Non amate il mondo

Oggi che festa è? I santi, i santi. Ah, allora la festa nostra non è dei morti, oggi è la nostra festa dei santi, e questo è bello. E gloria a Gesù.

Allora, cari, vogliamo leggere in 1 Giovanni, leggo dal verso 15 al verso 17. La parola di Dio dice così: «Non amate il mondo né le cose che sono nel mondo. Se uno ama il mondo, l'amore del Padre non è in lui, perché tutto ciò che è nel mondo, la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e l'orgoglio della vita, non viene dal Padre, ma dal mondo. E il mondo passa con la sua concupiscenza, ma chi fa la volontà di Dio rimane in eterno». Amen. Amen.

Allora, questo è il messaggio che noi vorremmo questa mattina condividere insieme, unicamente perché quando si parla di amare, questa parola amore è una parola che fa bene all'anima, che fa bene al cuore. Quando le persone vivono senza amore, vivono nella tristezza. Ma l'affetto, l'amore di qualsiasi persona, tu lo senti. Però ci troviamo in tempi difficili, perché Gesù profetizzò in Matteo 24, naturalmente, come leggiamo al verso 12, che alla fine dei tempi l'amore di molti si raffredderà.

Ma noi abbiamo a cuore di tenere l'amore non al freddo, ma di avere un cuore caldo, di conservare, di tenere una lampada sempre accesa, in modo che il nostro amore non si spenga. Quando l'amore si spegne è perché non lo mettiamo in pratica. Perché Giovanni dice: «Non amate a parole soltanto, ma a fatti e in verità». Questo è l'evangelo puro, questa è la parola di Dio.

Sembra una contraddizione, ma non lo è, perché lo stesso Giovanni, nelle sue lettere, sia nell'evangelo che in questa lettera, non ha un indirizzo, non dice "alla chiesa di...": lui comincia sempre con dire «quel che era dal principio», così leggiamo anche nell'evangelo di Giovanni. Quindi questo messaggio è per tutti quelli che lo accolgono, ma principalmente per i credenti. Questo è importante, perché i credenti capiscono e debbano capire che cos'è il mondo.

Perché Gesù disse pure qualcosa di speciale, sempre nell'evangelo di Giovanni, 3:16. Brava. E allora lo volevo chiedere a qualche ragazza che si vuole battezzare, così sappiamo che cosa sta scritto. «Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unico Figlio, affinché chiunque crede in lui abbia vita eterna».

Così Gesù è venuto nel mondo, perché Dio, dice, ha tanto amato il mondo. Giovanni invece a noi dice: «Non amate il mondo». Una mente naturale, normale, direbbe: "Come funziona?". Una mente spirituale capisce che cos'è il primo verso. Giovanni 3:16: è questo che Giovanni sta dicendo. Perché per mondo che cosa si intende?

Perché se Dio ha detto «ha amato il mondo», non ce l'aveva con le piante, non ce l'aveva con gli animali, ma con gli uomini, altrimenti non avrebbe detto «affinché chiunque crede». Quindi stiamo parlando di persone, riguardo a quello che Gesù ha detto, ma anche qui è la stessa cosa. E oltretutto Giovanni aggiunge di non amare il mondo riguardo a ciò che ci circonda.

Perché la parola di Dio, quando la leggiamo col cuore e chiediamo allo Spirito Santo, anche nella sua semplicità, di spiegarcela, il Signore ci dà luce, e quella luce serve affinché possiamo comprendere le Scritture. Se gli occhi sono chiusi, la luce non la vedremo. Gli occhi dello Spirito.

«Non amate il mondo né le cose che sono nel mondo». E quali cose sono nel mondo? Guarda, caro fratello, sorella, noi possiamo predicare per anni riguardo a questo messaggio, perché riguardo all'amore non si finisce mai, perché l'amore è quello che durerà per l'eternità. Fede, speranza e amore, dice Paolo, ma l'amore è il più grande di tutti. Ma quali sono le cose che noi non dobbiamo amare del mondo?

