Loda Dio nella battaglia

Crescete nella grazia e nella conoscenza del Signore nostro Gesù Cristo. Questa era l'esortazione che il pastore, per volontà dello Spirito Santo, rivolgeva al popolo di Dio. E credo non ci sia una realtà più bella per noi: crescere nella grazia, nella conoscenza per conoscere l'unico vero Dio, colui che è il sovrano, colui che è il creatore di tutte le cose, l'autore, il compitore della nostra fede.

E io con voi vorrei condividere questa mattina un passaggio della Scrittura che troviamo in Secondo Cronache al capitolo 20. Leggeremo dal verso 1 al verso 17. Così dice la parola del Signore: "Dopo queste cose avvenne che i figli di Moab, i figli di Ammon ed altri con loro, insieme agli Ammoniti, vennero per combattere contro Giosafat. Così giunsero alcuni a informare Giosafat, dicendo: 'Una grande moltitudine si è mossa contro di te da oltre il mare, dalla Siria. Ecco, essi sono in En-Gedi'. Allora Giosafat ebbe paura e si dispose a cercare l'Eterno e proclamò un digiuno per tutto Giuda. Così quei di Giuda si radunarono per cercare aiuto dall'Eterno. E da tutte le città di Giuda venivano a cercare l'Eterno.

Quindi Giosafat si levò in piedi in mezzo all'assemblea di Giuda e di Gerusalemme, nella casa dell'Eterno, davanti al cortile nuovo, e disse: 'Oh Eterno, Dio dei nostri padri, non sei tu il Dio che è in cielo? Sì, tu domini su tutti i regni delle nazioni. Nelle tue mani sono la forza e la potenza e non c'è nessuno che ti possa resistere. Non sei stato tu il nostro Dio che ha scacciato gli abitanti di questo paese davanti al tuo popolo Israele e l'ha dato per sempre alla discendenza del tuo amico Abramo? Essi vi hanno dimorato e vi hanno costruito un santuario per il tuo nome, dicendo: Se dovesse venire su di noi una calamità, la spada, il giudizio, oppure la peste o la carestia, non ci presenteremo davanti a questo tempio e davanti a te, poiché il tuo nome è in questo tempio. Noi grideremo a te dalla nostra avversità, e tu ci ascolterai e ci verrai in aiuto.

Ed ora, ecco i figli di Ammon, di Moab e quelli del Monte Seir — nel cui territorio non permettesti a Israele di entrare quando essi uscivano dal paese d'Egitto; essi perciò si tennero da loro lontani e non li distrussero. Ora ecco essi ci ricompensano, venendo a scacciarci dalla tua eredità che ci hai dato da possedere. Oh Dio nostro, non eseguirai tu il giudizio su di loro? Poiché noi siamo senza forza. Davanti a questa grande moltitudine che viene contro di noi non sappiamo cosa fare, ma i nostri occhi sono su di te'.

Ora tutti gli uomini di Giuda con i loro abitanti, le loro mogli, i loro figli stavano in piedi davanti all'Eterno. Allora, nel mezzo dell'assemblea, lo spirito dell'Eterno investì Iaziel, figlio di Zaccaria, figlio di Benaia, figlio di Yael, figlio di Matania, un levita dei figli di Asaf. E questi disse: 'Ascoltate, voi tutti di Giuda, voi abitanti di Gerusalemme, e tu, o Re Giosafat! Così vi dice l'Eterno: Non temete, non sgomentarvi a motivo di questa grande moltitudine, perché la battaglia non è vostra, ma di Dio. Domani scendete contro di loro. Ecco, essi saliranno per la salita di Ziz, e voi li troverete all'estremità della valle, di fronte al deserto di Jeruel. Non sarete voi a combattere in questa battaglia. Prendete posizione, state fermi, e vedrete la liberazione dell'Eterno che è con voi, o Giuda, o Gerusalemme. Non temete, non sgomentarvi. Domani uscite contro di loro, perché l'Eterno è con voi'".

Amen. Fin qui la parola del Signore.

Bene, fratelli, non potevo fare a meno di soffermarmi fra le righe di questa parola da parte del Signore, in cui noi troviamo dei messaggi molto profondi. In questo riguardo la vita di questo uomo — stiamo parlando di un re — e le storie dei re nella parola di Dio, cari fratelli, non sono altro che continue lezioni per il popolo del Signore.

