Servi Dio oltre i tuoi limiti

Voglio benedire il nome del Signore per questa chiesa. La Gloria va a Dio perché Lui si manifesta quando i cuori sono disponibili e quando c'è la volontà di far vivere Gesù in mezzo a noi.

Apriamo la Parola in Geremia, capitolo 4, verso 3.

Signore, ti voglio pregare con tutto il cuore per questa chiesa e per la tua parola. Ti voglio chiedere che stamattina sia Tu a parlare attraverso il tuo Spirito a questa comunità, che certamente attende una parola da parte tua e non da parte di un predicatore. Ti voglio chiedere che la tua parola possa essere efficace, che sia nascosto l'uomo e sia proclamato Cristo. Ti prego, Signore, nel nome di Gesù, di fare breccia nei nostri cuori per ricevere una visione da parte tua. Nel nome di Gesù, Amen.

Stamattina il Signore metteva nel mio cuore questa parola: "Dissodatevi un campo nuovo e non seminate fra le spine". Nel filo conduttore di questo libro e del messaggio che il Signore mi ha dato in questi mesi, tra cui diversi raduni giovanili, il Signore sta chiamando tanti al servizio. Questo è il messaggio, il filo conduttore: dobbiamo impegnarci a servire Dio oltre i nostri limiti personali.

A volte vogliamo servire Dio, ma sapete come lo vogliamo servire? "Signore, ti voglio servire, ma a modo mio. Signore, ti voglio servire però non rovinare i miei programmi. Signore, ti voglio servire però fino a un certo punto, secondo il mio modo di vedere, la mia opinione e la mia lista di cose da fare."

Quando invece Dio entra nella tua vita, la prima cosa che ti chiede è questa: "Seguimi!" I discepoli lasciarono le reti e il loro padre, e lo seguirono.

Il filo conduttore di questo messaggio è questo: sei disposto veramente a seguire il Signore con tutto il cuore, oppure vuoi che il Signore si serva di te nel modo in cui tu preferisci? Sei disposto veramente a dire "Signore, fai della mia vita tutto quello che tu vuoi", oppure semplicemente "Signore, benedici il mio progetto bellino che mi sono creato davanti a te"?

Sei veramente disposto a dire "Signore, portami ovunque tu voglia", oppure gli abbiamo dato un piccolo spazio al Signore? "Signore, guarda: questo è lo spazio che ti ho dato. Benedicimi qui. Tutto quello che c'è intorno a me non mi interessa."

Io sono convinto, tramite la Bibbia e l'ho vissuto per esperienza, che se diamo la libertà allo Spirito Santo di fare tutto quello che vuole, allora vedremo la sua gloria. Tanti uomini hanno provato nei secoli a servire Dio, ma tutti abbiamo imparato che dove c'è l'opera umana c'è sempre qualche difetto. L'hai imparato tu nella tua vita, io nella mia. Siamo tutti difettosi.

Ma quando opera il Signore, quando Dio stende la sua mano, quando la visione è sua e quando l'opera è sua, allora cominciamo a vedere qualcosa che ci stupisce, che ci fa dire: "Non me l'aspettavo, Signore! Come è successo? Avevo mirato a una certa altezza, ma Tu mi hai benedetto di più!"

Chiedo al Signore con tutto il cuore che tu abbia questo coraggio di lasciare la tua zavorra e di dire: "Portami, Signore, dove Tu vuoi, perché voglio vedere la Tua gloria!"

Geremia parla alla gente di Giuda e di Gerusalemme, quindi parla dei credenti. Ma la prima parola che notiamo è "dissodatore". È il lavoro più duro da fare, il lavoro più difficile, perché c'è da rendere utilizzabile qualcosa che è duro. Ci sono dei periodi dell'anno dove il terreno sembra veramente di cemento. Può arrivare la pioggia, puoi seminare, puoi fare quello che vuoi, ma se il terreno non diventa morbido non succede niente. Ci vuole un lavoro di sacrificio, di impegno e di visione.

Perché di visione? Perché devi iniziare a lavorare un terreno su cui non c'è niente. Quando si tratta di andare a raccogliere, tutto sommato il lavoro ti viene piacevole perché, per quanto sia faticoso, vedi i frutti davanti a te e dici: "Dobbiamo raccogliere i pomodori, dobbiamo raccogliere l'uva!" La fatica è ben ricompensata.

Ma quando si tratta di andare a lavorare un terreno duro, dove probabilmente si è pure creato un po' di ghiaccio sopra, dove fa freddo e non vedi l'ombra di niente, sei disposto a lavorare in un terreno dove non c'è niente? Perché Dio che ti manda, sei disposto a dire: "Crescerà qualcosa qui dove non vedo niente per adesso"?

Ho compreso una cosa in questi anni. Il Signore sta cercando operai. L'operaio è qualcuno che è disposto a sporcarsi, che è disposto a fare un sacrificio, che è disposto a impegnarsi. Se dissodare è un lavoro duro, un lavoro impegnativo, un lavoro che ti fa piangere e ti fa fare sacrificio, sei disposto a servire Dio in modo scomodo? O vuoi servire solo Dio quando è comodo? O vuoi servire solo Dio quando ci sono i frutti da raccogliere, o quando c'è qualcuno dietro di te che ti incoraggia?

