Sto facendo un grande lavoro, non posso fermarmi

È bello lodare e celebrare il Signore quando abbiamo un cuore ben disposto. Se il nostro cuore non è ben disposto — perché può capitare a voi e a me — credo che il Signore premia l'onestà e la sincerità. Se siamo sinceri e lo ammettiamo alla sua presenza, Lui è capace di rinnovare e di trasformare questo tempo che può sembrare apatico. Perché magari per tanti motivi non sei arrivato col piede giusto nella casa del Signore. Però il Signore è capace, in un attimo, a trasformare tutto quanto, con un cuore sincero.

Preghiamo insieme.

Padre, anche stasera noi desideriamo venire alla tua presenza, lì dove Tu ci doni la pace, la gioia e tutte le delizie che provengono da te. Noi siamo grati a te, Signore, perché prepari il tempo in cui la parola penetra nei nostri cuori e li cambia e li trasforma. Sì, Signore, noi desideriamo ogni giorno che alla luce dello Spirito Santo, davanti al tuo volto, Signore, possiamo venire modellati, cambiati, guariti, sanati, Signore, e andare di valore in valore.

Noi siamo grati a te perché in questo tempo, Signore, Tu parli ad ognuno di noi singolarmente. Grazie, Signore, perché ti possiamo mettere ogni cosa davanti. Ogni cosa è nelle tue mani. Sì, Signore, Tu ci conosci appieno, sai dove ci troviamo, conosci i nostri sentieri, tutto quello che stiamo attraversando, tutto ciò che è nella nostra mente e nel nostro cuore. Nulla ti è nascosto. Perciò ti chiediamo ancora di sovvenire ad ogni nostra mancanza.

Sì, Signore, che il nostro cuore possa portare i pesi a te, possa davvero deliziarsi in questo tempo. E ancora capire che soltanto, Signore, con Te noi possiamo vincere ogni battaglia. Soltanto con te attraverseremo i fiumi e non ci sommergeranno. E ancora Tu puoi mettere nei nostri cuori quel desiderio vivo, Signore, ancora di vivere la tua parola appieno. Padre, nel nome di Gesù, Amen.

Fratelli, questa sera voglio condividere con voi questo: un messaggio che il Signore ci darà. Un messaggio di incoraggiamento. Ma vi chiedo: voi che pensate, abbiamo o non abbiamo bisogno di essere incoraggiati? Io credo proprio di sì.

Ma non in un incoraggiamento che procura gioia e solo gioia al nostro cuore. Non vorremmo avere un incoraggiamento che procura solo gioia, e poi uscendo da questo luogo, da questa casa del Signore, da questa presenza di Dio, rimaniamo con questa semplice gioia? Perché alcuni di noi desiderano — anch'io desidero, a volte — degli incoraggiamenti che portano gioia al nostro cuore.

Ma sapete, fratelli? Un incoraggiamento importante per noi, un vero incoraggiamento per noi che procura una vera gioia, è quell'incoraggiamento che ci sprona ad andare avanti. Perché la gioia è importante, ma è ancora più importante possedere, vivere questa gioia, perché siamo consapevoli che quell'incoraggiamento ci ha aiutati, ci ha spronati ad andare avanti.

Perché vogliamo — no, fratelli — ognuno di noi avrà a che fare con l'eternità. Vogliamo pensarlo o no, vogliamo dimenticarlo o no, ognuno di noi avrà a che fare con l'eternità. Perciò è di nostro interesse dire: "Signore, questa sera, dammi un incoraggiamento, perché sia spronato ad andare avanti!"

Il soggetto di questa predicazione, fratelli, che io vi porterò, con l'aiuto dello Spirito Santo, condivideremo insieme proprio questo: "Sto facendo un grande lavoro e non posso scendere!"

Questo passaggio della Scrittura noi lo troviamo nel libro di Neemia, al capitolo 6. Leggeremo dal verso 1 al verso 9. Neemia, capitolo 6, verso 1 al verso 9.

Così dice la parola del Signore: "Quando Sambalat, Tobia e Ghesem l'arabo e gli altri nostri nemici seppero che io avevo ricostruito le mura e che non vi era più rimasta alcuna breccia — quantunque allora non avessi ancora messo i battenti alle porte — Sambalat e Ghesem mi mandarono a dire: 'Vieni e troviamoci assieme in uno dei villaggi della valle di Ono.' Essi però pensavano di farmi del male.

