La scelta di Maria

Leggiamo dal verso 1 di questa donna, Maria, che fa un gesto particolare, non da tutti. Così giorni prima della Pasqua, Gesù si recò a Betania dove abitava Lazzaro, colui che era morto e che egli aveva risuscitato dai morti. E qui gli fecero un convito. Marta serviva e Lazzaro era uno di quelli che erano a tavola con lui. Maria allora prese una libra di olio profumato, di nardo autentico, di grande prezzo, ne unse i piedi di Gesù e li asciugò con i suoi capelli. E la casa fu ripiena del profumo di questo olio.

Allora uno dei suoi discepoli, Giuda Iscariota, figlio di Simone, quello che stava per tradirlo, disse: "Perché non si è venduto quest'olio per trecento denari e non si è dato il ricavato ai poveri?" Ora egli disse questo non perché si curasse dei poveri, ma perché era ladro e, tenendo la borsa, ne sottraeva ciò che metteva dentro.

Gesù dunque disse: "Lasciala. Essa l'aveva conservato per il giorno della mia sepoltura. I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me". Amen. Fin qui la parola del Signore.

Per me è importante sapere da dove scaturisce il fatto che questa donna, questa giovane donna penso io, abbia pensato di rompere questo vaso di alabastro, di rompere questo vaso di grande valore di nardo autentico. Da dove scaturisce questo pensiero? Che cosa la spinge? Mi sono interessato a ciò che potevamo comprendere. C'era un vaso di grande valore e qualcuno in altro passo della Scrittura ha detto: "Perché questo spreco? Perché stai sprecando questo grande valore per Gesù? È sprecato, è perso". Quando hai unto il Signore, hai rovinato il lavoro di un anno di un operaio, quando si potevano dare ai poveri. Questo è il ragionamento naturale. Anche gli altri discepoli hanno pensato la stessa cosa.

Quello che per noi è importante è: cos'è sprecato per il Signore? Che noi di cuore diamo a lui non è spreco. Quando tutto ciò che possiamo offrire a Dio è gradito ai suoi occhi, niente è sprecato, niente è perduto. Perché tanto quanto tu dai a Dio, tanto più riceverai. Quindi non c'è nessuno spreco nella nostra vita, ma tutto ci spinge a credere che la fede ci fa credere che le cose che noi facciamo per il Signore non solo sono gradite ai suoi occhi, ma hanno un ritorno. E non lo dobbiamo fare perché dobbiamo avere un ritorno. Non è per questo. Dobbiamo fare esattamente ciò che Maria fece, perché per Maria non ci fu un ritorno in senso materiale di valore come ella lo ha donato a Gesù.

Tutto questo è il frutto di un momento di opportunità, di comunione che Maria cercò con Gesù. Gesù, in mezzo a tanti invitati, io credo parlò solo a lei. No, dice, ma c'erano tanti che stavano ascoltando Gesù. Sì, ma era il cuore di Maria che era aperto e tanti possono ascoltare la parola di Dio, ma solo quelli che hanno il cuore aperto l'assimileranno e capiranno i misteri, le rivelazioni che Dio dà a quei cuori aperti.

E allora la Scrittura dice che Maria prese questa libbra di olio profumato e con i suoi capelli asciugò i piedi di Gesù. E la casa, dice, fu ripiena di quest'olio. Il profumo di quest'olio riempì la casa. La Scrittura dice: sei giorni prima della Pasqua, cioè prima del sacrificio, avvenne questo fatto. Gesù entrò a Betania.

Gesù dà una risposta ai discepoli, in questo caso a Giuda, che dice a questo suo discepolo: "Lasciala stare. Lasciala fare, perché lei ha fatto questo in virtù della mia prossima sepoltura". E quanto dura quest'olio? Sei giorni? Quest'olio era quello che poi ungevano... no, no. Quest'olio di Maria non è durato sei giorni, ma duemilamila anni. Il suo profumo noi ce lo portiamo ancora dietro, perché lo disse Gesù: quello che ha fatto questa donna, in tutte le parti del mondo dove sarà predicato questo Evangelo, sarà predicato ciò che lei ha fatto.

