Una fede oltre lo scoraggiamento

È una grazia dell'Eterno che non siamo stati interamente distrutti. Sta scritto: certo, un anno — più di un anno fa — non sarei mai immaginato che sarei di nuovo ritornato su questo pulpito. Però il Signore è buono. Amen. Voglio continuare ciò che il fratello Giosuè ha incominciato. Non siamo messi d'accordo con lui, però io voglio continuare, approfondire più che altro quello che lui ha incominciato a dire questa mattina: che Gesù ha fatto un'opera nella nostra vita e la porterà a compimento. Ma il Signore dice la sua parola. Voglio incominciare a leggere, perché poi voglio portare avanti due parole precisamente.

Quindi vediamo prima una; la troviamo in Luca 18, nelle parole del Signore Gesù. Sono queste — dice nel versetto 8: "Quando il Figlio dell'uomo verrà, noi sappiamo che lui è molto vicino. Noi sappiamo attraverso quello che ci circonda, quello che sentiamo anche ultimamente, ciò che riguarda Israele, perché di là incomincerà tutto". Dice qua: "Quando il Figlio dell'uomo verrà, troverà la fede sulla terra?" E questa mattina voglio proprio parlare della fede. Di questa parola che il Signore ha detto: "Troverò io questa fede quando verrò?"

Io credo che una cosa molto importante è: vero, noi conosciamo che cosa vuol dire fede. Perché in Ebrei 11, capitolo 1, sta scritto che la fede è "certezza di cose che non si vedono". Vero? Abbiamo parlato della certezza questa mattina; il fratello ha parlato. Quindi in noi, il Signore quando tornerà, troverà questa certezza. Perché sono due parole: una è fede, quella voglio portare avanti. E poi più in là dirò anche l'altra parola, perché una è dallo spirito e una dalla carne.

Vediamo un po' questa fede. Così dice: la fede. Noi sappiamo già nel Vecchio Testamento degli uomini che hanno praticato questa fede. Cominciamo un po': io prendo qualcuno. Così cominciamo da Noè. Pensate: Noè. Dice che lui era giusto ai suoi tempi. Viveva tempi difficili, dove il Signore al momento ha detto: "Basta! Io voglio distruggere l'uomo". Ha detto: "Basta, mi pento di aver creato l'uomo". Però c'era un uomo che era giusto ai suoi tempi, e lui voleva salvare. E quindi lui, Noè, che cosa ha fatto? Il Signore gli ha detto chiaramente: "Costruisciti un'arca in questa maniera". Potete dire: "A Noè: 'Ma Signore, un'arca nel deserto?

Non si conosceva la pioggia; c'era la rugiada. Ma dove? Perché devo costruire questo arco adesso? Qui in mezzo al deserto?'". Potete immaginare la fede di Noè! Come lui poteva resistere circa cento anni — non so di preciso quanti anni ci ha messo per costruire l'arca. Lui ha resistito alle ingiurie, agli scherzi, a tante altre cose. Gli venivano addosso da tutte le parti. Ma lui aveva quella certezza, quella fede, di dire: "Il Signore mi ha detto così, e io così farò, anche se non vedo tutta quest'acqua che ci sarà poi un domani. Non la vedo, però io voglio fare e ubbidire alla parola di Dio".

Ecco perché ho letto prima: "Troverà la fede il Signore nei nostri cuori quando lui verrà?" Vediamo: Noè ha finito l'arca e sappiamo com'è andata a finire. Andiamo più avanti; vediamo un po' dopo Noè. Abbiamo anche Abramo. Chi non conosce la fede di Abramo? Sappiamo che Abramo è il padre della fede, no? Anche lui dovette uscire dal suo parentato. L'Eterno, Gesù, disse: "Esci dal tuo parentato e vai in una terra che io ti dimostrerò". Leggendo un po' questo passo, mi sono ricordato una mia esperienza. Perché tante volte l'esperienza personale è quella che fa breccia nella vita delle persone che ascoltano.

