State fermi nella fede — la pausa necessaria
Leggo un salmo, il salmo 131 di Davide che dice: "Eterno, il mio cuore non è orgoglioso e i miei occhi non sono alteri e non mi occupo di cose troppo grandi e troppo alte per me. Veramente ho calmato e acquetato la mia anima come un bambino svezzato sul seno di sua madre. La mia anima dentro di me è come un bambino svezzato. O Israele, spera nell'Eterno, ora e sempre."
Dio ci benedica ancora questa mattina perché sentiamo nel cuore che abbiamo bisogno, come Davide, di sentire dentro di sé la sua anima calma. E dice la scrittura: come un bambino svezzato. Com'è un bambino svezzato? Un bambino svezzato è un bambino che sta lasciando il latte materno perché ha bisogno di cibi ancora più consistenti. E allora la madre lo svezza, gli dà un po' di latte e poi comincia col cibo solido. Però quel bambino quando si sente sazio, le mamme lo sanno tutti, allora si addormenta, è in pace, non si deve lamentare perché ha fame la sua anima. E questo è l'esempio che fa Davide: è come quel bambino in riposo.
È la tua anima stamattina in riposo? Hai riposato bene questa notte? Quando ci siamo alzati per venire nella casa del Signore con un'anima riposata, sapendo che anche questo giorno è stato fatto per il nostro riposo e per questo dobbiamo ringraziare il Signore. Ma leggendo questo salmo, non ci fermiamo soltanto a questo. Davide comincia così e dice al Signore dialogando con lui. Non so se noi possiamo anche parlare in questa maniera, però ognuno parla come sente nel cuore, com'è predisposto il suo cuore.
O eterno, il mio cuore non è orgoglioso. Quando leggi, ti rendi conto che lo Spirito Santo, mentre leggiamo la parola, non sta ricordando soltanto Davide, ma sta parlando a noi perché queste cose sono state scritte per noi. Dice l'apostolo: il mio cuore non è orgoglioso. E pensi: quando parliamo al Signore, possiamo dire il mio cuore non è orgoglioso? Possiamo dire nella nostra natura che il cuore è orgoglioso, anzi è ancora di più. Ma come ha potuto Davide parlare così? Perché realmente lui non ha mentito, perché Dio conosce il cuore. Se noi diciamo: "Signore, il mio cuore non è orgoglioso", lui lo vede in profondità, ma lui parla così perché quest'opera l'ha fatta Dio nel suo cuore.
Un cuore umile riceve da Dio le rivelazioni, i tesori, l'attrezzatura dal cielo. Un cuore umile è quello che Dio usa per poter far sì che la nostra vita sia uno strumento nelle mani di Dio. A un cuore orgoglioso non si deve aspettare molto. Pensate un momento. Davide, quando si trovò ad affrontare il gigante, prima di affrontarlo, disse a Saul: "Il tuo servo". La parola io non la usava davanti agli uomini. Io ho fatto, io ho ucciso l'orso, io ho preso il leone per la criniera – quando parlava a sé stesso, ricordava le opere che Dio aveva fatto con lui. Lui parla da una posizione di umiltà, perciò poteva affrontare il gigante. E tutti i giganti della nostra vita possono essere affrontati in piena umiltà perché è Dio che ci dà la forza di affrontare le situazioni anche difficili.
Del resto, se noi siamo orgogliosi, il nostro vanto consiste in che cosa? In nulla. Paolo diceva alla chiesa di Corinzi: il vostro vanto non è buono. E poi diceva una cosa che a me piace molto: voglio che la possiate leggere anche sul monitor . È in 1 Corinzi al capitolo 4, verso 7, così che possiamo comprendere ciò che insegna. Al verso 7 dice Paolo: "Che cosa infatti ti rende diverso? Che cosa hai tu che non l'abbia ricevuto? E se l'hai ricevuto, perché ti glori come se non l'avessi ricevuto?"
È comprensibile questo passo? Quando qualcuno dice io ho fatto e nella nostra vita cristiana ciò che ci differenzia da questo mondo è proprio l'umiltà perché l'umiltà precede la gloria. E considerate questo soltanto. Non leggerete nessun passo in cui Davide si vanta un momento. L'unico peccato che ha commesso nella sua vita era quell'adulterio. Poi il resto della sua vita è stata una vita alla presenza del Signore.
Con quella umiltà poteva dire: "Non io, ma Dio". E così noi oggi, dicendo queste stesse parole al gigante, possiamo vantarci di dire: non io, ma Dio. E questo è bello perché ogni giorno abbiamo a che fare con la nostra natura che ci fa credere. Qualche volta non manca il vanto, no? E che cosa fa il Signore per tenerci umili? Qual è il suo modo di agire nei nostri confronti?
