "approvati", dico che il favore di Dio dimora sulla tua vita. Quando tu sei integro davanti a lui, in un'integrità dichiarata.

Paolo a Timoteo dice qualcosa di molto profondo nella sua lettera di 2 Timoteo al capitolo 2, verso 15. Paolo dirà a Timoteo: "Sforzati di presentare te stesso approvato davanti a Dio, operaio che non ha da vergognarsi, che esponga rettamente la parola della verità".

Notate, fratelli, come in Giobbe al capitolo 1 Dio continua a mantenere lo stesso ordine. Paolo non ha detto a Timoteo: "Timoteo, mi raccomando, esponi bene le Scritture. Mi raccomando, Timoteo, esponi rettamente la parola della verità". No. C'è un ordine. È importante, Timoteo, che tu ti sfprzi di fare che cosa? Di presentare te stesso approvato davanti a Dio, operaio che non ha da vergognarsi, e poi di esporre rettamente la verità.

Vedete, fratelli, quanto è importante per noi mantenere l'integrità? Fratelli, è una condizione spirituale che Dio richiede, che desidera proprio nella sua chiesa. Ci deve essere integrità, interezza, completezza, timore di Dio. Impegniamoci, fratelli, di presentare noi stessi approvati davanti a Dio. Perché questa è la più grande benedizione.

E Paolo in Galati al capitolo 1, verso 10, dice ancora qualcosa. Lui ce ne dà testimonianza a riguardo. Quanto era importante per lui? Non era l'approvazione degli uomini, non era il parere degli uomini. Ma per lui era così importante la sua integrità, l'approvazione di Dio sulla sua vita.

Galati capitolo 1, verso 10, così dice la Scrittura: "Cerco io forse l'approvazione degli uomini o quella di Dio? Oppure cerco di piacere agli uomini? Infatti, se cercassi ancora di piacere agli uomini non sarei servo di Cristo".

Paolo diceva: "Posso io forse il favore degli uomini? Potrei io pensare di cercare l'approvazione degli uomini? No, no, no". Paolo diceva: "Per me è preferibile essere approvato da Dio, perché io sono un servo di Gesù Cristo. E a lui dobbiamo piacere, e a lui solo. A lui noi dobbiamo dare la gloria".

Quindi, un'integrità dichiarata. Dio stesso dichiarò l'integrità di Giobbe. Ma anche un'integrità manifestata. Vieni con me in Giobbe al capitolo 2, gira solo una pagina, al verso 3. Noi troviamo questo che Dio dice: "Hai notato il mio servo Giobbe? Perché sulla terra non c'è nessun altro come lui che sia integro, retto, tema Dio e fugga il male. Egli mantiene salda la sua integrità nonostante tu mi abbia istigato contro di lui per rovinarlo senza alcun motivo".

E gloria a Dio. Dio poteva parlare di Giobbe e dire: "Il mio servo Giobbe manifesta la sua integrità".

Sapete perché, fratelli? Si manifesta l'integrità. Perché l'integrità, la nostra integrità, viene messa al vaglio quando le cose vanno non proprio come vorremmo. La nostra vita purtroppo attraversa dei momenti difficili. E l'integrità davanti a Dio si manifesta proprio in questo: che non sempre le cose vanno bene, ma noi, come figli di Dio, come cristiani veri, dobbiamo riuscire a mantenere la nostra integrità anche quando le cose non vanno come noi pensiamo. Questo richiama sulla nostra vita l'approvazione di Dio. Onore a Dio anche nei momenti più difficili. Anche nei momenti in cui tu non riesci, in qualche maniera, ad andare avanti: continua a rimanere integro davanti al tuo Dio.

Fratelli, quando Abramo ebbe 99 anni, il Signore gli chiese qualcosa. E voi conoscete Abramo, chi era. Ha chiesto ad Abramo qualcosa in Genesi al capitolo 17, verso 1. Guardate cosa dice la Scrittura: "Quando Abramo ebbe 99 anni, l'Eterno gli apparve e gli disse: 'Io sono il Dio onnipotente. Cammina alla mia presenza e sii integro. E io stabilirò il mio patto fra me e te. Ti moltiplicherò grandemente'".

Non c'è età per cui discutere e dire: "Io sono arrivato ormai a una certa età. Non è necessario per me tenere in considerazione il messaggio dell'integrità secondo Dio". Non c'è. Dio ha chiesto sin dal primo momento in cui hai accettato Gesù nella tua vita integrità al suo nome. E lo chiederà fino alla fine dei tuoi e dei miei giorni sulla terra.