E in questo momento, la parola, nei suoi primi versi, ci raccontano chiaramente in che situazione ci troviamo. Ebbene, ci troviamo davanti a un'informazione, a una notizia che arriva al cuore di Giosafat, questo re. E questa informazione, questa notizia, turba il suo cuore. In un momento, in un dato momento della sua vita, accade qualcosa di strano, un mutamento, qualcosa che lo scuote. Entra in crisi. Attraverso una notizia, alcuni vanno da questo re, da Giosafat, e gli comunicano che una grande moltitudine si è mossa contro di te. Così dice la parola del Signore. E la parola ci dice che Giosafat ebbe paura.

Fratelli, lasciatemi spendere qualche minuto a riguardo di queste prime righe della Scrittura. Quest'uomo entra in crisi. Oggi, fratelli, questo soggetto, questo tema è di attualità, perché fratelli la crisi. Noi viviamo in un mondo di crisi. Oggi c'è crisi ovunque: crisi umanitaria, crisi di governo, crisi matrimoniale, crisi economica, crisi ambientale, crisi sanitaria, crisi dei valori sani, crisi culturale, crisi in ogni ambito della nostra vita.

E fratelli, cos'è la crisi? Perché ognuno di noi deve considerare che in un dato momento della nostra vita il nemico arriverà e ci metterà in crisi. Noi viviamo una vita con Gesù di vittoria, ma non dobbiamo sottovalutare che ci sono momenti nei quali ognuno di noi affronterà delle crisi. E non dobbiamo dimenticare, specialmente in questi ultimi tempi, che il diavolo, il nemico, non farà altro che mettere in crisi, provare a mettere in crisi il popolo di Dio in qualsiasi modo.

Cos'è la crisi? Crisi, fratelli, è un mutamento, è una modificazione di un ordine, è un fatto negativo, è qualcosa di negativo che si verifica, sconvolge il quieto scorrere della vita. È un momento che prima o poi riguarda tutti. È un cambiamento. È un mutamento. Ma in che cosa? Nel crollo dei valori, dei veri valori. Nel crollo della dottrina. Questo mondo oggi non fa altro che vivere in questa crisi, e la crisi va da male in peggio in ogni ambito della vita.

E noi oggi siamo chiamati a fare che cosa, fratelli? A considerare che cosa ha fatto quest'uomo, Giosafat, come ha reagito davanti a una crisi della sua vita. La parola ci parla di lui: di un uomo condottiero, era un uomo forte, timorato di Dio, amava Dio. Giosafat era un uomo il quale sperimentava la presenza di Dio. E il Signore parla così di lui in Secondo Cronache, capitolo 17, dicendo: "L'Eterno fu con Giosafat" — al verso 3 — "perché egli camminò nelle primiere vie di Davide suo padre. Suo padre — egli non cercò i Baal, ma cercò il Dio di suo padre. Camminò nei suoi comandamenti, non secondo il modo di agire di Israele". Era un uomo che considerava la parola di Dio. I comandamenti di Dio li teneva presenti. Onorava Dio; era timorato di Dio.

E la parola del Signore ci insegna al verso 6 che il suo cuore si rafforzava nell'Eterno, nelle vie dell'Eterno. Il Signore fu con lui, ebbe grandi ricchezze e gloria, e il Signore lo soccorse, gli venne in aiuto.

Ma fratelli, ecco che arriva un momento particolare, molto difficile per Giosafat. Una notizia che mette in difficoltà il suo cuore, compromette il suo stato spirituale. La parola del Signore ci dice: "ebbe paura".

Ma questa mattina con te voglio notare una cosa: come agisce il diavolo per scoraggiare il popolo di Dio. Guardate cosa dice la Scrittura: "una grande moltitudine si è mossa". E la Bibbia non dice "contro di voi", perché questa moltitudine, questi nemici, si muovevano contro il popolo di Dio, contro Giuda. Ma il diavolo è preciso. Quando vuole distruggere, quando vuole far entrare in crisi la nostra vita, è preciso. Sapete cosa dice? "Si è mossa contro di te". Sapete cosa dice il nemico oggi ad ognuno di noi, fratelli? Io non so in che situazione oggi tu ti trovi.