E questo mi fa riflettere. Non aveva nessun ricambio Maria per quello che aveva offerto a Gesù. Ma parlare di lei per duemila anni, del suo profumo, è importante che sappiamo che Gesù mette le condizioni anche a noi, noi, di farci comprendere che quel gesto non era uno spreco, ma era di grande valore davanti a Dio. Perché Maria non ha offerto il suo olio come valore, ma il suo cuore era per Gesù. Lei gli ha donato quello che stava dentro, non quello che stava fuori, che agli altri erano interessati. Certamente al valore di quel profumo, di quell'olio. Ma Gesù era interessato alla vita di questa donna.

Perché è importante questo? Certo, noi andiamo a leggere da dove è partito questo sentimento. Non è che uno dica: "Edi, mi sono ricordato, voglio offrire qualcosa al maestro". Va, prende questo alabastro di olio profumato e lo rompe. Lo rompe, possiamo dire, uno spreco? Lo mette ai piedi di Gesù e con i suoi capelli si inchina ai piedi di Cristo, davanti a tutti, non si vergogna. Qualche volta succede anche a noi che quando possiamo parlare di Gesù e ci sono altri, ci vergogniamo un po'. No? Ci succede? No. Che cosa dicono? Si creano in noi queste condizioni.

Il bello di questa donna è che l'amore di Cristo gli ha chiuso gli occhi riguardo a quello che gli altri potevano dire, gli ha chiuso gli occhi in ciò che riguarda l'avarizia, il bene, il valore. Ma il suo cuore era aperto a quello che Gesù gli ha rivelato. Ma che cosa gli ha rivelato Gesù? Se Gesù ha detto a Maria che lei l'ha fatto in virtù della mia sepoltura, quale discorso ha fatto Gesù con questa donna per dirgli che Maria era pronta a fare quello che ha fatto?

Perché Gesù aveva parlato al suo cuore. Nell'Evangelo di Luca, al capitolo 10, noi leggiamo al verso 38, e partiamo da questo punto per mettere un fondamento solido.

Ora, mentre essi erano in cammino, avvenne che egli entrò in un villaggio e una certa donna di nome Marta lo ricevette in casa sua. Orella aveva una sorella che si chiamava Maria, la quale si pose a sedere ai piedi di Gesù e ascoltava la sua parola. Ma Marta, tutta presa dalle molte faccende, si avvicinò e disse: "Signore, non ti importa che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti".

Ma Gesù rispondendo le disse: "Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti inquieti per molte cose, ma una sola cosa è necessaria. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta". Amen.

Qual è il segreto? Maria dona tutta se stessa e offre a Gesù ciò che è di grande valore. Che cosa era successo nella vita di questa donna? Abbiamo due credenti: Maria e Marta. Abbiamo due chiese: la chiesa materiale e quella spirituale. Abbiamo due confronti dove Gesù mette la sua attenzione. E la Scrittura ci dice esattamente che Gesù fu invitato da Marta, non da Maria. E comunque entrò in questa casa il Signore.

Colei che aveva invitato Gesù era presa da molte faccende. Perché dice: "Se ho invitato una persona come Gesù, devo anche preparare qualcosa rispetto a quello che è l'onore dell'ospite che ho. E quindi per Marta, Gesù era un ospite d'onore. Per Maria, Gesù era il Signore.

È importante per vedere la sincerità di queste due donne. Non è che Marta sia da condannare perché era presa dalle faccende, come cucinare e preparare. Non è questo. Perché in un altro passo della Scrittura dice che Gesù amava Marta e Maria e anche Lazzaro suo fratello. Era una famiglia bella agli occhi del Signore, ospitale, che ospitava. È importante quando noi ospitiamo. No, perché la Scrittura ci insegna che quando ospitiamo, sappiamo che possono essere anche degli angeli. No, alcuni senza volerlo, dice, hanno ospitato degli angeli. Ma tu dici: "Io non ho nessun angelo da ospitare. Sono tutti i fratelli che già conosco, e quelli sono gli angeli, quelli che tu conosci".