Fratello e sorella, manifestiamo la nostra integrità davanti a Dio. Questo è di fondamentale importanza.

E voglio farvi notare qualcosa. Un'espressione che Dio dà riguardo a Giobbe. Questo verso 3 del capitolo 2 dice: "Hai notato il mio servo Giobbe?" Come se Dio stesse dicendo: "Vieni, vieni, ti faccio vedere chi è il mio servo Giobbe. Guarda il mio servo". Così dice la Scrittura: "Sulla terra".

Fratelli, sulla terra molti oggi pensano che l'integrità la dobbiamo manifestare in cielo. E molti oggi camminano secondo le loro voglie, secondo i loro pensieri. Noi pensiamo di camminare così come vogliamo. Ormai il cristianesimo è un cristianesimo confuso. Perché noi pensiamo: "Forse un giorno davanti alla presenza del Signore manifesterò la mia integrità".

L'integrità non si manifesta in cielo, fratelli. La nostra integrità la dobbiamo manifestare sulla terra, in mezzo agli uomini, nel mondo, sul lavoro, a scuola, ovunque. I figli di Dio sono chiamati ad essere integri davanti a Dio.

Giobbe non solo ebbe l'onore da parte di Dio di avere dichiarata la sua integrità. Non solo ci insegna che l'integrità si manifesta a qualunque condizione. Ma Giobbe vive la sua integrità. L'integrità di Giobbe è un'integrità vissuta.

Perché l'integrità, fratelli, non si vive solo in alcuni momenti della nostra vita. L'integrità si vive sempre, tutti i giorni della nostra vita. Noi dobbiamo vivere l'integrità. E la parola del Signore ce l'insegna.

Sapete quando? Quando al capitolo 2, verso 8, durante questa prova così dura e forte, la moglie di Giobbe arriva. E la parola del Signore ci dice che questa donna fa questo. Dice: "Giobbe prese un coccio per grattarsi e stava seduto in mezzo alla cenere. Allora sua moglie gli disse: 'Rimani ancora fermo nella tua integrità? Rinnega Dio e muori!'".

Questa donna va da Giobbe. E pensate? Per Giobbe era importante l'approvazione di Dio. Fratelli, a costo della vita lui voleva rimanere integro davanti al suo Dio. E sentire nel suo cuore così forte che il suo Dio lo approvava, lo favoriva. La sua presenza era con lui. Costava quel che costava, al di là della sua condizione in cui si trovava.

Che fai? Rimani fermo nella tua integrità. Giobbe vive la sua integrità tutti i giorni della sua vita.

Ecco perché lui poteva affrontare, nonostante la sua prova, anche quegli attacchi che venivano dall'esterno. Quei momenti di scoraggiamento così forti. Questa donna, invece di incoraggiarlo, dice: "Perché rimani fermo ancora?" Ma come la moglie stesse dicendo: "Ma chi te la fa fare a rimanere ancora fermo?"

Fratelli, vi voglio far notare ancora questo. La moglie di Giobbe, sapete cosa ha notato? La Bibbia ci dice quattro qualità di Giobbe: dice che era integro, era retto, temeva Dio e fuggiva il male. La moglie cosa conosce? La fermezza dell'integrità di suo marito.

Capite, fratelli? Come parla lo Spirito Santo! Com'è fondamentale essere integri davanti a Dio! Non poteva riconoscere la moglie di Giobbe e dire: "Marito mio, tu sei retto, temi Dio, tu sei colui che fugge il male"? No. Perché la parola di Dio è chiara. Quando parla al nostro cuore: rimani fermo nella tua integrità.

Giobbe manifesta la sua integrità. Noi siamo chiamati a fare proprio questo, fratelli.

E un altro punto vorrei condividere con voi. E vado verso la conclusione. Un'integrità ricercata. Non solo deve essere manifestata, vissuta, ma anche ricercata.

Sapete perché? Perché quando abbiamo conosciuto Gesù, abbiamo deciso di seguirlo con tutto il nostro cuore. Ma era necessario, è necessario per noi, e lo sarà fino alla fine dei nostri giorni, ricercare in ogni momento, in ogni luogo, integrità davanti a Dio. La si deve richiedere, fratelli. È un'integrità cercata.

Giobbe al capitolo 4, verso 6, guardate cosa dice, fratelli: "La tua pietà non è forse la tua fiducia? L'integrità della tua condotta non è la tua speranza?"