Alcuni oggi si trovano in crisi a motivo di una malattia. Alcuni si trovano in crisi a motivo di una difficoltà. Ognuno di noi sa il motivo per cui si trova in crisi. O forse si troverà più avanti. Perché il Signore questa mattina ci ha messo davanti questo messaggio, questa parola. Ma noi vogliamo afferrarci alle Scritture per capire quale via dobbiamo prendere, come dobbiamo agire di fronte alle astuzie di Satana, di fronte agli attacchi del nemico.

Il diavolo sta dicendo: "Tu sei solo. Tu sei solo. Una grande moltitudine è contro di te". La prima cosa che fa il diavolo quando viene ad attaccarti: sai qual è? Sai come riesce bene a metterti in crisi? Facendoti capire che nella tua situazione più difficile sei da solo.

Ma cosa ci dice il Signore? Cosa ci dice il Signore? "Io non ti lascerò e non ti abbandonerò". Amen.

Fratelli, la differenza tra chi serve Dio e chi non lo serve è la differenza tra la chiesa e questo mondo. È diversa. Il mondo vive in crisi: ci sono continui cambiamenti, mutamenti, da male in peggio. Ma la chiesa, al contrario, deve affrontare le crisi della sua vita afferrandosi a Dio e alla parola della verità.

Il diavolo dice: "Tu sei solo. Nessuno ti aiuterà". L'Eterno dice: "Io non ti lascerò e non ti abbandonerò". Giosuè, al capitolo 1, così dice il Signore: "Nessuno ti potrà resistere tutti i giorni della tua vita. Come sono stato con Mosè, io sarò con te. Io non ti lascerò e non ti abbandonerò". Gloria a Dio!

Come sono stato con Mosè, così sarò con te. Cosa sta dicendo il Signore? Il Dio vivente che io sono è sempre lo stesso. Lo stesso Dio ieri, oggi, e lo sarò per sempre. Come sono stato con i tuoi padri, così io sarò con te. Non ti lascerò. Non ti abbandonerò.

Dobbiamo ripeterlo ai nostri cuori questa mattina. Se lo ripetiamo, probabilmente c'è una necessità in mezzo al popolo di Dio: "Sì, fratello, sì, coraggioso", dice il Signore. "Non te l'ho io comandato? Sì, forte! Sì, coraggioso! Non aver paura. Non sgomentarsi!".

Più conosciamo l'Eterno, e più il nostro cuore si rafforza. Più conosciamo l'Eterno, più ci aggrappiamo alla sua parola, e più, fratelli, noi vedremo in noi il modo di affrontare tutte le cose che si presentano nella nostra vita con la guida dello Spirito Santo.

Una grande moltitudine è contro di te. E la parola ci dice che Giosafat ebbe paura. Fratelli, stiamo parlando di un condottiero, stiamo parlando di un uomo che si afferrava all'Eterno, stiamo parlando di un uomo forte. Ma in questo momento ebbe paura.

E Giosafat non si vergogna di dire: "Ho paura". Non ti vergognare, fratello. Non fingere oggi che va tutto bene. Non nascondere la tua fragilità. Noi non siamo chiamati a negare i nostri momenti difficili, i nostri momenti di paura. Ma siamo chiamati a condividerli, prima con Dio, e poi con la chiesa.

E Giosafat ebbe paura. Anche Davide ebbe paura. Noi oggi vogliamo dire una cosa: è vero, noi sappiamo, abbiamo un insegnamento da parte del Signore riguardo alla paura. Ma io trovo che anche Davide ha passato un momento di crisi. Nel Salmo 27, lui stesso dirà, al verso 1, 2 e 3, queste parole così forti. Davide, Davide, un uomo secondo il cuore di Dio, che si esprimerà così, dicendo: "L'Eterno è la mia luce, la mia salvezza. Di chi temerò? L'Eterno è la rocca forte della mia vita. Di chi avrò paura? Quando i malvagi, i miei nemici ed avversari, mi hanno assalito per divorare la mia carne, essi stessi hanno vacillato, sono caduti. Anche se si accampasse un esercito contro di me, il mio cuore non avrebbe paura. Anche se scoppiasse una guerra contro di me, allora avrei fiducia".