Sono certo che Dio sta chiamando in questo tempo. Sono sicuro del messaggio che Dio ha messo nel mio cuore da un po' di tempo. Dio sta chiamando delle persone a fare qualcosa che prima non hanno mai fatto. È un tempo in cui abbiamo visto in Italia l'opera di Dio svilupparsi. Ci sono stati dei fratelli che hanno fatto dei sacrifici. Forse questa è l'epoca in cui raccogliamo dei frutti: c'è il coro, i fratelli che suonano, il pastore che ti incoraggia, la chiesa, le attività.

"Io voglio fare la scuola domenicale, io voglio cantare, io voglio suonare! Gloria a Dio per tutto questo!"

Ma Dio sta cercando dei fratelli disposti a fare qualcosa in più, qualcosa non dentro la loro zona comoda, non dentro le loro attività, ma che cominciano a vedere che c'è un bisogno fuori, importante. Allora prima cosa: dissodare significa sacrificio.

Spero che stamattina Dio metta nel tuo cuore il desiderio di impegnarti seriamente e non di aspettare che le cose succedano. Il lavoro è duro e bisogna farlo.

Un campo nuovo — e qui mi voglio fermare un attimo. Dissodare un campo nuovo significa fare qualcosa che non hai mai fatto prima e che ti dà tanta incertezza. Perché non hai nessuna certezza su quello che potrà uscire. Il campo è nuovo perché non mi dà nessun risultato certo, non mi dà nessuna statistica storica, non mi dà nessuna sicurezza concreta su quello che succederà.

Quando investi in un campo nuovo, non sai quello che può succedere. Non sai quello che trovi sotto, non sai il frutto che ti porterà, non sai chi ti aiuterà. Non sai niente. Un'altra cosa che Dio ti vuole chiedere stamattina: sei disposto a lasciare le cose certe per una strada incerta?

Un giorno, dopo 4 mesi di matrimonio con mia moglie, siamo partiti per l'Australia. Ci sono tante storie che troverete nel libro. Il tempo è sempre poco. Dopo 4 mesi di matrimonio, siamo partiti per l'Australia per seguire una strada che Dio ci stava proponendo. Ho fatto questo ragionamento con il Signore. Ascoltate bene.

Mi facevo tutti i conti insieme a mia moglie: "Lascio io il lavoro, lascio mia moglie il lavoro, chiudiamo una casa tutta arredata, come fanno tutti i ragazzi che si devono sposare, per andare probabilmente 6 mesi, un anno in Australia. E dopo che succede?"

Signore, Tu mi stai chiamando, ma dopo che succede?

Mi facevo i conti e stracciavo i fogli. Mi facevo altri conti con mia moglie e non mi trovavo mai, finché una sera lo Spirito Santo mi ha detto: "Se tu ti vuoi trovare con i conti per servirmi, ai conti non ti troverai mai. Se tu vuoi venire con me, ti devi lasciare andare e mi devi seguire per fede. È inutile che ti fai tutti i progetti. È inutile che ti conti quanti soldi ti sono rimasti in banca. È inutile che speri di calcolare tutto. Seguimi, perché sarò io a guidarti."

Quella sera si alzò una sorella in chiesa in testimonianza. Dovevo fare i biglietti, dovevo considerare tante cose. Si alzò una sorella e cantò un cantico che non ho mai sentito più. Questo cantico diceva: "Dio provvederà, Dio provvederà! Lascia stare il tuo domani, metti tutto nelle mani del Signore!"

Non l'ho mai più sentito. Scoppiavo a piangere come un bambino, perché il Signore mi stava chiamando a fare qualcosa di più dei miei limiti. Io non sapevo che poteva succedere.

Oggi vi posso dire solo questo, a conclusione di questa storia: dopo 6 mesi in Australia, sono tornato in Italia. Sono stato sostenuto per 2 anni a tempo pieno in Italia, io e mia moglie, dai fratelli che ci hanno conosciuto in Australia. Per aver dato 6 mesi al Signore, il Signore mi ha sostenuto per due anni a tempo pieno come missionario in Italia.

Io volevo fare il missionario in Africa, volevo fare il missionario in India. Il Signore mi ha detto: "Fai il missionario a 50 km da casa tua, perché c'è bisogno!" Sei disposto veramente a lasciare tutto nelle mani di Gesù? Se il Signore ti chiama per fede a mettere il piede sull'acqua, lasciando la tua barchetta, sei disposto?

Devo essere schietto al massimo, perché questo è quello che deve contraddistinguere un servo di Dio: la franchezza. Altrimenti non mi invitate più, non importa. Almeno vi ho detto quello che vi dovevo dire.

In questi anni, diversi ragazzi delle chiese che conosciamo ci hanno detto, nell'entusiasmo: "Fratello, voglio servire il Signore! Anche io voglio servire il Signore! Che bello, che bello, che bello!"