Anch'io mi sono trovato un momento come qui, Abramo. Io vivevo in Svizzera; lo sapete tutti quanti. Avevo un bel posto di lavoro; ero capo di reparto della meccanica. Stavo benissimo. Il Signore ha detto: "No, adesso vai dal tuo parentato. Esci e vai dove io ti manderò". Detto così: "Ma Signore, c'ho quattro bambini. Vado non so dove? Devo andare. Sì, è vero; vado in un paese. Sono i miei genitori. Però non so che fare, come mantenere questi bambini".

Il Signore che cosa mi disse? Ve lo voglio leggere. Si trova in Esodo, capitolo 23, versetto 20. Lui mi disse: "Questo fu la certezza del mio cuore": "Ecco, io mando un angelo davanti a te. Cosa potevo dire io a questo? Cosa potevo dire per vegliare su di te, nel luogo, lungo la via, per farti entrare nel luogo che ho preparato?" Quindi il Signore ha preparato già un luogo per me. Un fratello in quel periodo mi disse: "Fratello Rocco, ricordati che quando il Signore tornerà non deve cercarti chissà dove. Lui vuole che tu stia al luogo dove lui ti ha messo". Questo è importante per la vita del credente: che noi possiamo stare al luogo dove il Signore ci mette.

Avevo grandi prospettive di là, un bel lavoro, tutto quanto — andare nell'incertezza. Ma nel cuore che cosa c'era? Quella fede. Quella parola che il Signore [ha detto]. Ecco perché è molto importante che oggi, cari fratelli e sorelle, noi possiamo appoggiarci sulla parola di Dio in questi tempi così difficili. Non abbiate paura, perché lui ha un'opera nella nostra vita e la porterà a compimento. Ecco perché poi io son tornato qui, anche se avevamo detto con mia moglie: "Non torneremo più". Molti dicevano: "No, voi tornerete di nuovo. Tu tornerai di nuovo". Il padrone della ditta, signor Frisco, quando vuole lei torni.

Il suo posto è sempre qua. Dissi: "No, non tornerò più". Sapete? Sei mesi. Avevo sei mesi di tempo per ritornare in Svizzera. In quei sei mesi sapete quante prove ho potuto, dovuto sopportare? Voi non avete idea! Ma quando c'è la certezza nel cuore, quando c'è quella fede, dire: "No, io in Egitto non tornerò più. Voglio vivere qua, dove il Signore mi ha messo". Questa è fede. E siamo rimasti, anche se abbiamo attraversato tempi molto, molto difficili.

Soltanto io e mia moglie — e il Signore lo sa — i tempi difficili che abbiamo attraversato. Dovrei scrivere un libro. E quanti pianti facevo io in macchina per andare a lavorare! Ma il Signore è rimasto fedele. Il Signore, quando dà una promessa, la mantiene. Se tarda, dice la parola: "Aspettatelo. Per certo verrà". Abbiamo questa certezza. Il Signore ti ha fatto una promessa. Ti ha fatto una promessa. Ma ogni tanto tu al Signore le ricordi, le promesse? Sa quante volte ho ricordato io questa promessa al Signore in macchina, piangendo. Tante volte ho ricordato. Il Signore subito provveduto. Questo è il nostro Signore.

Abramo dovette lasciare il suo parentato per andare — non sapeva dove andare — e andò. Ma non basta. L'Eterno promise un figlio; da te uscirà una nazione che sarà grande e potente. Arriva il figlio dopo diversi anni. Lo mette alla prova. Vediamo un po' Abramo: "Eccomi, Signore. Prendi ora il tuo figlio, il tuo, colui che tu ami, e portamelo nel luogo dove io ti dirò, e sacrificalo". Abramo, che cosa doveva dire? "Ma Signore, tu mi hai detto da lui usciranno generazioni. Adesso devo offrirti il tuo figlio?" No. Abramo non fece questi ragionamenti.

Ecco! L'uomo di fede non fa certi ragionamenti. Non ragiona con la sua mente, ma ragiona con lo spirito di Dio. Se Dio mi ha detto: "Portalo e sacrifica", io voglio ubbidire. Non è questo mio figlio? Lui me l'ha dato, e lui se lo può prendere. Non è mio; è suo. La sua volontà sia fatta. Questa è fede. E lui, come sappiamo, non disse niente a nessuno, nemmeno a sua moglie. Prese i servi, l'asino, il bambino, la legna, il fuoco, e partirono. Questa è fede. "Stai fermo, Abramo. Non uccidere il figlio, perché oggi ho visto che tu mi ami. Che tu mi ami". Questa è la fede di Abramo, di quest'uomo che ha messo suo figlio sull'altare.