Sono tante cose. I credenti qualche volta ti chiedono che cosa è buono, che cosa non è buono. Non dobbiamo fare confusione, dobbiamo usare il bisturi in maniera chirurgica per capire che Dio ha creato il mondo. Io personalmente ho fatto queste esperienze, perché altrimenti non ne parlerei.

Quando mi sono trovato a contemplare il mare, al mare, no? Vai al mare e vedi questo mare calmo, tu senti l'amore di Dio, la pace, o un fiume che scorre nella tranquillità. Poi quando vedi, per esempio, un torrente, una sorgente d'acqua, ti ricordi che è segno dello Spirito di Dio, della potenza dello Spirito. O quando guardi i fiori, le piante e glorifichi Dio, tu non rigetti queste cose, perché sono qualcosa che Dio ci ha messo davanti affinché noi possiamo glorificare l'opera sua, ma non metterla al posto di Dio. Questo è sicuro, no?

Perché Dio ci ha detto di benedire ancora tutte le cose che lui ci ha dato. «Tutto il mondo giace nel maligno», dice la Scrittura. Allora dovremmo stare attenti alle cose che stanno nel mondo, che non ci prendano il cuore, e non ci mettiamo il cuore. Il mondo sono la vanità. Il mondo sono l'idolatria, e poi possiamo continuare.

Alcuni mi chiedono qualche volta se questo è buono e se questo non è buono. È chiaro che Giovanni divide questo passo in tre parti, perché parla della concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e l'orgoglio della vita. Le prime due riguardano il corpo, il nostro corpo. L'orgoglio riguarda il cuore. E questo fu il primo peccato di Adamo ed Eva.

Se voi leggete in Genesi, ti accorgi benissimo che Giovanni sta riprendendo quello che era dal principio, come lui dice: «Quel che era dal principio». Ma è bene che noi ripassiamo per capire quale fu la caduta dell'uomo, perché dice che la donna vide. La concupiscenza degli occhi, no? «Vide che l'albero era buono da mangiare, che era piacevole agli occhi e che l'albero era desiderabile per rendere uno intelligente»: l'orgoglio, la sapienza umana, l'intelligenza umana. «Ed ella prese del suo frutto, ne mangiò e ne diede anche a suo marito, che era con lei, ed egli ne mangiò».

Allora, da qui noi possiamo vedere questo che è successo nel cuore di questi uomini all'inizio di quella che è stata la creazione, quello che Giovanni ha citato prima. Quindi noi possiamo bene esaminare noi stessi, perché per piacere a Dio abbiamo bisogno che il nostro cuore sia purificato, santificato dalla contaminazione del mondo.

Dio ci ama ed è un Dio geloso. Sapete che si chiama anche il Geloso? Chi non è geloso non ama, dice qualcuno. Ed è vero, no? Perché Dio è amore, ma è anche un Dio geloso. Ed è bello che noi possiamo vedere questo.

Una cosa importante è vivere in santità, lontani dai piaceri mondani, da quello che ci attrae. Perché quando la Scrittura dice «perché tutto ciò che è nel mondo, la concupiscenza della carne», è il nostro corpo. Che cos'è questa parola, concupiscenza, se non un intenso desiderio che tu senti nel corpo, che ti attrae, che ti avvolge? E allora capisci quanto sia importante: ci sono tante cose che nel mondo possono attirarti e farti cadere in peccato.

La carne e l'anima, non so se avete mai approfondito questo: la carne sono i sentimenti, le emozioni, i sensi che abbiamo come uomini. E allora su questo l'apostolo Paolo ci apre gli occhi. Ci trasferiamo un momento in Galati. Leggiamo, quando parliamo di carnalità, leggiamo quello che Paolo ci insegna nell'epistola ai Galati, cari fratelli, al capitolo 5 dal verso 16. Leggo, magari si può proiettare, così tutti possono leggere, giacché non tutti portate la Scrittura.