Così io mandai loro dei messaggeri a dire: 'Sto facendo un grande lavoro e non posso scendere. Perché si dovrebbe interrompere il lavoro mentre io lo lascio per scendere da voi?'

Per ben quattro volte essi mi mandarono a dire la stessa cosa, e io risposi loro nello stesso modo.

Allora Sambalat mi mandò il suo servo a dirmi la stessa cosa per la quinta volta, con in mano una lettera aperta, nella quale stava scritto: 'Corre voce fra le nazioni, e Ghesem la ferma, che tu e i Giudei tramate di ribellare. Perciò, secondo queste voci, tu stai ricostruendo le mura per diventare il loro re, e avresti persino stabilito dei profeti per fare la tua proclamazione a Gerusalemme, dicendo: C'è un re in Giuda. Ora, queste cose saranno riferite al re. Perciò vieni, consultiamo assieme.'

Ma io gli mandai a dire: 'Le cose non stanno come tu vai dicendo. Ma tu le inventi nella tua stessa mente.'

Tutta quella gente infatti voleva farci paura, e diceva: 'Le loro mani lasceranno il lavoro, che rimarrà incompiuto.'

Ora perciò, oh Dio, fortifica le mie mani!"

Amen. Fin qui la parola del Signore.

Ebbene, fratelli, ci troviamo davanti ad un uomo straordinario, un uomo di grande esempio per ognuno di noi in questi tempi in cui viviamo. Stiamo parlando di Neemia, uno degli uomini fra i quali fu deportati. Voi sapete la storia del popolo d'Israele. A causa, a motivo della sua iniquità, fu deportato in Babilonia. E Neemia era uno fra i quali. La parola del Signore ci dice che Neemia, in questo momento, era coppiere del re — un uomo a cui il Signore aveva dato grazia. Lo Spirito Santo aveva rivelato qual era il suo lavoro. Neemia, in questo momento, era al lavoro. Neemia era un uomo che amava l'opera di Dio. Nel cuore di Neemia stava l'opera del Signore, che l'aveva proprio a cuore.

Fratelli, in questo momento, al suo cuore arriva una notizia. Quando un uomo ama Dio e la sua opera, non può assolutamente rimanere indifferente davanti ad alcune situazioni, davanti a delle situazioni terribili riguardo al regno di Dio e alla sua opera. La parola del Signore dice che a Neemia arrivò una notizia: le mura di Gerusalemme erano distrutte, erano piene di brecce, e le sue porte consumate dal fuoco.

Fratelli e sorelle, quando noi amiamo Dio, quando noi amiamo l'opera di Dio, l'amore è un amore che si manifesta, un amore che si concretizza. È un amore pratico, non è un amore intellettuale, teorico. E tutti coloro i quali amano Dio e ascoltano o vedono che qualcosa non funziona, o qualcosa non va avanti, o un progetto non si edifica, o il Signore è dispiaciuto — perché gli uomini di Dio sentono il dolore di Dio quando qualcosa non va — non possono fare a meno, manifestano il loro amore.

Neemia si preoccupa profondamente. E lui dice — la parola del Signore — che all'udire queste parole, fece qualche considerazione. E la Bibbia dice che si pose a sedere e pianse. Pianse, digiunò e pregò davanti al Dio del cielo. Ed ecco che nel suo cuore nasce la sua visione: la visione di voler costruire, la visione di voler lavorare per Dio. Qualcosa si risveglia nel suo cuore.

Si sedette e pianse, fratelli. Non sono lacrime emotive, lacrime che vengono da sentimenti umani. E noi oggi dobbiamo discernere: se nel nostro cuore ci sono sentimenti spirituali veri, profondi, per l'opera di Dio. Se vogliamo veramente lavorare per Dio, oppure sono emozioni?

Ma quelle di Neemia non erano lacrime di emozioni sentimentali. Erano lacrime che scaturivano da un amore vero, da un dispiacere profondo per l'opera del Signore, perché era distrutta.

E così noi vediamo quest'uomo che si mette al lavoro con i suoi fratelli. Se noi leggiamo il libro di Neemia, vediamo al capitolo 3 un passaggio meraviglioso: un'organizzazione meravigliosa, spirituale e manuale insieme. Si mettono al lavoro. Neemia e i suoi fratelli edificano le mura di Gerusalemme. Stanno lavorando, fratelli. Si stanno dando da fare per il Signore, per la sua opera.