Perché qualche volta quando inviti qualche fratello in casa tua ricevi da lui qualche cosa di interessante. Ma non come colui che entra in una casa... eh, ma si avvicina a Gesù? No. E dice: "Maestro, che cosa preferisci? Che cosa vuoi che ti cucini? Qual è il tipo di vino che ti piace? Quello bianco o quello rosso?"

Pensate che Gesù entra in quella casa e perde tanto tempo in questi discorsi. Dove stava il cuore di Gesù? Ovunque lui è andato era in cerca di qualcuno che ascoltasse la sua parola. E qui troviamo un caso strano. Ve lo dico strano, perché naturalmente, parlando, se noi approfondiamo questa storia riguardo a Marta e a Maria, ci accorgiamo di che cosa? La Scrittura dice che Marta aveva invitato Gesù. Era un ospite. Poi dice che Marta aveva una sorella che si chiamava Maria, la quale si pose a sedere ai piedi di Gesù. Com'è strano, no? Che tu inviti qualcuno.

Gesù ha il suo seguito, no? E poi due sorelle che si devono dar da fare. Una anziché aiutare l'altra va ai piedi di Gesù, si siede proprio lì. Ti sembra normale? Non credo, no. Ma era anche normale che Marta andasse da sua sorella e gli dicesse: "Maria, e c'è tanto da fare. Ti sei messa a sedere là. Io avrei detto così naturalmente, parlando: vieni, dammi una mano. Ti sembra il momento adesso, con tanti ospiti che abbiamo, che tu ti metti a far nulla?"

E quale giudizio si era creato in quell'ambiente? Che questa ragazza non gli piaceva tanto faticare e aveva lasciato la responsabilità tutta alla sua sorella. Questo è un ragionamento naturale. Noi tutti avremmo fatto così. È normale.

Ma in questa fase, quello che pensa Gesù non è quello che pensiamo noi, perché qui succede un qualcosa di molto bello. Gesù non è preoccupato di ciò che deve mangiare, perché il suo cibo era fare la volontà del Padre. E Maria sembra che in quel momento non avesse nessuna responsabilità riguardo agli ospiti, ma in quel momento lei voleva ascoltare la parola di Dio, mettersi ai piedi di Gesù.

Ascoltava. Non dice che Maria parlava, faceva delle domande. Lei ascoltava. Ma quello che Gesù le ha detto era quello che è successo, ciò che abbiamo letto all'inizio. Perché Gesù a lei ha parlato di cose che gli altri non hanno potuto comprendere.

Perché Gesù ci fa comprendere ciò che noi vogliamo comprendere. E quando non vogliamo comprendere, almeno crediamo a quello che Gesù ci dice. E questo era il sentimento di Maria. Nemmeno Gesù si è preoccupato. Pensate che Gesù non era attento? Per dire a Maria: "Va bene, dopo quando finiamo di mangiare, parliamo". No, nemmeno Gesù disse questo. Quindi Maria ascoltava. Era afferrata, presa da Gesù, pendeva dalle sue labbra.

E quanto è bello sapere che quando si ha un'opportunità... questo io ho pensato. Quante volte Gesù, se giorni prima di morire, avrebbe avuto l'occasione di entrare in quella casa? Ma quante sono le opportunità quando Gesù ci vuole parlare? E noi pensiamo ad altro?

Per Maria fu un'opportunità grande che cambiò la sua vita. Tanto che ciò che era la sua dote per un futuro matrimonio, lo mise ai piedi di Gesù. Quell'incontro con Gesù, per lei, fu fatale. Cambiò il suo cuore, la sua vita. Quell'incontro, quell'opportunità, non se la fece scappare.