«Ora io dico», dice Paolo, «camminate secondo lo Spirito e non adempirete i desideri della carne». Possiamo approfondirlo, non abbiamo proprio tanto tempo, ma qualche minuto me lo dovete concedere. «La carne, infatti, ha desideri contrari allo Spirito e lo Spirito ha desideri contrari alla carne; e queste cose sono opposte l'una all'altra, cosicché voi non fate quello che vorreste. Ma se siete condotti dallo Spirito, voi non siete sotto la legge».

«Ora le opere della carne sono manifeste e sono adulterio, fornicazione, impurità e dissolutezza», che riguardano il corpo, «idolatria, magia, inimicizie, contese, gelosie, ire, risse, divisioni, sette, invidie, omicidio, ubriachezza, ghiottoneria e cose simili a queste, circa le quali vi prevengo, come vi ho già detto prima, che coloro che fanno tali cose non erediteranno il regno di Dio».

Ora io non devo tornare sempre a ripetere quelle cose che ormai sento anche fra gli evangelici: "Salvati una volta, salvati sempre". Poi quando leggi Galati, ti accorgi che se una persona cade in queste carnalità, in questi peccati, è così chiaro che non c'è bisogno di interpretazione, perché Paolo dice: «Coloro che fanno tali cose non erediteranno il regno di Dio». E di chi sarà questa eredità? Ma io vorrei capire Paolo a chi sta scrivendo. Alla chiesa di Galazia, a una chiesa che dallo Spirito erano passati alla carne, e Paolo li avverte: attenzione.

Questo è quello che Paolo dice. Ma poi Paolo dice il frutto. Prima dice le opere, attenzione, le opere della carne, poi dice: «Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, gentilezza, bontà, fede, mansuetudine e autocontrollo». Certo, «contro tali cose non c'è legge. Quelli che sono di Cristo hanno crocifisso la carne con le sue passioni e le sue concupiscenze».

Ora, vedete, fratelli, io voglio piacere a Dio, voglio santificarmi. La salvezza è per un momento, la santificazione è per una vita, ma devo combattere con la carne, devo combattere con me stesso. Lo dice Paolo chiaramente in Romani 7: «Misero me uomo! Chi mi libererà da questo corpo di morte?». Ringraziato sia Gesù. Questo poi lui dice in Romani 8.

Ma sempre in Romani 8, perché impariamo dalle Scritture, Paolo riguardo a questo ci ricorda quanto sia importante quello che lui dice. Infatti al verso 5: «Coloro che sono secondo la carne volgono la mente alle cose della carne, ma coloro che sono secondo lo Spirito alle cose dello Spirito. Infatti la mente controllata dalla carne produce morte, ma la mente controllata dallo Spirito produce vita e pace. Per questo la mente controllata dalla carne è inimicizia contro Dio, perché non è sottomessa alla legge di Dio e neppure può esserlo. Quindi quelli che sono nella carne non possono piacere a Dio». Chiuso.

Non possiamo andare oltre, ma ci vorremmo inoltrare un po' di più a capire questa carne dove arriva. Uno dei desideri della carne: il credente vuole capire come andare avanti. A una donna nella chiesa, ma anche agli uomini, che siamo avvolti dalla vecchia natura: come mi devo vestire? Cominciamo da qui. Come ti devi vestire?

Sta scritto nella parola di Dio: «E non vi conformate a questo mondo». Come ti devi vestire? Prendi la parola di Dio, e non sono né io né gli altri che ti devono dire come ti devi vestire. Poi se ti piace mettere un po' di ornamenti particolari, non devi chiedere a nessuno. Prendi le Scritture e Dio ti dice come fare.