Sembra che tutto vada bene. Ma vi voglio dire una cosa: io e tu, fratello e sorella, stiamo lavorando per il Signore. Ognuno di noi ha un lavoro da compiere per il Signore. Tu potrai oggi dire: "Ma io non ho nessun lavoro nel campo di Dio." Ognuno di noi — ad ognuno di noi — il Signore ha dato un compito, un lavoro che dobbiamo iniziare e dobbiamo portare a termine.

"Io sto facendo un grande lavoro." Questo passaggio della Scrittura non è solamente per Neemia. Neemia è un esempio per noi. Noi adesso ci paragoniamo. Vogliamo, con l'aiuto dello Spirito Santo, fratello? Tu stai compiendo un grande lavoro davanti a Dio. E io ti prego di assorbire il sentimento di Neemia.

Nel cuore di Neemia sono le parole del Salmo 137. Questo dimorava nel suo cuore. E io prego che in mezzo alla chiesa il Signore susciti uomini e donne, i quali, le quali, hanno lo stesso sentimento di Neemia. E cioè, che cosa? Al verso 5 del Salmo 137, così leggiamo queste parole: "Se mi dimentico di te, O Gerusalemme, dimentichi la mia destra! Ogni abilità resti la mia lingua attaccata al palato se non mi ricordo di te, se non metto Gerusalemme al di sopra della mia più grande gioia!"

Amen. Signore Gesù, preghiamo che il Signore risvegli nei nostri cuori un amore profondo, vero, per la causa dell'Evangelo.

Ma fratelli, non sempre tutto va bene. Non sempre tutto va per il verso giusto. Mentre lavoriamo, mentre siamo operativi per il Signore, succede qualcosa di inaspettato. Ecco che c'è il nemico, il diavolo, che viene alla nostra vita, per far sì che il nostro lavoro sia interrotto, perché il nostro lavoro sia fermato.

E questo fa il nemico. Io la chiamerei opposizione. E noi fratelli dobbiamo tenere in considerazione che accade anche questo, perché la Bibbia dice che quando Sambalat, l'arabo e gli altri nostri nemici seppero che io avevo ricostruito le mura — fratelli e sorelle — Neemia aveva concluso quasi il lavoro. Aveva quasi portato a termine il lavoro, tutto era andato bene. C'era stato qualche combattimento in precedenza, e grazie a Dio era stato vinto. Ma i lavori erano compiuti.

E succede la stessa cosa, un po' anche a noi, vero? A momenti della nostra vita, sembra che tutto va bene. Sembra che stiamo facendo un progresso spirituale. Sembra che le cose stanno andando avanti davanti a Dio. Si sta riuscendo in qualche maniera. Ma poi immediatamente viene qualcuno a scoraggiarci. Viene Sambalat a scoraggiarci. Il lavoro va bene, si sta andando avanti.

Ma calcola, fratello, che ci sono delle parentesi nella nostra vita che si aprono e si chiudono, in cui il diavolo viene e scoraggia il suo popolo.

E la Bibbia dice: "Quantunque allora non avessi ancora messo i battenti alle porte..." Viene Sambalat, un momento inaspettato. E vi voglio far notare una cosa, fratelli, questa sera. Dice la Bibbia che questi nemici a Neemia si presentarono con diplomazia. Questa volta, fratelli, non c'era arroganza, non c'era ira, non c'era qualcosa che si poteva toccare con mano, si poteva vedere. Il diavolo non era venuto con tutta la sua ira, ma con diplomazia.

Questi uomini hanno detto a Neemia: "Vieni, troviamoci assieme!" Come se stessero dicendo: "Neemia, che pensi? Il tuo lavoro è quasi compiuto. Va tutto bene. Scendi così condividiamo qualcosa insieme!" Si presentarono come degli amici.

Fratelli e sorelle, ci sono dei momenti in cui il diavolo viene con cose apparentemente buone alla nostra vita, attirando o tentando con cose che sono apparentemente buone per la nostra vita. Ma dietro si nasconde Sambalat. Si nasconde il nemico. Si nasconde un agguato. Si nasconde un inganno.

E noi abbiamo bisogno di discernimento spirituale, perché delle cose sembrano buone, ma è il diavolo che sta studiando, in qualche maniera, di farti scendere dalla scala dei tuoi lavori. Vuole farti fermare in qualche maniera, perché non vuole che l'opera di Dio vada avanti. Ma neanche l'opera di Dio nella tua vita.