Pensate che Paolo dice: "Io non mi piace vantarmi" – disse ai Corinzi al capitolo 12 – "ma voi mi state costringendo perché dite che in mezzo a voi ci sono degli apostoli, dei personaggi potenti. Io so soltanto una cosa, dice Paolo. Certo, il vantarsi non mi è di nessun giovamento." Ed è vero. Noi che abbiamo conosciuto Cristo come lui si è umiliato, come lui ci ha dato l'esempio e Paolo dice: a me vantarmi non mi serve tanto più. Lui dice così per non insuperbirmi, conoscete questo passo, no? "Per non insuperbirmi un angelo di Satana per l'eccellenza delle rivelazioni."
Quando Paolo serviva Dio e perseguitava la Chiesa, non aveva nessuna rivelazione. Non conosceva in profondità la parola di Dio, la conosceva in modo superficiale. Ma quando ha avuto un incontro con Gesù e la sua vita è cambiata, allora Paolo ha ricevuto, possiamo dirlo, è diventato uno dei più grandi apostoli, colui che ha ricevuto grandi rivelazioni. Noi le leggiamo tutti i giorni, ma lui dice: "Per l'eccellenza delle rivelazioni mi è stata data una spina nella carne, un angelo di Satana per schiaffeggiarmi, affinché io non diventi superbo."
Quindi anche lui, Paolo poteva cadere nell'orgoglio, come è caduto Elia nell'orgoglio, no? Ma il Signore ci ama proprio in questo. Qualche volta ci umilia per farci capire che abbiamo bisogno di rimanere ad un livello che ci aiuta ad ascoltare la voce del Signore, perché la scrittura dice che l'orgoglio viene prima della caduta.
Una chiesa umile è una chiesa che viene aiutata dal Signore. Una chiesa che è umile dipende da Dio. Non c'è nulla di cui vantarsi. A questo riguardo lui dice: "Ho pregato tre volte il Signore che lo allontanasse da me." Signore, potete immaginare quando noi leggiamo nella parola che il Signore esaudisce la preghiera, ma qui l'apostolo Paolo doveva sopportare quella spina nella carne a cui tanti danno un significato, ma a noi non importa se non riusciamo a trovarne il significato.
Importa soltanto che possiamo dire come lui ha detto: "Ma egli mi ha detto: la mia grazia ti basta." La sua grazia ci basta e quella grazia ci aiuta ad andare avanti e a tenerci umili davanti alla presenza di Dio.
Ma quel che è bello è che la persona umile sente la pace di Cristo nel suo cuore. La persona orgogliosa è sempre in agitazione, ma la pace e la calma di Dio dimorano in un cuore dove riconosce se stesso, dove non c'è alcun vanto. Del resto ciò che abbiamo non ce lo siamo creati da noi stessi, l'abbiamo ricevuto. E giacché l'abbiamo ricevuto non abbiamo motivo di vantarci, ma di dire soltanto: "Signore, a te la gloria." Amen.
Soltanto a te. E per questo benediciamo Dio con una pace profonda nel cuore che soltanto lui può dare ai nostri cuori. Amen. E gloria a Gesù.
Bene, fratelli, con voi voglio condividere un passaggio della scrittura che noi troviamo nel libro di Esodo al capitolo 14. Leggeremo dal verso 10 al verso 16.
Così dice la parola del Signore: "Mentre il faraone si avvicinava, i figli di Israele alzarono gli occhi ed ecco gli egiziani marciavano dietro loro, per cui ebbero una grande paura. E i figli di Israele gridarono all'Eterno e dissero a Mosè: 'E perché non c'erano tombe in Egitto, che ci hai condotti a morire nel deserto? Perché hai fatto questo con noi di farci uscire dall'Egitto? Non era forse questo di cui ti parlavamo in Egitto? dicendoti: Lasciaci stare, così potremo servire gli egiziani, poiché sarebbe stato meglio per noi servire gli egiziani che morire nel deserto.' Ma Mosè disse al popolo: 'Non temete, state fermi e vedrete la liberazione dell'Eterno che egli compirà oggi per voi.
Poiché gli egiziani che oggi vedete non li vedrete mai più. L'Eterno combatterà per voi e voi ve ne starete tranquilli.' Quindi l'Eterno disse a Mosè: 'Perché gridi a me? Di ai figli di Israele di andare avanti e tu alza il tuo bastone, stendi la tua mano sul mare e dividilo affinché i figli di Israele possano passare in mezzo al mare all'asciutto.''"
