La rivelazione è per i suoi veri figli

Giovanni 14, verso 1: «Il vostro cuore non sia turbato. Credete in Dio e credete anche in me. Nella casa del Padre mio ci sono molte dimore. Se no, ve lo avrei detto io. Io vado a prepararvi un posto, e quando sarò andato e vi avrò preparato il posto, ritornerò e vi accoglierò presso di me, affinché dove sono io siate anche voi.» Amen!

Il turbamento è qualcosa che entra nella mente di ognuno di noi. Il pensiero di avere qualche problema, il pensiero di qualunque cosa che ci possa circondare: del lavoro, della famiglia, dei figli. Il turbamento è qualcosa che ci porta molte volte anche ad avere dei pensieri negativi di scoraggiamento. Molte volte, anche quando veniamo al culto per glorificare il Signore, abbiamo il turbamento dentro. E questo molte volte non dà opportunità al credente di entrare nel luogo Santissimo dove c'è la gioia e la sazietà del Signore.

E giustamente il turbamento può anche rattristare il cuore. Ma il Signore dice una cosa fondamentale: «Il vostro cuore non sia turbato. Credete in Dio!» Il vostro cuore non sia turbato, e credete in Dio. Quello che il Signore ci sta dicendo è di dargli tutto di noi, affinché la sua signoria sia completa su ognuno di noi. Per signoria di Cristo intendo che sia coperto ogni lato della nostra vita: il lato materiale, il lato spirituale, il lato economico.

Anche oggi l'uomo ha creato un'organizzazione dove da dei messaggi anche subliminali tramite i mass media, dove crea molto turbamento e scoraggiamento. E l'essere umano sta andando verso un indebolimento: non ha più una speranza, non ha un futuro, ma non ha neanche un presente, e rimane solo un passato.

Ma il Signore dice: «Credete in me!» Perché credere in Dio? Perché avere gli occhi puntati su questo meraviglioso Gesù? Perché lui, ormai più di duemila anni fa, era sulla terra e già allora andava a prepararvi un posto. E questo posto ve lo darà chi se ne andrà prima da questa terra, oppure chi sarà pronto nel giorno del rapimento? Non lo sappiamo. So solo che il tempo passa, gli anni volano, e il Signore ha preparato un posto.

Quindi non conviene essere turbati, ma conviene riporre il nostro cuore, la nostra fiducia nel Signore. Sia che siate giovani o meno giovani, il Signore sta preparando un posto. E l'unica speranza, l'unica certezza che ci rimane su questa Terra è proprio avere gli occhi puntati su quel posto, che è il luogo celestiale di Dio. Amen!

Quindi io non vi dico questa mattina un caro benvenuto nell'amore del Signore, ma il Signore ci dice: «Benvenuti tutti nella mia casa!» Se avete gli occhi materiali vedrete me, vedrete una corale, vedrete i fratelli. Gloria a Dio! Ma con gli occhi spirituali possiamo vedere il Signore. E quando vediamo il Signore, vediamo anche il fratello non dai suoi difetti, ma vediamo chi è Gesù in lui, non vediamo nessun difetto, non vediamo nessuna imperfezione, e non abbiamo soprattutto i turbamenti.

Preghiera: A te invochiamo il tuo nome. Grazie Signore! Sì Signore! Veniamo davanti a te nel nome di Gesù Cristo per ringraziarti Signore. Poiché è una grazia per questo tempo di stare alla tua presenza con un unico cuore, unicamente Signore, con tutto il cuore abbiamo cantato: «Che vogliamo vedere la tua gloria, Signore!» Affinché il nostro sguardo non sia tolto da te, Padre, e non sia rivolto verso il turbamento di questa terra, dove Signore non c'è più nulla.

O Dio onnipotente! È diventato tutto, Signore, una situazione di cenere. E noi sappiamo invece in chi abbiamo messo i nostri piedi, in chi confidiamo Signore. Noi sappiamo dove stanno i nostri basamenti, la nostra fondazione. E la nostra Fondazione è Cristo Gesù. Padre, ti chiediamo, Spirito Santo, che oggi tu possa rinnovare dentro i nostri cuori la tua presenza, dentro le nostre menti, che tu possa rinnovare quel desiderio, quel primo amore, affinché possiamo glorificarti Signore con un unico cuore, unicamente, e possiamo ringraziarti dandoti, offrendoti sacrifici di ringraziamento, affinché il tuo nome sia esaltato per l'eternità.