Abbiamo messi noi i nostri figli sull'altare? Li mettiamo sull'altare, i nostri figli? Forse un tempo vi ricordo quando eravamo ancora all'inizio della conversione, lasciavamo i figli piccoli. Io ne avevo sette; la più grande aveva otto anni, sette figli in tutto — i Debora, e gli altri tutti più piccoli. Lasciavamo a casa da soli e la serva venire ai culti qui a Brindisi. Oggi lasci un figlio a casa solo? No, non è più possibile, perché oggi i figli sono nostri, non sono del Signore. Impariamo a lasciarli nelle mani del Signore. Mettiamo questa fede in atto, di lasciarli nelle mani del Signore. Abramo ha lasciato il suo figlio nelle mani di Dio. "Tu me l'hai dato, e questo, tu è davanti a te".

Abbiamo altri esempi. Possiamo parlare di Mosè, di quella certezza. Anche Mosè, per liberare il suo popolo — abbiamo l'esempio di Giosuè. Quando lui dice: "L'Eterno ha detto: gira intorno a Gerico per sette volte. L'ultimo giorno, fallo sette volte". "Ma Signore, come fa a girare, girare? Dobbiamo entrare nella città per prenderla, no? Fai come ti dico". Giosuè non ha dubitato un momento. Ma lui aveva la certezza. Il Signore ha detto così, e io voglio farlo. E lui l'ha fatto. Questo è Vecchio Testamento.

Quante ne abbiamo noi nel Nuovo Testamento di fede? Sapete? Vedendo un po', leggendo un po' il Vecchio Testamento, la parola "fede" viene poche volte, non viene molto spesso. Ma se leggiamo nel Nuovo Testamento, la parola "fede" è qualcosa di grande; è sempre scritto. Da fede. E Gesù, con i suoi esempi e col suo modo di fare, ha voluto dimostrare quanto importante è la fede.

Noi abbiamo l'esempio del centurione. Andiamo a vedere a Matteo 8:10. Cosa dice del centurione? Matteo 8 dice qua: "Quando Gesù fu entrato in Cafarnao, un centurione venne a lui, pregandolo e dicendo: 'Signore, il mio servo giace in casa paralizzato e soffre grandemente'. Gesù gli disse: 'Io verrò e lo guarirò'. Il centurione rispose e disse: 'Signore, io non son degno. Non sono degno che tu entri sotto il mio tetto. Ma di una sola parola, e il mio servo sarà guarito'". Che meraviglia per il Signore! Che meraviglia! Quando noi dimostriamo fede a lui, lo meravigliamo. Se abbiamo fede in lui, infatti disse qua: "Che neppure in Israele ho trovato una così grande fede. In tutto il suo popolo non ha trovato uno che avesse una fede così grande, se non in questo pagano". Strana cosa: il popolo di Dio, che aveva il Vecchio Testamento, aveva le pergamene, non ha trovato uno che aveva la grande fede come quest'uomo, un pagano.

Signore, una tua sola parola. Non devi venire a casa mia. Non sono degno. Ma di una sola parola, e mio servo sarà guarito. Questa è la fede che il Signore vuole nella nostra vita, questa fede viva. "Non ho trovato una così grande fede in tutto Israele". In tutto Israele. E dice qua: "La tua fede ti sia fatto come hai creduto". Un pagano. Eh! Questo nemmeno i discepoli avevano la fede. Perché più di una volta il Signore rimproverato i discepoli: "O uomini di poca fede! O uomini di poca fede!". Più di una volta dovuto dirle: "O uomini di poca fede!". Ma un pagano — una così grande fede. Dove lo troviamo di nuovo? Che il Signore si meraviglia e dice: "La tua fede ti ha guarita! Ti ha salvato!".