Marta aveva le sue ragioni per dire: "Ma io ho invitato Gesù. Mica mi metto a sedere? Gesù mi potrà dire: mi hai invitato, ma hai cucinato? Hai preparato già tutto". Marta era consapevole della sua naturalezza, che doveva preparare. Ma non è questo quello che Gesù rimprovera a Marta. Attenzione. Quando leggiamo la parola vediamo il seguito. Ma Marta, mentre Maria ascoltava la parola di Gesù... ma Marta, tutta presa dalle molte faccende, si avvicinò e disse: "Maestro, Signore". Ma perché? Come ho detto prima, perché non è andata da sua sorella a dire: "Maria, vieni, no? Lei presa dalle molte faccende perde il discernimento, non ha più la sapienza, e rimprovera a Gesù, quasi per dire al Signore: un po' di discernimento, maestro, Signore, ma non ti sei accorto che io mi sto affaticando e che mia sorella non sta facendo nulla?"

La parola ci insegna che Marta va da Gesù e dice: "Maestro, Signore, ma a te non ti importa che io mi sto affaticando?" La risposta di Gesù è proprio questa: che Gesù non si importa delle tue faccende, non si importa di quello che tu fai. Dice: "Fratello, ma stai... Sì, te lo sto dicendo con sincerità. Non si importa di tutto quello che tu fai, perché le distrazioni della tua vita sono assai. E Gesù non è interessato a quello che tu fai, nemmeno a quello che tu cucini per lui. Almeno che quello che tu prepari per lui... perché lui non è interessato al tuo da fare".

Essa, per il da fare che fa, aveva era così irritata dentro che lo manifestò nel momento in cui si presentò da Gesù. Perse la calma. Quando siamo troppo affaccendati perdiamo il sentimento. Lo spirito si allontana. Perché nelle molte faccende c'è l'inquietudine. Altro non è che nel nostro interiore si crea un sistema così problematico che ci fa perdere la pace, la serenità. Siamo inquieti, affannati per tante cose. E questa donna, pertanto, era il suo affanno che aveva perso la pace, si manifesta nel suo parlare. "Signore, ma a te non ti importa? Ma proprio indifferente sei pure tu insieme a mia sorella?"

Queste sono le poche parole che Marta voleva dire. Ed è triste quando io penso quante distrazioni nella nostra vita al giorno d'oggi! Quanto tempo stiamo ai piedi di Gesù e quanto tempo invece lo sprechiamo per le cose di questo mondo? Che non sempre sono necessarie, non sempre sono delle distrazioni naturali, dei piaceri dell'anima, delle occupazioni che non hanno senso, che non ce li porteremo mai con noi.

Però perseveriamo in quello che è la nostra natura, la parte naturale. In quello perseveriamo, quando invece dobbiamo andare in preghiera, a intercedere, a leggere la parola di Dio, ad occuparci delle cose del Signore. Lì si crea una situazione difficile dentro di noi e ci sembra duro.

A voi vi sembra sempre così bello quando dovete entrare in preghiera? Per me, qualche volta è una fatica. È una forzatura. Ma chi è che mi aiuta a entrare nello spirito quando devo pregare, quando devo cercare la faccia del Signore? Perché se non entro nello spirito, comincerò con la carne. Va bene, il mio intelletto sa che io devo pregare. Però il mio spirito non è spinto a pregare. E quindi sono aiutato dalla mente a ricordarmi che il mio spirito deve entrare in comunione con Dio.

E anche questo fa il Signore. Ed è per questo che noi abbiamo la necessità, questa è la vera necessità, di mettere la nostra vita ai piedi di Gesù, perché ascoltare la sua parola. Disse qualcuno: "No, è meglio il sacrificio che il grasso dei montoni". Questo è ascoltare la sua parola.

Ma quali benefici porta questo, ascoltare la parola di Dio? Il beneficio che ha portato Maria? Noi stiamo ancora leggendo del suo profumo. Stiamo ancora parlando di lei per centinaia di anni si parla sempre di lei. Fino alla fine, quando sarà, poi magari non parleremo più. Ma Gesù ha detto: "Finché questa parola sarà proclamata, si parlerà di questa donna".

Quindi Gesù l'ha messa in alto, perché chi si abbassa sarà pure innalzato, no? E questa ragazza aveva fatto un gesto d'amore verso il Signore. Lei l'ha fatto per me, ha detto Gesù. Noi lo facciamo per lui. Quello che facciamo, o lo facciamo per noi stessi, e questo è importante. Senza un ritorno, senza un ritorno.