A te rendiamo la lode, la gloria, O Dio! Poiché non c'è nessun altro Dio all'infuori di te. A te che sei in cielo, a te che sei tutto per noi, a te che su quella croce hai compiuto tutto, ti benediciamo e ti glorifichiamo e ti ringraziamo in Cristo Gesù!

E la Chiesa dica amen!

Salmo 112, verso 1 e seguenti

Beato l'uomo che teme l'Eterno e trova grande gioia nei suoi comandamenti. Verso 7: Egli non temerà cattive notizie. Il suo cuore è fermo, fiducioso nell'Eterno. Il suo cuore è sicuro. Egli non avrà paura alcuna finché non guarderà trionfante sui suoi nemici.

Se la parola di Dio non penetra profondamente nel nostro cuore, quando arriva qualche cattiva notizia... Il caso di questa sorella, Susanna, la figlia del pastore Giovannini, è venuto come un fulmine a ciel sereno. Mentre suonava il pianoforte durante il culto è avvenuto questo svenimento, questo aneurisma cerebrale. Dove per i medici sono il 30%: se supera rimarrà inferma per tutta la vita. Il resto di solito porta a una morte cerebrale. Ciò avviene: per i medici il cuore può battere, ma il cervello non ha nessun impulso. Quindi per i medici si deve staccare la spina.

Questo è un po' quello che io ho potuto capire. Il caso di questa sorella è molto grave, gravissimo. E naturalmente i medici fanno ricorso alla medicina, alle loro esperienze. Ma noi questa mattina vogliamo sperare contro ogni speranza, perché così dice la Scrittura. Essendo una figlia di Dio che ha fatto moltissimo per il Signore nella Chiesa, una donna straordinaria che è a conoscenza di tante lingue, fa da interprete nella Chiesa, ha dato un grande aiuto al Pastore suo per l'opera, e ancora oggi è sempre in movimento.

E possiamo dire che certe volte no, ti viene un pensiero e dici: «Come è possibile?» Uno si chiede, si fa tante domande. E naturalmente con una mente naturale non si arriva a comprendere come può succedere una cosa del genere. Dici tu: «Perché questa esperienza?» Il fratello Giovannini l'ha fatto molti anni fa, quando questa figlia era piccola. La sua prima moglie morì di colpo, in piena opera, in piena missione. E allora uno dice: «Perché Signore?» Si fa delle domande. No, stiamo lavorando per te, per l'Evangelo, per la tua gloria.

Poi tanti perché ci sono nella mente dell'uomo, tanti perché rivolti a Dio, che non sempre hanno una risposta. Magari l'avranno dopo. Però per noi è importante che sappiamo che siamo sotto l'autorità di colui che sta sopra ogni cosa. Dico lui che dice: «Un capello del vostro capo non cade a terra senza la volontà del Padre mio. Un uccello non muore se il Padre non lo sa». Quindi possiamo almeno su questo fermarci e dire: «Signore, la mia mente è finita, come tanti pretendono. Non può capire la tua mente infinita».

Ma l'uomo si accanisce: vorrebbe capire, ma non sempre così. Perché è importante che noi ci sottomettiamo a quella che è l'autorità di Dio, la sovranità di Dio. Non ha niente a che fare con la ragione umana, non ha niente a che fare con l'intelletto umano. La sovranità di Dio guarda l'uomo spirituale, dove comprende quello che può comprendere. Del resto, dice da qualche parte, forse voi ve lo ricordate, che sta scritto in Deuteronomio 29:29: «Le cose occulte appartengono all'Eterno il nostro Dio, ma le cose rivelate sono per noi e per i nostri figli, per sempre, perché mettiamo in pratica tutte le parole di questa legge».

È chiaro questo concetto della parola? Penso di sì, no? Avete capito? Ecco perché a un certo punto alziamo le nostre mani e ci arrendiamo alla volontà del Signore e glorifichiamo Dio per tutte le cose che gli fa nella nostra vita.

Del resto, con molta profondità, la parola è profonda. Noi diciamo: «Tutte le cose cooperano al bene per coloro che amano Dio». Questo è vero. Ma una cosa è quando tu hai la rivelazione di Dio nel tuo cuore e lo Spirito Santo ti aiuta a capire che una cattiva notizia può arrivare da un momento all'altro. Ma se tu sei una persona spiritualmente rinata riceverai la forza. Perché il timore dell'Eterno, dice la parola di Dio, chi teme l'Eterno trova grande gioia nei suoi comandamenti. Sarà felice l'uomo che usa misericordia e dà in prestito e dirige i suoi affari con giustizia.