Se noi andiamo a vedere, sempre a Matteo qui 15, al versetto 28, cosa dice? Cominciamo dal 25: "Ella però venne e l'adorò, dicendo: 'Signore, aiutami'. La donna cananea, ricordate? Egli rispose dicendo: 'Non è cosa buona prendere il pane dai figli e gettarlo ai cagnolini'". Signore, ma perché sei così duro? Ti sta chiedendo di guarire, di aiutare questa vedova. Ti sta chiedendo, questa donna cananea: "Aiutami, Signore". E noi sappiamo che il Signore è sempre pronto ad aiutare chi va a lui. E qua noi vediamo che ella disse: "È vero, Signore, ciò che tu dici è vero. Non mettere mai in dubbio la parola di Dio. Non la mettere mai in dubbio, la parola di Dio, perché è vero, vero!". E questa donna ha compreso. Ha detto: "Sì, Signore, è vero quello che tu dici. Ma però dice anche: i cagnolini mangano le briciole che cadono dalla tavola del loro padrone".

Vedete? Questa donna. La fede di questa donna. Infatti: "O donna, grande è la tua fede! O donna, grande è la tua fede! Ti sia fatto come hai creduto!". Il Signore desidera proprio questa fede nei nostri cuori, questa grande fede di meravigliare il Signore con la nostra fede.

Tante volte ci chiediamo: "Cos'è fede?". Io credo che ognuno di noi, una volta, ha avuto fede. Quando ti sei convertito, non hai creduto che i tuoi peccati sono stati salvati? Non hai creduto che il sangue di Gesù Cristo ha purificato? Certo che hai creduto! Non è fede questa? Non lo vedevi Gesù, ma lo sentivi nel tuo cuore. È vero. Questa è fede. E il Signore vuole trovare questa fede quando lui tornerà.

Vediamo: questa donna, grande è la tua fede. Chi era questa donna? Una pagana, una pagana. Sapete? Tante volte a me le persone di fuori, che non sono credenti del mondo, tante volte mi meravigliano che dicono: "Guarda un po', nemmeno il credente fa le cose che fa quest'uomo". Dico: "Signore, perdonaci. Perdonami, Signore. Certi pagani ci danno degli insegnamenti. Dobbiamo stare attenti e accettarli".

Vediamo: questa donna, grande è la tua fede. Donna pagana, anche lei. Il Signore può fare grazia. Vedete? Importante è la nostra fede. Ci sono tanti altri esempi. Abbiamo l'esempio anche del paralitico. Dopo che Gesù se ne fu andato in cielo, Pietro e Giovanni. Noi di loro non ce ne abbiamo molti, ma una cosa abbiamo: la fede. Quella ci abbiamo, che ci ha insegnato il Signore, che ci ha donato. Quando Gesù stava sulla via, i discepoli dicevano: "Signore, aumentaci la fede! Anche noi crediamo ancora. Signore, aumentaci la fede!". In questi tempi così difficili, aumentaci la fede. E vediamo che poi quel zoppo si alzò e cominciò a camminare e a lodare il Signore.

Questa è fede. E noi vogliamo andare avanti con questa fede. Ma sapete che cosa c'è che impedisce tante volte questa fede? C'è un'altra parola che voglio anche descrivere brevemente quest'oggi: lo scoraggiamento.

Vediamo scoraggiamenti. Voi nella vostra vita, sapete? Il popolo di Israele, quando era scoraggiato, quando vedevano le cose che non andavano più bene. Perché ricordati che lo scoraggiamento ti toglie via la salvezza. Lo scoraggiamento ti toglie via la salvezza. E lo scoraggiamento, come per il popolo Israele, ti fa dimenticare tutti i benefici che tu hai ricevuto in tanti anni. Io sono quasi quarant'anni. Quanti benefici il Signore mi ha largito! E ognuno di noi può dire: quanti benefici? Per lo scoraggiamento, ti toglie, ti fa dimenticare i benefici ricevuti. Al popolo di Israele, ha fatto dimenticare come sono usciti fuori dall'Egitto con mano potente: miracoli che avevano visto il Mar Rosso che si è aperto, l'acqua nella roccia, il pane dal cielo, la carne, e tutte queste cose. Dove erano finite? No. Erano scoraggiati. "Noi vogliamo andarcene indietro. Troviamoci un capo e torniamo indietro nell'Egitto. Andiamo di là; troveremo di nuovo pane e cipolla".