Queste sono le parole di un uomo che aveva compreso chi era il suo Dio. Ma venite con me nel Salmo 55. Girate solo qualche pagina e vedremo cosa succede. Al verso 4, quando Davide dirà: "Il mio cuore è angosciato dentro di me. Spaventi mortali mi sono caduti addosso. Paura e tremito mi hanno assalito, e il terrore mi ha sopraffatto".

E allora, cosa facciamo, fratelli? Abbiamo paura? Sì, a volte abbiamo paura.

Ma sapete qual è la cosa più bella? Oggi, quell'insegnamento forte che il Signore ci dà proprio attraverso questo uomo, il suo modo di fare, di agire. Seguiamo insieme, fratelli, perché è importante: ebbe paura Giosafat. Ma cosa fece? Si dispose a cercare l'Eterno.

Oggi siamo disposti a cercare aiuto da tutti i lati. Volgiamo lo sguardo a destra e a sinistra. Non sappiamo più dove rivolgerci per cercare aiuto. Fratello e sorella, così dice il Signore: "Rivolgiti. Predisponiti a cercare l'Eterno".

Paolo dirà così nella sua prima lettera ai Tessalonicesi, al capitolo 5, verso 17, qualcosa che abbiamo sempre ascoltato, ma che è importante questa mattina ripetere: "Non cessate mai di pregare". Non cessate mai di pregare. Non cercare aiuto da un'altra parte. Non verrà aiuto per noi.

Noi non siamo il mondo, fratelli. Noi siamo la chiesa del Signore. E dobbiamo predisporci a cercare la faccia dell'Eterno.

E così ti dice il Signore: "Non cessare mai di pregare". Questa è la vita della chiesa. Perciò Giacomo anche nella sua lettera, al capitolo 5, verso 16, ci dirà così: "Confessate i vostri falli gli uni agli altri. Pregate gli uni per gli altri, affinché siate guariti. Molto può la preghiera del giusto, fatta con efficacia". Amen, fratelli. Gloria a Dio!

Dio è buono. E allora è interessante vedere con voi come si esprime. Vorrei spendere qualche minuto sulla preghiera di Giosafat, perché la preghiera, la sua preghiera, testimonia la sua condizione spirituale.

E lui così si rivolgerà al Signore, dicendo, al verso 5: "Quindi Giosafat si levò in piedi in mezzo all'assemblea di Giuda, di Gerusalemme, nella casa dell'Eterno, davanti al cortile nuovo, e disse: 'Oh Eterno, Dio dei nostri padri, non sei tu il Dio che è in cielo? Sì, tu domini su tutti i regni delle nazioni. Nelle tue mani sono la forza e la potenza. Non c'è nessuno che ti possa resistere'".

Giosafat non ha pregato in questo momento di grande paura, di crisi nella sua vita: "Signore, liberami". Lui non ha volto la sua preghiera dicendo: "Liberami, Signore. Toglimi via questa prova. Toglimi dalla mia vita. Liberami da questa situazione, Signore. Da questa crisi, da questa paura". No!

Guardate come si è espresso Giosafat! Quello che noi dobbiamo imparare oggi a fare, fratelli: "O Eterno, Dio dei nostri padri, non sei tu il Dio che è in cielo?" Qual è la tua preghiera oggi? Qual è la mia preghiera oggi?

Giosafat riconobbe la signoria di Dio. Giosafat incominciò a pregare e a riconoscere che Dio è sovrano su tutte le cose. Giosafat incominciò a proclamare Dio, incominciò a lodare il suo Dio, a riconoscere chi il Dio vivente vero era.

Fratello e sorella, la prima cosa che noi dobbiamo fare quando ci troviamo in difficoltà è lodare Dio, riconoscere chi Dio è, dare a lui la lode e la gloria.

È vero, non è facile. Ci sentiamo in impossibilità tante volte, in mezzo alle crisi, di lodare Dio. Ma questo è onorare Dio.

Perché fratelli, sapete dove vogliamo arrivare questa mattina? Vogliamo arrivare a realizzare la vittoria sul nemico come Giosafat ha potuto realizzare. E noi oggi vogliamo riconoscere la potenza di Dio.

Sì, fratelli, vi ricordate in Marco al capitolo 4? Quando i discepoli erano con Gesù nella barca. La parola del Signore dice, nel verso 37, che si scatenò una grande bufera di vento e le onde si abbattevano su quella barca. Tanto che questa si riempiva. Cosa ci dice il Signore?