Quando fate del bene, disse Gesù, non pensate che vi possano ritornare. Invitate i poveri vi ringrazieranno. Ma il premio vostro sarà più grande di quello che voi pensate. E non invitate perché o date perché dovete ricevere. Non è questo. Il Signore non ti importa perché Gesù è indifferente alle cose che fai tu veramente.

Gesù non si interessa di te? Pensate che Gesù stava parlando e non era presente in quello che stava succedendo! Ma gli occhi di Gesù stavano sul volto di Maria. Potete immaginare com'era attenta. Stando ai piedi guardava tutte le parole che Gesù gli diceva. Gesù, vedendo l'attenzione di questa donna, gli ha dato una rivelazione profonda.

Ecco perché arriva il momento che quando Gesù torna a Betania, Maria prende ciò che era prezioso ai suoi occhi. Tanto era forte il sentimento che era nato verso Gesù, che quello che aveva in mano non era per lei di grande valore. Ma era di grande valore agli occhi di tutti. Ormai ciò che era di grande valore per lei era Gesù, solo lui era la persona di grande valore, colui che aveva riempito il suo cuore, che gli aveva dato una nuova ragione di vita.

Quella l'alabastro, forse era la dote del suo prossimo matrimonio. Forse non sappiamo. Se lei si è risposata o ha trovato un marito, sappiamo soltanto che in quel momento l'amore di Cristo aveva riempito il suo cuore. E andando avanti troviamo che Gesù si interessa certamente. Dille dunque che mi aiuti.

Così Marta non solo rimproverare il Signore gli dimostra poca stima. Non lo onora come il Signore. Lo onora come l'ospite, no? E poi gli dice pure che dille tu glielo devi dire che mi aiuti. Qual è la persona che dà ordini a Gesù?

Vedete, cari fratelli, non si offendano le donne, perché la donna ha un grande valore nella chiesa e anche agli occhi di Cristo. Ma quando la donna perde il suo spirito naturale, che sarebbe lo spirito di una serva che serve Cristo, la donna fa più danno che ogni altro uomo sulla Terra. E questo lo vediamo in tutte le Scritture.

Ma una donna che ha il sentimento di Gesù è di grande importanza agli occhi di Dio ed è più utile, qualche volta, possiamo dirlo, di tanti che si chiamano uomini. Perché è bello vedere che Gesù nella sua apparizione non si è presentato a un uomo, ma a una donna. Come possiamo vedere il valore che ha una donna è quello che hanno le due donne, Maria e Marta.

Quella che si occupa troppo di tante faccende dalla mattina alla sera, poi quando si accosta alla parola di Dio piega il capo, chiude gli occhi. Sono troppo stanca, vado a letto. E quindi tutto questo ti porta a vedere questo. Succede anche per i fratelli, no? Che siamo presi da troppe faccende. Non ci diamo una regola per dire: "Basta. Così, oggi ho fatto quel che è necessario. Adesso mi devo dedicare alla lettura, alla preghiera e alla comunione", no?

Allora il diavolo viene e ti suggerisce: "Ma guarda che ancora devi fare qualcosa". Alle donne il diavolo suggerisce che dopo aver fatto i servizi, dice: "Ma questa finestra è troppo sporca. La devo pulire, sennò se viene qualcuno vede che la finestra è sporca. Pensa che io non sono pulita". E poi ti crea un altro lavoro, te ne dà ancora finché ti distrai. E tu poi... oggi non c'è bisogno più che la donna deve pulire. No, anche le sorelle, quanto noi fratelli, abbiamo di che perdere il tempo. Ha voglia il diavolo se le inventate tutte. E non ripetiamo le stesse cose.

Ma quello che è importante è che queste distrazioni ci allontanano dallo spirito. Lo spirito è contristato e non può rivelarci le cose, non ci può parlare Gesù in profondità, come ha parlato a Maria, che non era distratta, non era presa dalle faccende, non era inquieta. L'anima sua era calma.