Volete sapere però? Dopo un poco, che cosa volevano fare? "Frate, ma io volevo fare i monitori. Io sto aspettando che quel fratello non suona più perché voglio suonare io al posto suo. Qui non c'è io. Io stavo aspettando che quel fratello della riunione dei giovani si tolga, perché la voglio fare io. Nessuno mai mi prende in considerazione, e io..." E io gli ho detto: "Caro fratello, caro giovane, caro amico mio, c'è tanto da fare nella tua città. C'è tanto da fare nella tua scuola, c'è tanto da fare nella tua nazione. Che per quanto sia meraviglioso avere un compito all'interno della chiesa, non è soltanto quella la chiamata che Dio ci ha rivolto. Ci sono tanti tuoi amici, studenti, tante persone, i tuoi vicini di casa, persone ammalate, persone abbandonate a se stesse, che aspettano te, con la forza dei tuoi 20 anni, 25 anni, 30 anni. E tu che stai aspettando che il fratello ti chiama a suonare in chiesa?"

È venuto il tempo, fratelli, di chiedere al Signore non "Cosa posso fare nella chiesa?" — Signore, che cosa posso fare nella chiesa? Gloria a Dio, continuo a farlo — ma è venuto il tempo in cui la chiesa dica: "Che cosa posso fare nella mia città? Nella mia regione? Nella mia nazione? Nel mio tempo?"

I fratelli che ci hanno preceduto hanno fatto tanto lavoro, con degli sbagli e con delle cose buone, l'hanno fatto. Adesso mi rivolgo a tutti quelli che si sentono un po' disoccupati e un po' trascurati: pensi di stare fermo, aspettando che qualcuno ti chiami? Oppure sei pronto a dire al Signore: "Fai di me tutto quello che vuoi"?

Il campo nuovo ci parla anche di qualcosa che supera le tue personali tradizioni. Io non so se tu qualche volta hai fatto questo ragionamento, ma io l'ho dovuto fare: "Signore, ma la mia cultura, il mio modo di fare, la mia visione è limitata. Perché mi stai chiedendo di fare qualcosa di più?"

Fratelli, perché il Signore è il Signore delle cose fresche! Quando il Signore unge un uomo, spesso lo spinge a fare cose che mai prima nessuno ha fatto.

Quando Mosè ha aperto il Mar Rosso, Giosuè ha dovuto aprire il fiume Giordano. Il Mar Rosso si è aperto in due e sono passati in mezzo. Quando Giosuè invece è passato al fiume, il fiume si fermò su un lato. Non si aprirono le acque, si bloccò su un lato e passarono. "Ma io volevo fare uguale, uguale, uguale a Mosè!" "Tu sei Giosuè, non sei Mosè!"

Eliseo non ha fatto le stesse cose di Elia. Timoteo non ha fatto le stesse cose di Paolo. Dio ti sta chiamando a servizio per qualcosa di nuovo, per questo tempo fresco, adatto alla tua chiamata. Sei disposto?

La Bibbia dice che non si può mettere in un otre vecchio vino nuovo. Il vino nuovo — Dio non ti chiama a fare le cose che piacciono a te. Forse ti sta spingendo a qualcosa di nuovo, fresco, fermentato e potente.

La Bibbia dice che noi aspettiamo cieli e terra nuovi, che le cose vecchie sono passate, sono diventate nuove. Parlerete in lingue nuove. Ma che pensate? Che Dio è un Dio vecchio? Dio è il Dio delle cose nuove!

Ogni volta che — poco hanno a che fare con le novità umane che noi ci inventiamo. Le novità di Dio sono quelle cose che nessuno mai si poteva immaginare: cioè, prendere Mosè, farlo crescere nella casa di Faraone e farlo diventare il suo nemico numero uno. Sei disposto al nuovo? Sei disposto a un'unzione fresca? Sei disposto a superare i tuoi limiti personali?

Io l'ho dovuto superare, e ancora, mò, spesso il Signore me lo chiede.

Vi ricordate quando Dio dice a Pietro: "Pietro, non rendere impuro ciò che io rendo puro"? "Signore, ma a casa di Cornelio non posso andare! Quello è un centurione romano, è pagano. Non ci posso andare!"

Pietro deve violentare se stesso per andare a casa di un centurione. Va a predicare a casa del centurione. Tutti, battezzati nello Spirito Santo. Li deve battezzare in acqua. Quando ritorna, si deve giustificare e deve dire: "Io non ci volevo andare! Fosse stato per i miei limiti, per il mio modo di pensare, non ci sarei andato. Ho dovuto combattere con il Signore che mi ha detto: 'Vai! Non ti preoccupare!'"

E sapete che è successo? Io, dopo essermi impegnato, ho detto: "Vabbè, dai, mò le dico due parole e me ne vado." Invece, ho cominciato a predicare. Tutti quanti, battezzati nello Spirito Santo.

"Fratelli, io li ho battezzati. Voi, al posto mio, che cosa avreste fatto?"

Pietro sta dicendo: "Non è un'opera mia, è un'opera di Dio, e io mi devo arrendere."

Quando Dio fa le cose, possiamo alzarci in piedi? Preghiamo insieme.