I discepoli erano già stati con Gesù. I discepoli avevano sperimentato da vicino chi era Gesù, i suoi miracoli, la sua potenza. Ma mai avevano assistito a qualcosa. A che cosa, fratelli? Quando questo mare, questa tempesta, si infuriò su di loro, essi lo destarono, gli dissero: "Maestro, non ti importa che noi periamo?" Anche i discepoli hanno vissuto un momento di crisi, di paura. "Signore, non ti importa?"

Come ho detto prima, il diavolo vuole farti capire che tu sei da solo. Nessuno ti può aiutare. Ma la parola del Signore ci dice che Gesù, alzatosi, destatosi, sgridò il vento e disse al mare: "Taci! Calmati!". E il vento cessò, e si fece grande bonaccia.

Questo è il nostro Dio, fratelli. Egli è sovrano. Tu hai paura? Rivolgiti a Dio. Predisponi il tuo cuore a cercare l'Eterno. Riconoscilo in tutte le sue vie, perché egli è potente.

Fratelli, e Giosafat si esprime in questa maniera. "In te sono la forza. In te è la potenza. Non c'è nessuno che ti può resistere".

Questo noi oggi facciamo. Sapete perché, fratelli? Oggi si dice nel mondo: "Non cantare presto vittoria". È vero, l'avete sentito mai questo proverbio? Nel mondo: "Non cantare presto vittoria". Che cosa dobbiamo dire a Giosafat? "Giosafat, sei in una situazione del genere, e stai incominciando a ringraziare, a riconoscere la potenza e la sovranità di Dio. Stai cantando vittoria?" Il mondo oggi ci dice: "Non cantare prima vittoria".

Con Dio non funziona così, fratelli. Con Dio non funziona così. Sapete perché? Perché Giosafat, questa mattina, ci dà una grande lezione. La parola del Signore dice che Giosafat preparò un esercito. Come si prepara un esercito? Oggi si prepara per combattere. Si prepara l'esercito con delle armi per affrontare il nemico. È vero, o no?

Come è preparato Giosafat? L'esercito? Andiamo al verso 21. Dopo essersi consigliato con il popolo, cosa fece Giosafat? Stabilì quelli che dovevano cantare. Che cosa c'entra, Giosafat? Cosa fai, Giosafat? Devi affrontare una grande moltitudine, e cosa fai? Ti metti a cantare? Gloria a Dio!

Fratelli, noi non abbiamo idea di quello che Dio può fare quando noi mettiamo in pratica e siamo attenti alla sua parola. Non come agiamo noi, no, fratelli. Come agisce Dio. E Dio agisce in maniera diversa da quella che noi pensiamo.

Dovevano cantare all'Eterno. Dovevano lodarlo per lo splendore della sua santità. Mentre camminavano davanti all'esercito, e dicevano: "Celebrate l'Eterno, perché la sua benignità dura in eterno".

Il mondo dice: "Non cantare prima della vittoria". Ma il popolo di Dio canta vittoria prima che avvenga la vittoria, dando lode e gloria a Dio, riconoscendo la sua sovranità, la sua potenza.

Canta, fratello. Loda il Signore. Riconoscilo in tutte le tue vie, ed egli ti libererà.

Quando essi cominciarono a cantare e a lodare l'Eterno, Dio tese un'imboscata. Vedete l'ordine di Dio. Noi siamo un popolo forte, fratelli, in Gesù. E noi dobbiamo testimoniare non come questo mondo ha paura. Sì, anche noi abbiamo paura. Ma ci predisponiamo a cercare l'Eterno, colui che è il sovrano della nostra vita.

Cominciarono a cantare, immaginate, fratelli, a lodare. E l'Eterno tese un'imboscata contro i figli di Ammon e di Moab e quelli del Monte Seir , che erano venuti contro Giuda. E rimasero sconfitti.

La battaglia non appartiene a noi, fratelli. La battaglia appartiene al Signore.

E Giosafat riconosce qualcosa di importante, ancora nella sua preghiera, al verso 7: "Non sei stato tu il nostro Dio che ha scacciato gli abitanti di questo paese davanti al tuo popolo Israele e l'ha dato per sempre alla discendenza del tuo amico Abramo?"