Fratelli, questo versetto viene dopo la prova. Se noi leggiamo il libro di Giobbe, questo passaggio viene dopo. Quindi Giobbe ha cercato l'integrità davanti a Dio prima della prova, durante la prova, e dopo la prova. Cerca l'integrità davanti a Dio. Dio ti benedirà, fratello.

Perché la cosa più importante davanti al Signore, sapete che cos'è, fratelli? Noi tante volte cerchiamo, quando siamo in difficoltà: "Gesù, aiutami in questa prova. Signore Dio, ti prego, liberami da questo, guariscimi da quest'altro". Io ti dico una cosa questa mattina, fratello, da parte del Signore.

Quando siamo nella prova, nella difficoltà, cerca qualcosa che ha cercato Davide. Sapete che cosa? Vieni con me nel Salmo, leggeremo al verso 12. Salmo 41, verso 12: "Quanto a me tu mi hai sostenuto nella prova". Cosa dice Davide? "Grazie, Signore, perché mi hai sostenuto nella prova?"

No. Davide dice: "Tu mi hai sostenuto nella mia integrità".

Quindi è più importante che noi preghiamo nella difficoltà, nella prova. Le forze vengono meno. La debolezza si fa sentire. "Ti prego, sostienimi nella mia integrità davanti a te. Continuo a lodare Dio, continuo ad onorarlo, non lo rinnegherò quando sono in difficoltà". Tu mi hai sostenuto. L'approvazione di Dio, il favore di Dio, sostegno e la guida del Signore vengono su un uomo e su una donna integri.

"E mi hai stabilito alla tua presenza per sempre".

Fratello e sorella, conserva la tua integrità. Solo due versi e concludiamo. Vieni con me in Giobbe al capitolo 27. Vediamo cosa ha fatto questo uomo.

Giobbe 27, al verso 1, così dice la Scrittura: "Giobbe rispose, riprese il suo discorso e disse: 'Come vive Dio che mi ha privato del mio diritto, e l'Onnipotente che mi ha amareggiato l'anima! Finché ci sarà in me un soffio di vita e il soffio di Dio nelle mie narici, le mie labbra non diranno alcuna cattiveria, nella mia lingua non proferirò alcuna falsità. Lungi da me ammettere che voi avete ragione. Fino all'ultimo respiro non rinunzio alla mia integrità. Rimarrò saldo nella mia giustizia senza cedere. Il cuore non mi rimprovera uno solo dei miei giorni'".

Gloria a Dio. Giobbe dice: "Fino all'ultimo dei miei giorni io non rinunzio alla mia integrità".

Sapete perché? Perché Giobbe sentiva così forte l'approvazione del suo Dio. E non c'è una gioia più grande: sentire il favore di Dio sulla propria vita.

Il peccato rimuove l'approvazione di Dio. Una vita lontano dal Signore rimuove l'approvazione di Dio. Se noi non abbiamo un'intima comunione con il Signore, se noi non cerchiamo Dio con tutto il nostro cuore, se non siamo stretti a lui, non c'è approvazione da parte di Dio.

Ma quando noi onoriamo Dio e siamo vicini a lui, egli ci approverà, fratello, sorella. Conserviamo l'integrità davanti a Dio fino alla fine.

Giobbe 42 dice qualcosa di molto forte. Al verso 1: "Giobbe rispose all'Eterno e disse: 'Riconosco che puoi tutto e che nessun tuo disegno può essere impedito. Chi è colui che offusca il tuo consiglio senza intendimento? Per questo ho detto cose che non comprendevo, cose troppo alte per me che non conoscevo. Deh, ascolta e io parlerò; io ti interrogherò e tu mi risponderai. Il mio orecchio aveva sentito parlare di te, ma ora il mio occhio ti vede'".

Sapete cosa sta dicendo Giobbe? Ora il mio occhio ti vede. Quando avrai perseverato nella tua integrità, quando l'avrai manifestata ovunque ti trovi, non dirai più: "Ho sentito parlare di te". No. Sappi cosa dirai: "Il mio occhio ti ha visto".

Giobbe aveva sentito in tutti i suoi giorni che Dio era con lui, che l'approvazione del suo Dio era sulla sua vita, che il suo favore era su di lui. E questa era la gioia più grande del suo cuore.

Oggi noi, fratelli, siamo chiamati proprio a questo. Non guardare a destra, non guardare a sinistra. Per noi è importante, Signore, aiutaci, perché il tuo favore in questi ultimi momenti della nostra storia in questa terra scenda sulla tua chiesa. E che la tua chiesa veda la tua gloria.