Poi si dice: "Ma così non mi vedo bella?". No. E allora ti tingi i capelli, ti fai tanti colori nella testa, perché così sembri bello, perché sennò... E allora non hai bisogno che qualcuno ti dica, perché la carne ti attrae per certe cose. Poi se vuoi mettere un po' di piercing sulle orecchie, lo puoi pure fare. Anche gli uomini credenti tante volte mettono gli orecchini, no, i piercing, e quindi non possiamo essere diversi dagli altri.

«Siate santi, come io sono santo». Questa è la parola di Dio. Non è precetto di uomo, non è "forse non c'è niente di male" o meno. La parola di Dio è una lampada. Io so dove mettere i piedi, perché sta scritto qui, e non ho bisogno di interrogare nessuno né di imitare nessuno.

È difficile capire quando la parola di Dio dice che l'uomo non deve vestire come una donna e una donna come l'uomo, perché questo è abominio agli occhi di Dio? C'è un significato in questo, e non lo dico io, lo dice la Scrittura. La concupiscenza della carne, che desidera.

Quando ti siedi a tavola, naturalmente c'è il frutto dello Spirito che dice continenza, autocontrollo. Ma se tu esageri, no, abbondantemente, oppure... Sì, capisco, bisogna stare attenti quando metti il vino a tavola. È una conseguenza delle Scritture. Quella è l'opera della carne. E agli uomini spiegare come si devono comportare.

Abbiamo la parola di Dio. Quel ricco che si trovava nelle fiamme chiese ad Abramo: «Padre Abramo, manda uno dei tuoi dai miei fratelli, ad avvisarli, perché io sono caduto nel peccato, nell'errore, e ora mi trovo nella fiamma eterna». Abramo ha dato solo una risposta, e la parola di Abramo vale ancora fino a oggi e varrà fino alla fine. Abramo rispose: «Hanno Mosè e i profeti, ascoltino loro».

Abbiamo la parola di Dio, ascoltiamo la parola di Dio senza farci tante domande, ma allo stesso tempo chiediamoci quali sono i desideri della carne. Certe amicizie del mondo... "Sono miei fratelli, sono i miei parenti, mio cognato, mia suocera, mio...". Va bene, è chiaro che noi dobbiamo pregare per queste persone, che siano figli, che siano quello che vuoi. Ma «chi si rende amico del mondo», dice Giacomo, «si rende nemico di Dio».

"È una brava persona", no? "Ma è meglio di un credente, come si comporta". Ma non è credente. Non è stato lavato col sangue di Gesù. Sarà una brava persona, ma «non c'è nessun buono, nemmeno uno», dice l'apostolo Paolo ai Romani. «Tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio». Attenzione alle amicizie.

Ed è importante per noi capire... Vi ho spiegato solo una parte del mondo, che cos'è il mondo, poi naturalmente potremmo andare avanti quanto vogliamo. La concupiscenza degli occhi, lo so, capisco. Oggi tutti noi, secondo il sistema, abbiamo il mondo non in casa, ce l'abbiamo in tasca, ce l'abbiamo a portata di mano: basta che tu schiacci e vedi il mondo, e lì c'è l'attrazione

particolare, quel sistema di anticristo che ha messo sottosopra il mondo e la chiesa stessa. E quindi tutti noi siamo nel pericolo di questa distrazione mondiale che ormai ha avvolto gli uomini, e di sopraggiunta c'è oggi la famosa intelligenza artificiale. E i credenti devono stare ben attenti, perché addirittura si formulano i sermoni con l'intelligenza artificiale per renderli perfetti. Grazie a Dio non ci siamo applicati ancora a questo, perché vogliamo che siamo guidati dallo Spirito della vita di Cristo per proclamare la verità, che la verità non fa sempre bene.

Dice: «Dite la verità con amore», ma ditela in modo che non nuoccia agli altri, che non fai male agli altri quando dici la verità, ma che lo vuoi dire secondo le Scritture, anche se puoi essere giudicato in maniera… Capisco, capisco, perché anche Gesù ha trovato tanta opposizione. «Mi volete lapidare perché vi dico la verità», disse Gesù. Lo so.