Riconosci Dio in tutte le tue vie. Riconosci la sua sovranità. Ma Giosafat nella sua preghiera riconosce ancora qualcosa che tutti noi abbiamo sperimentato e lo sperimentiamo ogni giorno della nostra vita: che il nostro Dio è un Dio che libera.

Il nostro Dio è un Dio che libera, fratelli. Egli lo riconosce. Egli si appoggia alla parola del Signore. Riconosce chi lui è.

E più avanti, al verso 9, dice: "Se dovesse venire su di noi una calamità, la spada..." Vedete, fratelli? Quando Giosafat parla, noi scopriamo la sua attitudine. Lui, in questo momento di crisi, di difficoltà, cosa fa? Prende la parola. Prende nel suo cuore quello che noi dobbiamo fare oggi: prendere la parola di Dio e appoggiarci su di essa interamente.

Giosafat ripete le parole di Salomone. In 1 Re al capitolo 8, verso 37. Vi ricordate? Quando Salomone si esprimerà nella sua preghiera, nella dedicazione del tempio, e lui dirà proprio questo: "Quando nel paese vi sarà carestia, oppure peste, ruggine, carbonchio, invasione di locuste, di bruchi... quando il nemico assederà il tuo popolo nel paese delle tue città... quando scoppiassi una calamità, un'epidemia, qualsiasi... ogni preghiera, ogni supplica che ti sarà rivolta da qualsiasi individuo, o dall'intero tuo popolo Israele... quando ciascuno ha riconosciuto la piaga del proprio cuore e ha steso le mani verso questo tempio... tu ascolta dal cielo, il luogo della tua dimora. Perdona. Intervieni. Rendi a ciascuno secondo la sua condotta. Tu che conosci il cuore di ognuno. Tu solo, infatti, conosci il cuore di tutti i figli degli uomini".

E Giosafat sta ripetendo le stesse cose. Conosceva. Guardate, fratelli! Io vi voglio portare a capire una cosa: che in questo momento, Giosafat non ha mosso i suoi passi contro il nemico. Attenzione!

Ma sapeva come muoversi. Come agire. Se tu sei fermo lì, hai paura, vivi un momento di crisi, non è necessario che tu faccia un passo. Ma è necessario che tu ti affidi alla parola di Dio e che ti lasci guidare dall'unzione dello Spirito Santo.

Non fare passi naturali, carnali, con le tue forze. Non ti appoggiare su te stesso. Ma appoggiati e rimetti la tua vita interamente nella parola di Dio.

Un'altra osservazione: Giosafat, nella conclusione della sua preghiera, dice, al verso 12: "Dio nostro, non eseguirai tu il giudizio su di loro? Poiché noi siamo senza forza davanti a questa grande moltitudine che viene contro di noi. Non sappiamo cosa fare. Ma i nostri occhi sono su di te".

Non vergognarti di dire: "Signore, io conosco la tua parola. So come devo agire. So secondo gli insegnamenti tuoi come uscire dalla crisi, dalle astuzie di Satana, dagli attacchi del nemico. Ma sono senza forza, fratelli. Sono senza forza". Dichiaralo al Signore.

Perché quando io sono debole, allora sono forte. E la debolezza che io devo riconoscere in me stesso è il bisogno dell'aiuto di Gesù, indispensabile in ogni momento della mia vita.

Signore, noi non sappiamo cosa fare. È grande questa moltitudine. Ma cosa abbiamo noi da parte del Signore? Ebrei 12. Anche noi: "Dunque, essendo circondati da un così gran numero di testimoni, deposto ogni peso il che ci sta sempre attorno, andiamo correndo con perseveranza la gara che ci è posta davanti, facendo che cosa? Tenendo gli occhi su Gesù. Alleluia! Autore e compitore della nostra fede, il quale, per la gioia che gli era posta davanti, soffrì la croce, disprezzando il vituperio, e si è posto a sedere alla destra del trono di Dio".

Dove poniamo oggi noi il nostro sguardo, fratelli? Il nostro sguardo poniamo su Gesù. Siamo senza forza, Signore. È vero. Non sappiamo cosa fare. Ma i nostri occhi sono su di te.