Perché non sarà mai smosso. Il giusto sarà ricordato per sempre. E bene che sappiamo come dice un nostro caro fratello antico, Sant'Agostino: «La morte è solo un passaggio. La morte è da una stanza all'altra. Non è la fine. È un continuo». Perciò noi dobbiamo armarci di questo pensiero: che il Signore fa grazia a tutti quelli che hanno timore di Dio e che conservano la parola nel proprio cuore, la ritengono fermamente.

Perciò dice la Scrittura: «Egli non temerà cattive notizie. Il suo cuore è fermo e fiducioso, ha fiducia nell'Eterno». E questo è il fulcro di ogni Cristiano: avere fede in Dio, mettere la propria fiducia nell'Eterno. Dice così pure la Scrittura in Isaia: «La mente che riposa in te tu doni una pace perfetta, perché ha fiducia in te».

Lasciamo che la parola possa rimanere fermamente nel nostro cuore nei momenti di gioia, nei momenti di angoscia, nei momenti di tristezza, nei momenti di cattive notizie improvvise. Quando il cuore in Dio è fermo, allora sicuramente riceveremo anche la forza di sopportare quelle prove che vengono nella vita di ogni uomo. Questo è quello che ci insegnano le Scritture.

Apriamo la parola del Signore nel Vangelo di Giovanni, al capitolo 13, leggiamo fino al verso 7, dal verso 1 al verso 7: «Or prima della festa di Pasqua, sapendo Gesù che era venuta l'ora sua di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino alla fine. E finita la cena, avendo già il diavolo messo in cuore a Giuda Iscariota, figlio di Simone, di tradirlo, Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che egli era proceduto da Dio e a Dio ritornava, si alzò dalla cena e depose le sue vesti. Presa un'asciugatoio, se lo cinse. Dopo aver messo dell'acqua in una bacinella, cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l'asciugaio di cui si era cinto. Venne dunque a Simon Pietro, ed egli gli disse: "Signore, tu lavi i piedi a me?" Gesù rispose e gli disse: "Quello che io faccio ora non lo comprendi, ma lo comprenderei dopo"».

E questo è un verso dove io mi sono fermato e condividerlo con voi è per me una gioia. Perché quando noi tiriamo fuori dalla parola di Dio ciò che ci è utile per la nostra esistenza su questa terra e in questo pellegrinaggio, allora capiamo quali sono le cose che piacciono al Signore, seguendo sempre questo libro.

Perché questo libro non è come qualsiasi altro libro. Un libro non è piacevole dal numero delle pagine, ma un libro diventa piacevole dall'autore che lo ha scritto. E questo è importante. Perciò è bello che quando uno si accosta alla parola di Dio, deve conoscerne Chi è l'autore. Tutti i libri di questa terra hanno un autore. Questo libro? Il suo autore noi lo conosciamo.

Anche se la mano e la penna degli uomini l'hanno scritto, ma l'autore, colui che ha guidato questi uomini a scrivere, è lo Spirito di Dio che ha ispirato questi uomini. Solo Dio poteva dettare a questi uomini le cose sante, le cose che danno la conoscenza di lui, le cose utili all'esistenza dell'uomo.

Tu vorresti conoscere il creato? Devi leggere questo libro, non come lo leggi la scienza, ma come lo legge lo Spirito Santo. Perché il libro, la parola di Dio, è un libro santo. Se tu non hai ricevuto una nuova nascita, e se non sei spirituale, non puoi comprendere questo libro.

È importante che sappiamo: cosa sarebbe bene è prima credere e poi capire. La natura dell'uomo è quella di voler prima capire e poi credere. Dio non funziona così. Dio non si manifesta in questa maniera. Ecco perché è importante che noi sappiamo: credere non è pensare, non è conoscere. Se vuoi conoscere Dio con la tua intelligenza, stai sbagliando, perché vuoi conoscere Dio per te stesso.

Dio non si conosce con la tua intelligenza. Dio si conosce attraverso l'ispirazione e l'intuito dello Spirito che viene su un uomo che accetta Gesù per Fede nella sua vita. E poi Dio ti farà comprendere.

Allora veniamo al testo che abbiamo letto. È chiaro che la parola dice prima che Gesù sapeva quando doveva ormai era arrivato il suo tempo, prima della sua partenza dice la Scrittura. Sapendo che ormai era vicino, dice la parola di Dio, che Gesù amò i suoi discepoli fino alla fine. Non ha smesso mai di amarli. Lo stesso ha fatto con te, anche quando tu eri fuori da lui. Ma lui stava in te, tu non lo sapevi. Ma Dio lo sapeva.