Perciò noi dobbiamo fare attenzione. Qualcosa che sembrava di buono dai "Vieni!" — e Neemia poteva pensare: "Ma forse questo è il momento giusto per scendere, per fermarmi. Ho diritto a una pausa!" Poteva dire Neemia: "Perché no? Era qualcosa di sbagliato? Aveva lavorato duramente. Le cose erano andate bene. Aveva dovuto superare certi combattimenti spirituali. Ma adesso aveva finito i lavori."

Qualcuno si avvicina. Neemia poteva dire: "Va bene, fratelli, continuate voi l'opera! Finitela voi! Abbiamo quasi finito. Non temete. Io mi assento un attimo, mi prendo un momento di pausa."

Fratello e sorella, non prenderti mai un momento di pausa spirituale davanti a Dio! Non è il tempo di prenderci le pause, perché il diavolo vuole che il tuo lavoro sia fermato, che tu non vada avanti. Non prenderti un momento di pausa, perché il diavolo si nasconde per ucciderti, per fermarti, per distrarti!

"Vieni, troviamoci assieme in uno dei villaggi della valle di Ono."

Neemia era un uomo fermo. Neemia era un uomo stabile, perché amava il suo Dio. Amava la sua opera. Fratelli e sorelle, io vi voglio dire una cosa questa sera: sapete come rimanere fermi nell'opera di Dio? C'è un segreto, fratelli. Rimaniamo fermi — e a volte non riusciamo però a rimanere fermi. Ma come dobbiamo fare?

"Sto facendo un grande lavoro non posso scendere!"

Sto facendo un grande lavoro. Tanto quanto avrai valorizzato il lavoro che Dio ti ha dato, tanto rimarrai fermo davanti alla presenza del Signore — alla presenza di Dio, fratello e sorella. Valorizza il compito che Dio ti ha dato.

Tanti oggi vengono meno. Tanti non riescono ad andare avanti. Non c'è progresso spirituale nella propria vita. Sapete perché? Perché non stanno valorizzando il lavoro che Dio gli ha dato. Non lo stiamo valorizzando. E quando noi non valorizziamo, non abbiamo motivazione di andare avanti nel campo di Dio.

Ma noi siamo chiamati ad andare avanti per la sua gloria.

E fratelli, non è a caso che il Signore ci ricorda. Che cosa? Nel libro di 1 Corinzi, capitolo 16, verso 13, il Signore ci ripeterà ancora, questa sera: "Vegliate e state fermi nella fede. Comportatevi virilmente" — significa con un atteggiamento serio, coraggioso, risoluto — "state fermi nella fede. Comportatevi virilmente. Siate forti. Tutte le cose che fate, fatele con amore. Amen!"

Gloria a Gesù!

E anche Pietro ci dirà qualcosa nella sua prima lettera, al capitolo 5, verso 8 e 9: "Siate sobri, vegliate, perché il vostro avversario..." — Eh, ma lo sappiamo a memoria, fratello! Lo dobbiamo ripetere ancora?

Fratelli e sorelle, credetemi: anche nella mia vita è accaduto questo. Si sono presentate delle situazioni apparentemente buone. E ho pensato: "Questa è la volontà di Dio! Questo è il momento per servire Dio, per piacere a Dio. Posso fare questo!" Dietro si nascondeva Sambalat, il diavolo, appena perché io potessi essere distratto, perché potessi fermare il lavoro per cui il Signore si poteva usare per me.

Il diavolo va attorno come un leone ruggente, cercando chi possa divorare. Resistete al diavolo, stando fermi nella fede, sapendo che le stesse sofferenze si compiono nella vostra fratellanza sparsa nel mondo. Amen! Gloria a Gesù!

Non concederti delle pause spirituali, fratello, perché il nemico viene e si presenta come tu non te l'aspetti.

Le situazioni della nostra vita, fratelli, non sono prevedibili. Noi non ci possiamo aspettare quello che accade nei giorni futuri. Quello che a noi spetta è vegliare alla presenza di Dio, pregando in ogni tempo, perché il Signore ci dia discernimento e intelligenza come affrontare la nostra vita e gli attacchi del nemico.

E fratelli, la Bibbia ci dice che questi nemici, Sambalat, Tobia, andarono da Neemia per cinque volte. Dice la Bibbia: "Mi mandarono a dire la stessa cosa." E io risposi loro nello stesso modo. Fratelli, cinque volte! Per cinque volte il diavolo è fermo quando lui studia di attaccare i figli di Dio.