Quando si sta ai piedi di Gesù, la tua anima è sempre calma. È sottomessa allo spirito. E tu godi della sua pace, della sua serenità. Egli ti parla e ti dice cose che gli altri non sanno. Ma che a te le dice, perché tu sei interessato a quello che Gesù dice.

Così questa Marta, quest'anima sincera, comanda Gesù: "Diglielo che mi deve fare, che mi deve aiutare". La risposta di Gesù poteva essere... attenzione. Parlo in modo naturale, non in modo spirituale, perché mi possiate comprendere. La risposta di Gesù poteva essere: "Maria, ma credo che tua sorella abbia ragione, perché lei si sta affaticando tanta e tu stai seduta qua. Non mi sembra buono. Dovresti aiutarla. Sei troppo egoista".

L'uomo naturale avrebbe risposto così. Io pure avrei risposto così. Ditemelo. Io avrei risposto così. Ma Gesù pose e le dice: "Vuoi mettere il tuo nome al posto di Marta? Che pensi? Io spesso metto il mio nome quando ci vuole, al posto di un altro. 'Marta, Marta, come ti chiami? Daniela? Daniela, Daniela fa così'. Ma chi è che non potrebbe dire in questa chiesa la stessa cosa? Penso di sì, no? Dobbiamo essere sinceri con noi stessi, perché a Dio piace la sincerità del cuore.

Vediamo che cosa dice Gesù a Marta. Non so se lo dice a te stamattina, ma penso che lo dica pure a te, perché l'ha detto pure a me quando ho letto questo passo: "Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti inquieti per molte cose". No, Signore, poteva rispondere Marta, io sono inquieta solamente perché ti devo servire, devo preparare il pranzo, no?

Attenzione. Quando parla Gesù, le sue parole vanno più in profondità di quanto noi possiamo pensare. Qui viene fuori quello che era nel cuore di Marta. Gesù non gli ha detto: "Ti stai troppo preoccupando per questo pranzo". No, Gesù gli ha detto quello che avrebbe detto un po' a tutti noi, no?

Quando Gesù tira fuori ciò che è nascosto nel nostro cuore, e Gesù gli dice: "Tu ti inquieti per molte cose". Molte cose, Marta. Non è soltanto le preoccupazioni di oggi. Nel tuo cuore ci sono molte preoccupazioni, molti affanni, molte inquietudini, molte distrazioni ci sono nella nostra vita.

E questa fu la risposta. Che cosa ha reagito? E come ha parlato Marta? Non lo sappiamo. Sappiamo soltanto che Gesù dà una lezione a questa donna. Io credo che Marta abbia riflettuto molto sulle parole di Gesù. Lo vediamo più avanti. Ma quello che è importante è che Gesù gli dica: "Una sola cosa è necessaria. E quale? Signore, sono tante cose necessarie. Abbiamo famiglia. Mi devo alzare la mattina per andare al lavoro. Devo andare a fare la spesa. Devo pulire casa. Devo vestire i bambini. Li devo portare a scuola. Devo pensare a loro. A cosa devono mangiare? C'ho tanto lavoro, signore, davanti a me nella giornata. Non penso che una sola cosa è necessaria. Ci sono tante cose necessarie. Ogni cosa è utile", disse qualcuno.

No, ma non tutto è necessario. Ma Gesù invece è un po' più stretto nel suo parlare. Dice: "Una cosa è necessaria". In tutta la tua vita, una cosa è necessaria. Le altre cose non sono necessarie. Ma certo. Perciò la Scrittura dice da qualche parte: "Cercate prima il regno e la giustizia di Dio. Le altre cose vi saranno aggiunte". Le altre cose necessarie sono niente altro che un'aggiunta alla benedizione che Dio ci dà nel nostro vivere quotidiano, quando mettiamo lui al primo posto.

Perché se non mettiamo lui al primo posto, mettiamo nella nostra vita tutto ciò che ci sembra necessario, che non possiamo fare a meno. Ma è vero? No, non è vero.