Perciò dice la Scrittura che Gesù li amò fino alla fine. E quando Gesù ha finito la cena, dice che ha messo un asciugatoio sui fianchi e ha fatto qualcosa di insolito. Perché la parola di Dio è qualcosa che non è razionale, che si può comprendere naturalmente con l'intelligenza umana. La Bibbia che dice: «La Sapienza umana è diabolica!»

Allora un uomo naturale si offenderà, dirà: «Come la mia intelligenza è diabolica?» Ecco perché se prima non credi, non potrei credere quello che Dio vorrebbe spiegarti della sua parola. Gesù fa una cosa insolita. I discepoli non capiscono. L'uomo naturale mai capisce le cose spirituali. Gesù vorrebbe lavare i piedi ai suoi discepoli. Gesù vorrebbe lavare i piedi! Il Signore, il maestro, il creatore, se vogliamo di tutte le cose. Anche se sulla terra era uomo, l'uomo e Dio! Dio! Gesù si piega e comincia a lavare i piedi.

E ai discepoli arriva da Simon Pietro. Simon Pietro, lo sapete, il suo carattere era il più baldanzoso, più reattivo dei discepoli. E questo è stato un bene per lui anche per il futuro. E la parola dice che Pietro dice: «Signore, no! Non è possibile! Tu che lavi i piedi a me? No, no Signore! Niente da fare! Non sono d'accordo!»

E quanti cristiani e non cristiani, non sono d'accordo con l'operato di Dio? Come Dio opera piace, ma non è giusto. E allora quando si fanno tante domande, quando voi fate questa esperienza, parlate con le persone, e le persone dicono: «Non è giusto che Dio permetta. Non è giusto che Dio faccia». Vedete quello che succede in questi giorni? Sto seguendo un discorso particolare che mi sta interessando, perché anch'io voglio capire, no.

Si sta parlando molto in Italia di queste violenze sulle ragazze, sulle donne. Naturalmente non è la prima volta succede, no. Da sempre! Ma in questi giorni molti psichiatri, psicologi, uomini delle istituzioni ci stanno chiedendo: «Ma come si può fare a fermare questa tragedia? Questo fenomeno? Di chi è la colpa? Sarà dei social? Del telefonino? Sarà delle scuole? Degli insegnanti? Saranno dei genitori?»

Le colpe per questi bambini, questi ragazzi, adolescenti, non si permettono di ritenere che la donna sia uno straccio di carne da giocare e poi abbandonare, da violentare. E tutti si fanno delle domande, tanti danno delle risposte: bisognarebbe fare questo, bisogna fare quest'altro. Ma nessuno prende questo libro in mano che ci dice chiaramente: qual è la causa.

Non ci vuole tanto sapere umano, quanto la parola di Dio ci dice. A parte il fatto che la parola di Dio ci insegna che Paolo dice a Timoteo: «Negli ultimi giorni saranno tempi difficili». E poi spiega tutto quello che succederà. Allora, se uno almeno avesse conoscenza delle Scritture direbbe: «Non si può mettere più un freno a questa situazione. Non è una questione psicologica. Non è una questione di educazione». Vero è che qualche mamma sana dice: «Ma se permettete una bambina di 12 anni, 13 anni, di tornare alle quattro di mattina senza chiedergli: "Dove sei stata? Chi sono le tue amicizie? Chi è? Dove? Dov'è che hai potuto passare tutte queste ore a fare che cosa?"»

Ma dato che l'uomo eticamente, moralmente, ormai è morto, allora i genitori sono entrati tutti in un vortice così che questo mondo li ha presi tutti. E tutto questo è diventato normale. È normale che una ragazzina di 13 anni rientri a casa alle 4, alle 5 di mattina. È normale che esce alle 10:30, alle 11 di sera per andare da chi? «Dall'amica mia. Dalle mie amiche. Andiamo a prendere una pizza. Andiamo a fare che cosa?»

Allora i genitori non è che sono ingenui. È che sono entrati in una specie di sonnambulismo generale? Dove, col fatto che non c'è più timore di Dio, per loro non fa niente. Poi i genitori, sapete loro, lo fanno. Del mondo lo fanno anche i cristiani: sono creduloni. Credono senza alcun dubbio ai loro figli, anche quando dicono una marea di bugie.