Fratelli, io voglio esortarvi questa mattina. Perché nella battaglia c'è una cosa importante che noi dobbiamo fare. È vero, le nostre preghiere, nostra riconoscenza verso Dio, chi lui è. Ma Dio ci dà un comando.

La parola del Signore dice che lo spirito dell'Eterno investì Iaziel. E così, investendo quest'uomo, il Signore si rivolse al suo popolo. Il popolo di Dio ha bisogno della guida dello Spirito in mezzo alla battaglia, fratello.

Sapete cosa dobbiamo fare? Quello che dice il Signore. "Ascoltate, voi tutti di Giuda". Così si esprimerà quest'uomo di Dio, Iaziel, investito dallo Spirito Santo. Non gli ha detto il Signore: "Così avverrà la vittoria". Attenzione, fratelli! Ha detto: "Porgete orecchio alla parola del Signore".

"Ascoltate, voi tutti di Giuda! Voi tutti abitanti di Gerusalemme! E tu, o Re Giosafat! Tutti noi abbiamo bisogno di ascoltare la parola dell'Eterno in mezzo alla battaglia, in mezzo alla confusione, in mezzo alle nostre debolezze. Quello che dobbiamo fare è porgere orecchio alla voce del Signore".

Sai perché, fratello? Perché dal momento in cui porgi orecchio alla voce di Dio, non considererai più le voci del nemico, lo scoraggiamento, le astuzie. Non porrai più mente a quello che il diavolo dice: "Una grande moltitudine è venuta contro di te. Sei da solo". Dal momento in cui porgi orecchio ad udire la parola di Dio, i tuoi occhi si rivolgeranno verso il Dio vivente e vero.

E noi abbiamo bisogno, fratelli. Ascoltate! Dice il Signore: "O voi tutti di Giuda! Così dice l'Eterno: Non temete! Non sgomentarvi! Non hai Dio una parola di conforto per te? Il Signore non ha nei suoi depositi ciò di cui tu hai bisogno?" Sì! Ognuno di noi, in un dato momento della nostra vita, dove ti trovi, in ogni tempo, a tempo e fuori tempo, Dio ha sempre una parola per te e una parola per me.

Ascolta la parola del Signore in mezzo alla battaglia, fratello. Facciamo attenzione a quello che lo spirito dice alla chiesa. Dobbiamo esercitare il nostro orecchio alla voce dello Spirito Santo.

Perché fratelli, non è importante capire quello che avverrà per noi, quale sarà la vittoria dopo. Ma è importante quello che il Signore Gesù, in quel momento, vuole dire a te. C'è un messaggio. C'è una parola precisa per te, in quel dato momento di crisi, di angoscia, di paura.

Ascolta piuttosto la voce del Signore, perché egli ti indicherà la strada per la quale devi camminare. Egli ti indicherà come uscire da quella crisi vittorioso. Questo è importante.

Ascolta la voce dell'Eterno. Non temere. Non sgomentarsi. Il diavolo dice: "Tu sei una pecora da sola. Non hai pastore". Ma Dio dice: "Io sono il tuo pastore".

E così dice il Signore, e concludo: "Non sarete voi a combattere in questa battaglia. Prendete posizione, state fermi, e vedrete la liberazione dell'Eterno".

E allora ho pensato, concludendo la mia meditazione, e ho detto: "Signore, bastava solo riconoscere te. Bastava solo rivolgere la preghiera a te. Riconoscerti come sovrano e autore di tutte le cose. Riconoscerti come il creatore di tutte le cose. Basta così, fratelli?" No!

Il Signore ci dice questa mattina: "Prendi posizione. Fermati. Non rimanere nello stato in cui ti trovi questa mattina. Se siamo chiamati a prendere posizione, a stare fermi, e vedremo la liberazione dell'Eterno, non sgomentarvi, fratelli, perché l'Eterno è con voi".

Amen! L'Eterno è con noi. Ma tu prendi posizione. Forza, fratello! Fermati davanti a Dio. Rimani fermo nello studio della parola di Dio. Rimani fermo nella sana dottrina. Rimani fermo nella tua fedeltà a Dio. Rimani fermo nell'onorare Dio. Rimani fermo nella

preghiera. Rimani fermo al posto in cui Dio ti ha messo. Rimani fermo, e tu vedrai la liberazione dell'Eterno.

Che Dio ci benedica. Amen.