Dai, ma quel che è necessario è che senza Gesù, quanta strada vuoi fare? Dove vuoi andare? Dimmelo. Almeno l'esperienza che ho fatto nella mia vita, quando ho messo prima le cose al posto di Gesù, al primo posto, non mi sembra che abbia mai riuscito nel farle bene. Ma anche nelle piccole cose, mi ricordo sempre di mia moglie che dice quando andiamo a fare la spesa: "Io chiedo sempre al Signore Gesù che mi guida anche quando faccio la spesa, per capire cosa devo fare". E veramente io ho detto: "Mah, ero un po' perplesso". Ma quando vedo poi come nelle piccole cose veramente il Signore l'aiuta, dico: "Signore, è vero. Non dobbiamo disprezzare il giorno delle piccole cose". Perché Gesù sta nelle piccole e nelle grandi cose.

E quanto è importante per noi sapere che Gesù ci dice: "Una sola cosa è necessaria. Maria ha scelto la parte migliore". Ci sono tante cose buone, no? Eppure Maria ha scelto la parte migliore, quella parte che non le sarà tolta. Le altre cose le perderemo. Lì dove tu ci metti il cuore, un giorno non li avrai più. Ti saranno tolte, perché sono le cose visibili che non hanno una durata.

Perciò vuole che il nostro cuore possa essere un cuore che si occupa interamente di colui che guida i nostri passi giorno dopo giorno, che ci aiuta nella vita quotidiana, che ci illumina, ci dà l'intelligenza, ci dà la sapienza per camminare con Cristo ogni giorno. Con lui è importante, perché Maria ha scelto la parte migliore.

Qual era quella? Stare ai piedi di Gesù, ascoltare la parola di Gesù, cercare la faccia di Gesù, affinché Gesù sia il tutto della nostra vita. E che ci possiamo ricordare che la Scrittura ci insegna una verità che personalmente possiamo dirlo, abbiamo esperimentato: "Senza di me non potete fare nulla".

Sai quante cose io ho fatto senza Gesù? Certo che le ho fatte. E ogni volta mi sono dovuto umiliare, pentire, perché non potevo potevo sfuggire da tante cose. Ma l'uomo non può mai sfuggire dalla sua coscienza. E quando la nostra coscienza è attiva o reattiva, allora Gesù viene e ci dice: "Davide, ecco perché hai fatto questa caduta. Ecco perché hai fatto una scelta sbagliata. Ecco perché hai parlato in maniera sbagliata. Ecco perché non dovevi pensare in quella maniera".

Perché, Signore? Perché l'hai fatto senza di me. Se tu non vieni con noi, disse Mosè, io non mi muovo di qua.

E quanto è importante che Gesù sia il centro della nostra vita, anche la nostra testimonianza, il nostro parlare, il nostro agire, le nostre attività. Diventano... quando tu fai un'attività, un lavoro, fallo come se il tuo lavoro lo sai fare soltanto tu, perché senti la presenza di Dio che è con te, che ti aiuta.

La necessità di stare ai piedi di Gesù è ascoltare già dal mattino la sua parola. Lui, poi, il resto della giornata ti guiderà. Tu non hai pensiero di che cosa fare, di che cosa decidere, di come agire in quel giorno. Sì, tu puoi programmare: oggi devo fare questo, devo fare questo, devo fare questo. Ma non sappiamo se ti riuscirà a fare questo e questo. Mentre invece, già dal mattino, puoi dire: "Signore, questa giornata è nelle tue mani. Tu mi devi aiutare. Mi devi dare la sapienza, il discernimento e la grazia di come condurla, per tutte le opportunità, le faccende che devo svolgere, tutto quello che devi fare".

Gesù al primo posto. Tutte le cose riusciranno, perché così dice la Scrittura: "Beato l'uomo, no? Tutto quello che fa prospererà".

Daniele? No, tu puoi testimoniarlo? No, ma puoi testimoniare anche il contrario, che quando non hai messo Gesù al primo posto sono stati problemi. Questa è la nostra vita, fratelli. Non possiamo sfuggire a questa realtà. Questa è la nostra realtà.