Ma noi rimaniamo altresì fermi davanti agli attacchi di Satana. Sapete perché, fratelli? Perché oggi noi possiamo decidere di combattere o non combattere, di andare avanti o no, di continuare il nostro lavoro per il Signore o no. Ognuno di noi è libero di decidere come procedere.

Ma ti voglio dire una cosa questa sera: la tua decisione e la mia decisione è così di fondamentale importanza per te e per quelli che ti stanno attorno, che tu non puoi immaginare!

Neemia non doveva solo pensare agli altri. Il suo cuore era a Gerusalemme. Il suo cuore era nella costruzione delle mura. Il suo cuore era al popolo di Dio. Ma Neemia non doveva solo badare agli altri. Doveva badare anche a se stesso.

Fratelli, e noi tante volte siamo bravi per fare da guardiani agli altri. Sappiamo esortare gli altri, sappiamo incoraggiare gli altri, sappiamo stare vicino agli altri. Ma non sappiamo badare a noi stessi. Questo succede. E succede anche nella mia vita, fratelli.

L'ho sperimentato personalmente. Sappiamo curare il prossimo. Ma perché a volte, durante la nostra vita, durante le tentazioni, durante gli attacchi del diavolo, non riusciamo a rimanere fermi? Siamo confusi. Non riusciamo a sapere discernere come reagire, come combattere?

Perché, fratelli e sorelle, la mia e la tua decisione sono molto importanti.

Neemia poteva pensare: "In questo momento, adesso mi prendo un po' di pausa e scendo e faccio un dialogo con questi amici. Probabilmente avranno un incoraggiamento anche per me. Ho quasi finito il lavoro. Tutto è andato bene. È vero o no?"

Neemia poteva fare anche questo. Ma oggi il Signore vuole una chiesa matura, non infantile. Non dobbiamo essere più dei bambini, fratelli. Ma dobbiamo essere maturi. Sapete perché? Perché un uomo spirituale, una donna spirituale, fanno e operano nel campo del Signore, tenendo in considerazione una cosa: che quelli che ci circondano ci stanno osservando.

Immaginate se Neemia avesse in quel momento deciso di scendere e lasciare il lavoro! Si immaginate se Neemia avesse fatto un passo sbagliato in quel momento! Sarebbe stato di scoraggiamento agli altri.

Fratello e sorella, le nostre decisioni e le nostre scelte sono di fondamentale importanza davanti a Dio, perché probabilmente, durante il nostro cammino, durante i nostri giorni, qualcuno ha messo gli occhi sulla nostra vita.

Ma tu dici: "Noi dobbiamo appoggiarci a un uomo?" No. Ma Dio vuole così, perché il corpo di Cristo è formato così. E un fratello edifica un altro fratello. La sorella edifica la sorella. Insieme si cresce. Insieme ci si esorta. E insieme si prende esempio l'uno dell'altro. Così si cresce, uniti nella fede.

E quando qualcuno osserva la tua vita e tu sbagli decisione, attenzione, fratello, perché noi possiamo scoraggiare quelli che sono intorno a noi!

Studiamo, fratelli! Studiamo come incoraggiare i nostri fratelli e chiediamo: "Signore, aiutaci! Aiutaci! Dacci discernimento, sapienza, rivelazione! Come devo agire? Cosa devo scegliere? Come devo scegliere, perché gli altri siano incoraggiati?"

Ma questa sera tu mi potrai dire: "Fratello, a me non mi pensa proprio nessuno! Questo discorso non è assolutamente per me. Nessuno nella chiesa mi pensa!"

Stai sbagliando, fratello. Tu non lo sai. Forse qualcuno ti sta osservando. Forse per qualcuno tu sei utile, e non te l'ha detto. Ma non c'è bisogno di dirlo. Tu pensa che tu sei utile per il prossimo. La tua testimonianza, le tue decisioni, sono di grande esempio e di incoraggiamento per il prossimo. Questa è la volontà di Dio!

E Neemia rimase fermo. Tante volte il nemico provò. Ma vi voglio dire una cosa questa sera, fratelli: solo la quinta volta il nemico si rivela! Solo alla quinta volta! Capite, fratelli, questa sera, quanto è importante vegliare! Quanto è importante non prendersi pause!