Però, brevemente, se la carne è quella e che non ha nessuna compatibilità con lo Spirito, e che per piacere a Dio io devo camminare secondo lo Spirito, devo aborrire ogni forma di peccato, di carnalità, di concupiscenza degli occhi, perché dobbiamo capire dove andare. Perché Eva vide che il frutto era buono. Lo so, perché la carne ti tira a vedere le cose, no? E «gli occhi non si saziano mai», dice Salomone.

Però quelli che sono guidati dallo Spirito hanno un sentimento diverso, come abbiamo letto: «Siate rinnovati secondo il rinnovamento della vostra mente». E questa è l'opera dello Spirito Santo. È a motivo di questo che noi oggi dobbiamo aprire gli occhi e stare attenti per non cadere.

Poi naturalmente l'apostolo Giovanni parla dell'orgoglio, l'orgoglio della vita, come lui lo chiama, l'orgoglio della vita. Che cos'è l'orgoglio se non il vanto di se stessi? Il vanto di dire io, quell'io che non scompare facilmente, ce l'abbiamo proprio nel DNA. Davanti a piccole cose tu non devi nemmeno pensare che sei orgoglioso, perché sale da dentro, ti innalzi in te stesso. Come qualcuno ha detto, che ho detto già qualche giorno fa, gli angeli per mezzo dell'orgoglio sono diventati demoni, ma gli uomini per mezzo dell'umiltà diventano angeli. L'orgoglio è quello che uccide l'uomo.

Certo, se riflettiamo bene, pensiamo che c'è la parola amore, cioè l'amore tossico, l'amore cattivo, l'amore che pecca, che è quell'amore verso le cose del mondo, verso la vanità. E poi c'è l'amore puro, l'amore che scende da Dio. E così tutte le altre cose hanno un doppio significato. Tutte le parole, dipende dove noi li mettiamo.

È per questo che anche questa mattina l'apostolo Giovanni ci dice: «Il mondo passa con la sua concupiscenza». Evapora, non c'è più. Se non passa perché i tempi cambiano o cambieranno, perché passerà, passa perché poi noi lasciamo questa terra. Per un momento, per un momento la lasceremo, perché questa non è casa nostra. La nostra casa sta lì dove il Signore ha preparato: «Io vado a prepararvi un posto».

Quella è la realtà nostra. Questa non è una realtà per noi. Questa è solo un'illusione. Viviamo finché Dio ci dà la vita, ma il nostro posto, la nostra cittadinanza, Paolo dice, è nei cieli, dove c'è il nostro Signore Gesù. È lì che ci ha preparato un luogo dove staremo per l'eternità.

«Il mondo passa con la sua concupiscenza, ma chi fa la volontà di Dio rimane in eterno». Che cos'è importante per noi? La volontà di Dio è purificarsi dal mondo, come ce lo insegna l'apostolo Giacomo, no? Quando dice qual è la vera religione, dice lui, e noi che attingiamo, grazie a Dio, sempre dalla Parola di Dio, non possiamo discostarci da questo: «La religione pura e senza macchia davanti a Dio e Padre è questa: soccorrere gli orfani e le vedove nelle loro afflizioni e conservarsi puro dal mondo». Conservarsi puro dal mondo. Questo è quello che ci chiede lo Spirito della vita che è in Cristo Gesù, che possiamo essere puri.

Andiamo verso la conclusione, perché qualche volta non abbiamo bisogno di predicare ore. Io non ci sono abituato, quando uno predica un'ora, un'ora e mezza. Non lo dico per giudicare, perché faccio la mia esperienza personale. Quando qualche volta ho ascoltato qualche predicazione un po' più lunga del normale, mi sono reso conto e ho detto a me stesso, pur stando attento alla predicazione: ma quanto ho assimilato e che cosa mi è rimasto di quella predicazione, se non la cosa che Dio ha voluto parlare? Basta anche un verso o qualcosa che mi ha potuto far cambiare, perché è bene che sappiamo quanto sia importante prendere quello che senti nel cuore che ti viene dato da Dio.