Dov'è lo scoraggiamento? Non è da Dio. Lo scoraggiamento viene dalla carne, dal nemico che non vuole, non desidera che tu abbia fede in Cristo. Lui ti vuole scoraggiare in qualsiasi maniera. Anche a me tante volte è venuto a scoraggiarmi. Come ho detto prima, anche in quei sei mesi che avevo il tempo, quante volte a scoraggiarmi, a vedermi senza niente, dire: "Signore, ma che devo fare adesso? Devo tornarmi in Egitto? Là avevo il pane. Là avevo la carne. L'avevo tutto". Vengono, e poi il Signore dà la forza. Dice: "No". Quante volte c'è questo scoraggiamento nella nostra vita! E il Signore non desidera questo.

Il popolo di Israele, quando quegli esploratori tornarono a riferire: "Sì, è vero ciò che ha detto il Signore. In quel paese scorre veramente latte e miele. Dovevano fermarsi qui". Invece — ma state attenti — che il diavolo viene sempre con quel "ma". Gesù dice: "Ma ci sono i giganti". Quante volte si presentano i giganti davanti a noi! Quante volte sono presentati i giganti davanti a noi! Davanti a me sono presentati più di una volta i giganti. Ma nel nome di Gesù, questi giganti sono stati sconfitti. Quella è la nostra realtà, è la nostra fede.

Vengono le prove, vengono i giganti. Ma Davide, come l'ha sconfitto il gigante? Con la spada? Con l'elmo? Come l'ha sconfitto? Una pietra. "Ma io vengo nel nome del Dio vivente, che tu hai insultato!". Questo è. E noi dobbiamo credere a queste cose qua. Se la parola ce le insegna, dobbiamo rimanere fermi nella fede, non scoraggiarci. Perché il nemico viene ogni giorno. Ti viene a scoraggiare. Ti viene mettere alla prova. "Resistetegli", dice Pietro. "Resistetegli, perché lui viene come un leone urgente. Ma voi dovete resistergli".

Che cosa disse Gesù? "Ma tu devi dominarlo". A chi lo disse? "Tu devi dominarlo". Il peccato viene. Ci vuole assalire. Lo scoraggiamento ci vuole assalire. Ma noi abbiamo la forza in Gesù Cristo di dominare ogni gigante e ogni scoraggiamento.

Fratelli, andiamo avanti in questi tempi così difficili, perché il diavolo vuole scoraggiarci. Vedere tutte queste guerre, terremoti e tante altre cose. Ma noi sappiamo, attraverso la parola di Dio, che tutto ciò deve avvenire. Devono avvenire queste cose qua. Non scoraggiamoci. Il diavolo viene a scoraggiarti. Come ho detto prima, quante volte ho pensato di lasciare, di tornare indietro. Vi racconto solo un episodio; ce ne sono tanti, ma solo uno voglio raccontare per non prolungare troppo.

Una mattina mia moglie mi fa: "Rocco, lasciami almeno mille lire per comprare il latte per i bambini". C'erano sette bambini. Almeno un po' di latte, un po' di. Non ce n'è. Non c'ho niente. Mi misi in macchina, andai a lavorare piangendo: "Signore, tu mi hai promesso. Hai chiamato un angelo, tu mi hai promesso che non mi abbandoni. Cosa devo fare adesso? Dimmelo tu".

Sapete? In campagna i fratelli non sono mai accorto di quello che c'era in me, nel mio cuore. Quando ero in campagna, prendevamo il caffè insieme ai fratelli all'inizio, pregava anche, e poi si andava al lavoro. Io la stessa cosa. La mattina, felici, così presi la mia zappa, andammo a lavorare a carciofi, a zappare i carciofi. Verso le otto. Adesso qua non c'è il fratello Rino; se lo poteva confermare. Verso gli undici o io, fratello Rino, "Rocco, qua ci sono seicento mila lire! Seicento mila lire! E di chi sono?" "Ti ricordi mesi fa quando qua tu venne uno sopra di te con la macchina? Siccome andava veloce — che doveva prendere l'aereo — si prese il numero tutto quanto e se ne andò. E poi di si sarebbe fatto vedere". "Sì, è vero, mi ricordo. Adesso, eh? Ieri sera è venuto e mi ha dato questi soldi per te".