«E mio figlio, io lo conosco. Non mi dice bugie. Mia figlia lo stesso». Chiedetemi a me. Poi vi dico io: che con sette figli, se non ho fatto l'esperienza di quando si poteva e quando non si poteva, sapere perché il cuore dell'uomo è ingannevole e insanabilmente malato. Maligno, come vuoi dire? E quindi io non ho fiducia in un uomo. Preferirei avere più fiducia in me stesso che in un uomo. Ma ho fiducia in ciò che Dio dice. Questo è importante!

E la nostra vita sarà una vita retta, portata in maniera piacevole davanti a Dio, soltanto quando questa parola, come abbiamo letto nel Deuteronomio 29, sarà per noi e per i nostri figli. E noi vedremo crescere i nostri figli, insegnare a loro che significa dire le bugie, come guidarli. I figli stanno là. Parlo anche dei figli del mondo. E loro amano più lo spettacolo, fare un numero, procurarsi dei «like». No, quando uno dice «mi piace, mi piace», questo è il mondo che noi stiamo attraversando oggi, corrotto, senza alcuna speranza.

Questo è quello che il credente non dovrebbe seguire. Ed è per questo che abbiamo la necessità di seguire le vie di Dio. Le vie di Dio non sono larghe come quelle del mondo: sono strette e tortuose. E per poterle intraprendere bisogna avere veramente il timore dell'Eterno.

Del resto, del Peccato non si parla più in nessuna parte della società. Niente! Non si parla più nemmeno sotto l'aspetto religioso, nelle scuole. Non ne parliamo. Bisogna stare attenti a ciò che si dice. È pericoloso oggi che tu dica una parola fuori posto riguardo a quelle donne, a quegli uomini immorali, perché rischi una denuncia. Se dici come ha detto ultimamente un generale che ha scritto il libro: che gli uomini effeminati non sono normali, è stato latitato per questo.

Ma una gran parte degli uomini sanno. Non ho detto è vero? Non ti preoccupare. Allora gli ultimi tempi, il bene sarà chiamato male, il male sarà chiamato bene. Così dice la Scrittura! Ma noi non ci dobbiamo abituare a questo male che ha preso l'uomo. Perché tutto il mondo, dice la Scrittura, giace nel maligno.

Andiamo oltre. Volendo anche questa mattina capire questo che Gesù ha detto a Pietro al verso 7: «Quello che io faccio ora non lo comprendi, ma lo comprenderei dopo». Ed è vero!

Quante cose quando mi sono convertito non ho capito, e non ho preteso di capirle. Volevo intenderle, ma la Scrittura dice come Paolo ha fatto con tutti i credenti. Quando lui ha portato l'Evangelo, gli ha dato del latte. Ne abbiamo parlato qualche giorno fa. Ma anch'io avevo bisogno del latte quando mi sono convertito. E quando ho preso questo libro in mano, quante cose non ho capito! Quante cose volevo capire! Dicevo: «Ma no, perché Signore, mi sembra un po' assurdo, mi sembra un po'...» Come quell'amico di lavoro che un giorno mi disse: «Senti, tu mi hai detto di leggere la Bibbia, e io l'ho fatto. Ho cominciato a leggere nella Genesi. Non è che ho capito tanto. Ma quando ho cominciato a leggere che un uomo viveva 800, 900 anni, allora ho detto: "No, no, questo è un libro di fantascienza!"» L'ha chiuso e non l'ha letto più.

L'uomo naturale! Allora ecco perché bisogna prima credere, poi Dio ti farà capire. È successo anche a me. Dopo, nel tempo, ho capito perché il Signore lì per lì non mi ha spiegato distintamente tutto ciò che leggevo. Perché avevo bisogno solo del latte, delle cose necessarie per la mia anima. E dovevo crescere nella grazia, nella fede, per capire.

Ecco perché mi sono aggrappato a questa frase della Scrittura che Gesù ha detto: «Non lo comprendi ora, lo comprenderei dopo». Ma anche così, è con l'ubbidienza. Prima è necessario ubbidire, e poi capire. Oh Signore! Quanti credenti non sono d'accordo con questo. Pure la parola che lo dice! Non lo dico io. Per caso, se tu dici a un bambino di un anno di non toccare il ferro da stiro che è bollente, lui prima vorrà capire? O è importante che quel bambino prima ubbidisca la mamma e gli dica: «Non lo toccare, perché figlio mio, sta attaccato alla corrente, e poi ti bruci»? Poi andiamo. Dio non dà tante spiegazioni.