Oggi il nemico ripetutamente viene e con la stessa, con lo stesso metodo, con le stesse parole, proverà a fermare il lavoro. Ma tu non lo sai! Neemia non sapeva. La quinta volta! Come si presenterà il nemico, abbiamo bisogno che il Signore ci guidi, fratelli!

E solo la quinta volta, come si presentò questo nemico a Neemia — pur di distrarlo, pur di fargli lasciare questo lavoro — con una calunnia! Come abbiamo appena letto.

Così dice la parola del Signore: che questi uomini si avvicinarono e dissero, al verso 6: "Corre voce fra le nazioni, e Ghesem afferma, che tu e i Giudei tramate di ribellarvi. Perciò, secondo queste voci, tu stai ricostruendo le mura per diventare il loro re!" E così via dicendo.

Fratelli, io vi voglio dire una cosa: questo momento era particolare, molto difficile. Sapete perché? Perché la calunnia è qualcosa — è una falsa testimonianza. E il nemico, questa volta, stava usando contro Neemia qualcosa che veniva direttamente dall'inferno! Era premeditato per distruggere Neemia.

La calunnia non è un errore. La calunnia è premeditata! Il nemico ha premeditato di dire cose false contro di te. E oggi, se stai udendo la sua voce, se senti voci strane che vogliono uccidere la tua anima — ci sono voci che arrivano a te, distruttive — non ascoltare!

Perché la calunnia — a volte, sapete cosa ci procura, fratelli? — altra distrazione! Per togliere una calunnia, oggi c'è bisogno di andare, di cercare chi è stato, di andare da quella persona e di giustificarsi, di dire: "Non è così!"

Neemia poteva benissimo difendersi e dire: "Le cose non stanno come dici tu!"

Fratelli, attenzione alle distrazioni, perché il diavolo vuole solo una cosa: farti perdere tempo, farti scendere dalla scala, distrarti — per non completare i tuoi lavori!

E un uomo di Dio ha detto: "Non reagire. E non cercare di risolvere quando viene calunniato. Non vale la pena. È un lavoro troppo grande. È impossibile toglierla!" Ma fratelli, quello che parla è il tempo. Quando il nemico arriva e ci calunia, il tempo parlerà! Tu non distrarti. Rimani concentrato. Non ti fermare. Non scendere dai tuoi lavori. Continua a lavorare per il Signore. Non ti distrarre!

Una cosa ha fatto Neemia.

Vado verso la conclusione.

"Tutta la gente, infatti, voleva farci paura e diceva: 'Le loro mani lasceranno il lavoro, che rimarrà incompiuto!'"

Sapete cosa vuole fare il diavolo oggi? Vuole che il lavoro di Dio rimane incompiuto! Non vuole che le cose vadano a compimento nella tua vita e nell'opera del Signore. Voleva proprio questo — che il lavoro rimanesse incompiuto.

Oggi, qual è l'esortazione da parte del Signore?

Neemia pregò. "Ora perciò, oh Dio, fortifica le mie mani!"

Fratelli, "O Dio, fortifica le mie mani!" Neemia non si difese. Neemia rimase fermo alla presenza di Dio, centrato, e diede un grande valore a quello che il Signore gli aveva dato. E aveva capito che la situazione era difficile. Ma aveva altresì compreso chi gli avrebbe dato la forza per andare avanti e compiere il lavoro che Dio gli aveva dato.

Fratello, il Signore ti ha dato un compito. Fortificati nel Signore! Vai avanti! Non ti fermare! Questo è l'incoraggiamento che ti voglio dare questa sera.

"Sto facendo un grande lavoro! Non posso scendere! Non posso essere distratto!"

Quante distrazioni oggi nella nostra vita, fratelli! Continueremo ancora un breve tempo, e il Signore tornerà. E noi vogliamo farci trovare indaffarati — ma non nelle cose della vita. Indaffarati nella sua opera! Amen!

E voglio lasciarvi con alcuni versi del Salmo 28, al verso 8 e 9:

Verso 7: "L'Eterno è la mia forza e il mio scudo. Il mio cuore ha confidato in Lui, e sono stato soccorso. Perciò il mio cuore esulta, e lo celebrerò col mio canto. L'Eterno è la forza del suo popolo e il rifugio di salvezza per il suo unto. Il tuo popolo benedici, la tua eredità pascili e sostienili per sempre. Amen!"

Che Dio ci benedica.