Ma concludo con queste parole di Paolo, che a me… ci sono dei versi dove tu ti innamori. Non lo so perché il Signore mette nel cuore questi versi, dove uno potrebbe dire: "Fratello, ma proprio questo verso ti piace?". Questi versi sì, perché questi sono quelli che mi hanno parlato fin dal principio della mia conversione, quando ho capito che cos'è il messaggio della croce, quando ho capito che significa morire a se stessi.

«Ma quanto a me…» Galati 6 verso 14, dice Paolo: «Quanto a me, non avvenga mai che io mi vanti all'infuori della croce del nostro Signore Gesù Cristo, per la quale il mondo è crocifisso a me e io al mondo». Questa è la vita di un uomo che ha conosciuto la vita eterna, che ha conosciuto il Cristo. Quanto a me, dice Paolo, è finito per me il mondo, non c'è più mondo. Il mondo è stato crocifisso per me e io al mondo.

È una rivelazione profonda, ma che Dio fa grazia quando la volontà entra nel cuore di voler amare il Signore. Far alzare una persona, gli devi cambiare solo il posto. Far cambiare una persona e renderla amorevole, gli devi cambiare solo la volontà di volerlo fare. E questo è bello, che possiamo fare ricorso a colui che ascolta quali sono i desideri segreti del nostro cuore, che sono secondo i suoi pensieri, ciò che piace a lui. Per questo viviamo e siamo, perché siamo scelti da colui che ci ha detto di non amare il mondo, ma di amare il nostro Dio, il primo comandamento, e il prossimo tuo come te stesso.

Perciò, fratelli, ho sentito di condividere con voi questo messaggio con la viva speranza che un progresso spirituale possiamo fare, e chiedere al Signore di dire: "Signore, voglio che prevalga lo Spirito nella mia vita e che la carne venga soffocata". Perché le spine e le erbacce non debbono soffocare il seme della Parola di Dio, ma deve crescere sempre più. Agostino dice queste parole: "Quando l'amore cresce, cresce la bellezza, e l'amore è la bellezza dell'anima". L'anima desidera quell'amore che Dio vuole trasmettere a tutti noi. Amen.

Vogliamo chiudere in preghiera. Alleluia. Padre, noi siamo grati a te unicamente perché la tua Parola è quel che prevale nella nostra vita. Grazie, Signore. Un altro ringraziamento non possiamo avere nel cuore se non di chiederti che tu possa illuminare gli occhi della nostra mente e del nostro cuore per comprendere quale sia la tua perfetta volontà e come piacerti in ogni cosa, allontanando la nostra vita da ogni forma di concupiscenza, di carnalità, di amore per le cose di questo mondo, di ogni vanità ingannatrice.

Ti preghiamo così, o Signore, che l'amore di Cristo che sopravanza ogni conoscenza possa inondare il nostro cuore, o Signore. Da' grazia ancora in questo giorno, che tu possa toccare quanti non hanno ancora fatto una decisione nel cuore di sapere in chi possono credere e chi tu sei, e quel sacrificio che hai fatto affinché potessimo essere affrancati da ogni sorta di male, dal peccato, dalla morte, perché ci hai dato vita eterna. Padre, in Cristo Gesù, benedici ancora questa giornata, preservando ognuno col tuo sangue, proteggendo coloro che faranno ritorno alle loro dimore e benedicendo il resto di questa giornata che trascorreremo insieme a questi cari in quest'agape fraterna. A te la gloria, l'onore, la benedizione, Padre, nel nome di Gesù. Amen.