La parola di Dio è importante che l'ubbidienza si associa alla Fede. E tanti cristiani non l'hanno capito ancora oggi. No! «No, io non capisco. Se prima non capisco...» Un giorno, quel Pietro, sempre quel Pietro, no, che noi leggiamo nella parola di Dio ricevette una rivelazione da parte del Signore.

Negli Atti dell'Apostolo, al capitolo 10, dice la Scrittura che Pietro stava sul terrazzo, stava digiunando. Ad un tratto, dice la Scrittura, che vide uno come un lenzuolo aperto con tanti animali dentro, un grande lenzuolo, tante creature, e una voce dal cielo gli disse: «Pietro, alzati, ammazza e mangia!»

Ma Pietro rispose: «Niente affatto, Signore! Questa volta lui discerneva la voce dello Spirito. Poiché io non ho mai mangiato nulla di impuro e di contaminato, Signore! Questi sono gli ordini della legge. Questo è quello che ci ha ordinato Mosè. Questo è quello che dice la Scrittura», parlando dell'Antico Testamento. E Pietro si attiene alla Scrittura.

Naturalmente! Ma una seconda volta, di nuovo, sente questa voce: «Pietro, ammazza e mangia! Le cose che Dio ha purificato, tu non farli impure, Signore! Ma è la tua voce. Perché se io non ho mai messo nella mia bocca niente di impuro, adesso devo mangiare? C'è un perché che Pietro non capiva. Anche adesso che era un Apostolo e che era stato battezzato dallo Spirito Santo, il lenzuolo fu ritirato. Pietro rimase col dubbio: «Che devo fare?» Poi arrivano, come dice la storia, i soldati del Centurione Cornelio.

E solo dopo lui capisce. Perché ha avuto quella visione. E Pietro dice: «Solo dopo, allora Pietro aprì la bocca disse: "In verità io comprendo che Dio non ha alcuna parzialità. Ma in qualunque nazione chi lo teme e opera giustamente gli è gradito!"» Allora solo dopo gli fu rivelato perché aveva visto quel lenzuolo e doveva vedere tutti questi animali.

Perché il Signore dopo gli ha fatto vedere: «Tu devi entrare nella casa di Cornelio», dove gli Giudei dicevano che erano contaminate quelle case. In quei credenti non dovevano entrare. La spiegazione venne dopo, nel cuore di Pietro. Ecco perché Dio mi ha fatto vedere quella visione: «Quello che faccio ora non lo comprendi. Ho sempre compreso tutto? Io so soltanto questo: quando è successo qualcosa alla mia vita, quando ho pensato qualcosa, quando entra presto un'azione, non sempre ho compreso. Ma una cosa ho fatto: l'ho imparata nel tempo: ho confidato in Dio.

Se questa cosa non viene da te Signore, tu la chiuderai. Non sarà per me. Ma se da parte tua, i segni che si procederanno mi faranno vedere che la cosa, l'opera, viene da te. E quanto è importante che possiamo usare il discernimento e la Sapienza che viene dall'alto, unicamente perché ci atteniamo alle Scritture.

Non lo comprendi. Anche quando il pastore nella Chiesa qualche volta da un consiglio che va contro la carne, contro la natura umana. Perché tutti vorrebbero capire perché il pastore dice qualcosa. Ma tu sai che cosa? Il pastore ha ricevuto da parte di Dio per poter confutare ciò che per il pastore ha ricevuto. O vorresti comprendere per forza tutto? Un genitore, alla sua esperienza, perciò i figli, dopo, solo quando cresceranno, un giorno diranno: «Grazie papà, che quella volta mi hai detto no».

Oggi no non esiste nemmeno nel mondo evangelico. Se esiste, esiste con discrezionalità, un po' sai, col dubbio. Si crea una specie di compassione. Perché alla tua figlia, tuo figlio, hai detto: «Non devi andare con certi amici. Non devi tornare a una certa ora. Non devi fare questo».

E hai paura, perché tu dici sempre no. E tanti genitori vanno dall'altro genitore dicono: «Ma non devi dire sempre no ai tuoi figli. Così si irrigidiscono. Devono fare le loro esperienze». Che cosa? Quali esperienze devono fare? Ah tu dici: «Li mandi nel mondo? No, li manda in un pub, in una discoteca! Quando si accorgeranno che avranno sbagliato? Quando, dopo che li hai spinti nel Peccato? Dopo che li hai fatti andare con chi non dovevano andare? Quali sono le esperienze? Non li devi far fare tu, uomo genitore. L'esperienza provvederà Dio a fargli rifare, perché un giorno arrivano a ravvedersi e a conoscere: che cos'è il peccato?»