Vedete? Avere fiducia in Dio! Questo è solo un episodio. Eh! Ma sa quanti ce ne sono di questi episodi? Solo Dio lo sa. Questa è avere fede e fiducia in lui. Quando noi non ci scoraggiamo, ma portiamo ogni cosa nelle sue mani, nella preghiera, portiamo ogni cosa in preghiera, e tu vedrai la gloria di Dio. Lo scoraggiamento si allontanerà. Non ci sarà più lo scoraggiamento.

Perciò il Signore, quando tornerà, troverà la fede. Lo scoraggiamento no. Abbiamo un Dio vivente. Non è morto il nostro Dio; lui è vivo. Noi sappiamo. Voglio leggere un altro versetto. Che poi voglio concludere in Malachia, Malachia versetto 4. Penso tutti lo conoscete molto bene. Questo versetto, perché voglio incoraggiarvi ad andare avanti, a non trascurare la parola di Dio, a vedere che noi siamo figli suoi e nessuno ci può toccare. A noi, quanti esempi abbiamo ascoltato a questo pulpito di fratelli che hanno vissuto certe esperienze particolari e che hanno poi capito che c'era una potenza su di loro che non potevano toccarli.

Abbiamo l'esempio di Eliseo. Quando l'esercito arrivò vicino alla porta, il servo uscì e vide un grande esercito. "Signore, siamo circondati! Siamo perduti!". "Calmati, calmati, calmati. Guarda un po', Signore, apri gli occhi". E cosa c'era dietro? Un grande esercito di angeli. Vedì. Noi siamo circondati da un esercito di angeli che ci guidano e ci proteggono. Questa deve essere la nostra certezza.

In Malachia al capitolo 4, verso 2. Sta scritto: "Ma per voi che temete il nome del Signore, sorgerà il sole della Giustizia con le guarigioni nelle sue ali. E voi uscirete, salterete come i vitelli di stalla".

A noi è rivolta questa parola! A noi, oggi! Il Signore ci dice: "Ma per voi che temete il mio nome sorgerà il sole della Giustizia". Signore, siamo arrivati fino a qua; continuiamo. Non ci stanchiamo. Chiediamo la fede di Dio nella nostra vita. Chiediamo che il Signore ci fortifichi ancor di più in questi tempi così difficili che noi stiamo attraversando. Non guardiamo quello che succede, perché sappiamo, sappiamo quello che deve succedere. E sappiamo che il nemico è tutto verso questo popolo di Israele. Si leverà, tutti quanti si leveranno contro questo popolo. Ma come dice la parola: "Chi tocca voi, tocca la pupilla dell'occhio mio".

Ricordiamocelo, questo. E apriamo i nostri cuori, che il Signore possa veramente farci grazia. E voglio concludere con quello che ha detto il versetto del fratello Giosuè questa mattina: "Colui che ha incominciato un'opera in voi, chi la porterà a compimento?" Io con le mie forze non potrei, non posso portarla a compimento. Con le sue forze, lui la porterà a compimento. Lui l'ha incominciata. Io son sicuro. E una certezza che quarant'anni fa, circa, ha cominciato un'opera nella mia vita, e la porterà a compimento. E non solo nella mia vita, ma nella mia casa. Ancora i mariti non convertiti o le moglie non convertite: pregate e credete, credete che il Signore li salverà, e li salverà!

Ma dobbiamo avere fede in lui, certezza in lui. Non abbiate nessun dubbio, dubbio, perché lui. Il nemico viene per scoraggiarti, dire: "No, ma vedi, invece di migliorare, sta peggiorando". Abbiate fede di Dio. Credete in Dio, credete alle sue promesse. E ricordate, ogni tanto, le sue promesse. Se vi ha fatto una promessa, il Signore, ricordatela: "Signore, tu mi hai promesso questo. Ma ancora non vedo la realtà, non vedo questa promessa". E come dice la parola di Dio: "Per certo verrà. Per certo il Signore adempirà la sua parola e le sue promesse".

Che il Signore possa in questa mattina veramente benedirci grandemente. Amen, amen.