Una cosa è necessaria: prima Gesù. Ascoltare la sua parola, stare ai suoi piedi. Le altre cose possono venire dopo. Pensate quale gioia avrebbe avuto Gesù se Marta si sarebbe seduta insieme a sua sorella. Non gli avrebbe chiesto: "Che mangiamo oggi?", no.

Perché per Gesù è importante che noi ascoltavamo, apriamo il cuore, perché egli ci vuole rivelare le cose preziose, le cose sante, le cose che non conosciamo ancora. Perché i tesori del nostro Dio sono tanti, fratelli. Io qualche volta mi sono limitato a dire: "Che cosa devo imparare ancora?". Ma mentre leggi un semplice passo della Scrittura, ti accorgi che la parola di Dio è inesauribile. Ma anche il tuo cuore è inesauribile, perché il tuo cuore non è limitato ad ascoltare un certo tempo. Le cose di... no, non si finisce mai. Non si finisce mai.

È questo il desiderio del Signore. E questa mattina potrebbe sembrare logico. Oppure possiamo dire: "Va bene, lo sappiamo, fratello, è scontato. Va bene, anch'io lo so che è importante mettere Gesù al primo posto e non essere distratto per tante cose di questo mondo. Sappiamo tutti. Ma quando guardiamo a fine giornata quello che abbiamo fatto, possiamo fare un rendiconto: Ma questo era necessario? Ma questo era necessario? Ma questo mi ha portato via del tempo. Ma quest'altra parte mi ha permesso di entrare in comunione con Gesù".

Poche domande. Non devi farne tante. Da queste domande scaturisce se tu hai messo Gesù nel tuo cuore, se sta nel tuo cuore, quanto tu lo servi, quanto tu lo ami e quanto sia necessario per te e per me ai giorni nostri.

Noi siamo stati derubati della grazia di Dio. Siamo stati derubati per l'andazzo di questo mondo, di ciò che il mondo ci ha messo davanti: le distrazioni, le faccende, le cose che non sono utili per niente, ma che per noi hanno una relativa, per non dire una grande importanza.

Siamo stati derubati di quello che il Signore ha voluto dare alla sua chiesa. Perciò ci dobbiamo fare un po' di domande e chiederci: Quanto tempo ho speso? Quanto è cresciuto Gesù nel mio cuore? Quanto è la parte spirituale mia? Quant'è quello che io posso fare per lui?

Ecco perché da quel discorso, da quell'ascoltare di Maria, scaturisce questo gesto che lei rompe. Perché si tratta di rompere. Se tu e io non siamo rotti, non può mai uscire il profumo. Rimarrà chiuso in quel vaso. Gesù invece ci vuole rompere. Vuole che il profumo di quest'olio, proprio così, di quest'olio possa essere manifestato.

Non so se riesco a trovare... ho terminato, ma se riuscivo a trovare ciò che mi piace, come se fosse una profezia nel Cantico dei Cantici, mi è venuto giusto in mente in questo momento per capire se nel Cantico dei Cantici forse Salomone aveva profetizzato per Maria.

Sì, voglio leggere. Cantico dei Cantici, capitolo 1, al verso 12: "Mentre il re siede a mensa, il mio nardo fonde la sua fragranza. Il mio diletto è per me un sacchetto di mirra. Egli riposerà tutta la notte fra le mie mammelle".

Davanti al re, Maria si trovava davanti al re. E dice la Scrittura: il mio nardo, il nardo autentico di Maria, fonde la sua fragranza. Il suo profumo, fratelli, dobbiamo innamorarci un po' di più del nostro maestro. È vero, Pietro dice: "Benché noi non lo vediamo, noi lo amiamo".

Ma chi è che ci può fare amare una persona che non vediamo? Solo lo Spirito Santo ci rivela Gesù nel nostro spirito e riempie il nostro cuore di amore per lui. E la nostra vita dipenderà unicamente dal suo amore, che, come qualcuno ha detto, è quell'amore che è la bellezza della nostra anima. Amen, amen.