Tanti vorrebbero seguire Gesù, ma non hanno capito che cosa: la ferita di un uomo, se la vuoi guarire, la devi aprire. Come fanno in ospedale: tu vai con un uomo, fazzoletto tutto coperto. «Ti sei tagliato una mano, e hai paura, perché no?» Il dottore ti toglie la benda che tu hai messo provvisorio quando sei andato. Apre la ferita per poterla curare. Devi aprire la ferita e poi guarisce.

Per poter curare il tuo Peccato devi confessarlo a Dio. Allora ti sarà perdonato. Questa è la regola di Dio. Questa è l'Evangelo. Questa è la parola. Ma oggi tante conversioni avvengono senza curare la ferita, senza confessare il peccato. Fratello tranquillo, metti una mano sul cuore. Hai accettato Gesù. Sei un figlio di Dio. Senza ravvedimento non c'è remissione di Peccato.

Hanno perso la strada maestra. Hanno spostato i confini antichi dei loro padri. Non hanno guardato qual è la buona strada. Un Evangelo moderno che non offende i giovani e non rattristano nemmeno i genitori. Per creare il problema siamo a Dio stesso. È bene che noi sappiamo.

L'esempio Gesù, dopo spiega, perché, al verso 12, sempre in Giovanni 13. Venite insieme a me per leggere che cosa. Così, dopo aver lavato i piedi, riprese le sue vesti, si mise di nuovo a tavola e disse: «Comprendete quello che vi ho fatto? Pietro non comprendeva di Signore, il Signore non ti preoccupare. Pietro comprenderà dopo. Anche tu dovrai comprendere tante cose dopo. L'importante è che tu credi a Fede. E allora comprendi quello che abbiamo fatto».

Gesù che cosa ha fatto? Non ha parlato. Non ha detto una parola. Ma tu credi che Gesù ha bisogno di tante parole? Gesù ha bisogno di un cuore ben disposto, non di tante parole. Gesù vuole far vedere l'esempio. Questo è importante! «Voi mi chiamate maestro e Signore. Dite bene, perché io lo sono. Se dunque io il Signore vi ho lavato i piedi, anche voi dovete lavare i piedi agli altri».

È quello che ha detto prima il fratello Francesco: di rispettarci l'uno con l'altro, di amarci l'uno con l'altro. La misura del tuo amore verso Dio è quella che tu hai verso i tuoi fratelli. Fermati a rifletti: quanto tu, lo ripeto, quanto tu ami fratelli, tanto ami Dio. E irreversibile non puoi andare da nessun'altra parte.

Non puoi dire come dicono tanti: «Io amo il Signore va bene. Ma il tuo fratello non ti deve stare sul naso». Lo devi amare, lo devi perdonare al di là di quello che è. Perché quando tu sei stato perdonato, vivevi già nel peccato. E questo è importante! «Io vi ho dato l'esempio. Ho detto Gesù: "Vi ho lavato i piedi. Voi dovete fare lo stesso. Voi vi dovete perdonare, vi dovete sopportare". Perché l'amore sopporta. L'amore è fatto in questa maniera. Chiama Dio, ama la sua parola. Ed è di conseguenza che Gesù dice proprio questo: "Io vi ho dato l'esempio. È vero. Voi dite il vero che io sono il Signore, il maestro. Però io vi ho lavato i piedi. Perché non dovreste farlo voi che non siete né maestri e né signore? Fatelo! Fatelo anche voi. E da lì vi riconosceranno che siete figli di Dio quando avete amore l'uno per l'altro"».

Questo è il comandamento che Gesù ci ha lasciato. Io vi lascio un nuovo comandamento. I cristiani si riconoscono dall'amore che hanno l'uno verso l'altro. E Gesù è stato un esempio non di parole. Lui l'ha dimostrato piegandosi per lavare i piedi a un fratello. Ti devi piegare. Ti devi umiliare. Il tuo orgoglio ti mette dritto il collo. Ma se devi dire: fratello, ho sbagliato, perdonami. Va bene. Sentito male va bene. Tutto chiarito? No! No, non è chiarito, perché non hai detto: «Fratello, scusami, ho sbagliato a comportarmi così».

Alla moglie non si dice la stessa cosa. E la moglie, tante volte, non dice la stessa cosa al marito. Bisogna tirar fuori quello che è l'errore. Allora poi ci regoliamo di conseguenza, perché è importante sapere: qualunque Peccato non è solo contro l'uomo, ma principalmente contro Dio. E se tu non ti tira vedi da quel peccato, quel peccato rimane sospeso davanti al Signore.

«Tutte le cose che tu hai legato in terra saranno legate in cielo». Questa è la parola di Dio. Vedete, fratelli, mettiamo sulla bilancia la disciplina e l'amore di Dio. Li puoi mettere insieme hanno lo stesso peso. All'inizio, la disciplina porta un po' di tristezza. Ma è quella tristezza che viene da Dio che ti porta al ravvedimento. Ti mette sulla bilancia dell'amore. Perché Dio ama e flagella nello stesso tempo. Perché Dio è Dio. Noi siamo uomini e facciamo una distinzione. Non dobbiamo fare distinzioni. Dobbiamo soltanto prendere questo libro e metterlo qua dentro.

E attraverso questo libro tu avrai la certezza che starai seguendo tutte le vie del Signore, che starai facendo la volontà di Dio. Perché questa è la volontà di Dio: «A parte ciò che dice la Scrittura, la vostra santificazione. Che vi santifichiate. Non c'è un altro libro. Non c'è un'altra struttura umana. Non c'è un'altra educazione dove noi possiamo imparare le cose di Dio. Solo questa parola! La parola vivente. La parola che ci aiuta, che ci porta avanti. La parola che ci rivela Chi è Dio. Ma la parola che ti fa vedere che tu sei! Questa parola è come uno specchio.

Tu la metti in avanti. Quando tu ti guardi allo specchio, vedi tutte le tue macchie che hai sul volto, se c'è qualche difetto. Non odi pure. La parola è uguale. Quando tu ti metti davanti a vedere dei tuoi problemi, le tue macchie, le tue imperfezioni. Questa è la parola. E se noi non ci atteniamo a questa parola, è un problema.

Ma ora, fratelli, abbiamo il privilegio che Dio ci ha messo a disposizione il sangue di Gesù che ci purifica da ogni cattiva coscienza e il sangue di Gesù che ci purifica da ogni peccato. Non narrate, ma nell'immediato. Nel momento in cui tu ascolti, anche la voce di Davide nel Salmo 32, quando lui dice: «Io ho confessato il mio peccato. Tu hai perdonato». Non nel tempo. Lì immediatamente! Perché così dice la parola.

E allora, che vogliamo fare? Vogliamo guardare a questo libro e vedere qual è il pensiero di Dio per la nostra vita? Oppure inoltrarci in quelli che sono i social, il mondo, l'intelligenza artificiale? Sapete che cosa sta succedendo, no? Come il diavolo si sta muovendo? Vogliono scrivere la parola di Dio con l'intelligenza artificiale. Questa è stata scritta con il sangue di Gesù e con lo Spirito Santo. Loro lo vogliono scrivere con l'intelligenza artificiale. Vogliono scrivere una nuova Bibbia.

Chi è che ti deve dire che questi non sono gli ultimi tre giorni e gli ultimi tempi? Chi te lo deve dire? Quando vai qua, tu conosci che siamo ormai alla fine, che il tempo è vicino, che Gesù sta bussando alla porta. Non rimandare a domani: «No, dopo lo comprenderò quando sarò più grande». Come dicono tanti giovani? «No! Quando mi laureo? Poi mi voglio sistemare. Poi no, ma ho scelto già la ragazza. Quando arriverò a quell'età che è mi sposerò». Tutti i programmi, tutti i progetti!

La parola di Dio dice attenzione, perché la vita non è nelle tue mani. Non ti appartiene. Io te l'ho data unicamente perché possa servire per la mia Gloria. Noi siamo stati creati per Dio, non per noi stessi. Perciò faremmo bene a piegarci davanti al Signore e ad accettare Gesù potentemente nella nostra vita.

Poi egli certamente dirà: «Pietro, lo comprenderai dopo. Davide, lo comprenderai dopo. Ecco perché vi ho fatto quel servizio. Ha detto Gesù, "Perché voi siate un esempio"». Un esempio è meglio di mille parole, no? Non è così? Un esempio di una madre, di un padre, non vale meglio di mille parole? O un bambino certo? E la natura nostra è quella di guardare agli altri e di fare come fanno loro.

Paolo disse: «Timoteo, io sono stato l'esempio perché segui me. Perché io ho seguito Cristo. Se tu segui Cristo, sarai un buon esempio». Questo è quello che noi vogliamo oggi in questa generazione corrotta. Dio farà anche questo nella nostra vita. Amen!

Vogliamo alzarci in piedi.