Fin qui la parola del Signore. E gloria a Gesù per lo Spirito Santo che in questi ultimi tempi parla a coloro che allargano il proprio cuore a lui. E gloria a Gesù per tutti coloro che oggi hanno a cuore di udire la voce di Dio in mezzo a un mondo di confusione, in mezzo a un tempo in cui tante voci arrivano alle nostre orecchie.
Ma i figli di Dio, coloro che hanno compreso oggi che è giunto il tempo di fermarsi e udire la parola di Dio, la voce di Dio, questo è un dono, è una grazia. E noi dobbiamo cercare oggi, fratelli e sorelle, un tempo di silenzio. Ognuno di noi deve prendersi ogni giorno un tempo di silenzio. Oggi si corre avanti e indietro. Pochi si prendono un tempo di consacrazione davanti a Dio per ascoltare attentamente la sua voce.
E questa mattina voglio condividere con voi esattamente questo messaggio che il Signore ha messo nel mio cuore mentre leggevo la sua parola nella mia lettura ordinaria. E certi messaggi chiedono di fermarsi, non si può andare avanti. È una necessità che senti nel cuore di condividerla alla Chiesa. E questa necessità è la necessità dello Spirito dell'Eterno che viene al nostro cuore e parla a noi.
Questo messaggio di Mosè al popolo: non temete, state fermi e vedrete la liberazione dell'Eterno che egli compirà oggi per voi. Non temere, state fermi. Questo è il messaggio che il Signore vuole dare oggi al suo popolo. State fermi, non temete e vedrete la liberazione dell'Eterno.
E è stato motivo di meditazione quando lo Spirito Santo mi parlava e mi diceva: "State fermi, figli miei, state fermi, non temete e vedrete la mia liberazione." Ho pensato che dalla Genesi all'Apocalisse questo è un messaggio ripetuto. Spesso il Signore ripete nella sua parola esattamente questo messaggio. State fermi.
Immaginate, fratelli, conosciamo già la storia. Il popolo di Israele era appena uscito dal paese di Egitto, da questa nazione che rappresentava il mondo. E la Bibbia ci dice che circa 600.000 uomini, senza contare donne e bambini uscirono dall'Egitto.
E la mia riflessione era: com'è possibile che 600.000 uomini senza contare donne e bambini avevano bisogno di ascoltare un messaggio del genere? Non temete, state fermi. È mai possibile? Cosa accade? C'è qualcosa di veramente pericoloso, fratelli. 600.000 uomini vengono presi in un momento di scoraggiamento e di smarrimento. E per via della potenza dello Spirito Santo, Mosè, quest'uomo di Dio, parla al popolo da parte sua e dice: "State fermi."
Il Signore aveva dato un itinerario al popolo di Israele, ma poi come conosciamo la storia, lo prende e lo fa tornare indietro. Questo è il nostro Dio. Ha i suoi modi per fare in modo che la nostra fede aumenti, cresca, progredisca. E il Signore non ci ha salvati soltanto per rimanere uomini e donne salvati, ma è il suo intento, il suo desiderio di far crescere la Chiesa, di far crescere la nostra fede. E lui sa come fare.
Prende il popolo e lo fa tornare indietro e lo porta in un luogo e in un momento dove non c'è una via di uscita. Alla loro destra e alla loro sinistra c'erano le montagne sulle quali non potevano salire. Avanti avevano il mare e dietro i nemici. I nemici che avevano intenzione di riprendere il possesso di coloro i quali ritenevano ancora loro schiavi.
Questo fa il nemico. Quando il Signore ci salva, ci libera da questa nazione, dal mondo, dal peccato, non dimentichiamo mai che il nemico non cesserà di tentare di riprendere il possesso di coloro che lui ritiene ancora schiavi, ma noi siamo stati liberati dalla schiavitù del peccato e della morte. Amen. Gloria a Dio. Questo non ci fa scoraggiare.
State fermi, dice il Signore. Queste parole che noi troviamo, come ho detto prima, spesso nella parola di Dio. Ci ricordiamo di Giosafat in secondo Cronache al capitolo 20, quando alcuni uomini giunsero a informare Giosafat che una grande moltitudine si era mossa contro di lui da oltre il mare. La Bibbia dice che Giosafat ebbe paura. Si dispose a cercare l'Eterno dicendo: "Noi siamo senza forza davanti a questa grande moltitudine che viene contro di noi. Non sappiamo cosa fare, ma i nostri occhi sono su di te."
E al verso 17 il Signore risponderà: "Non temete, non sgomentatevi a motivo di questa grande moltitudine, perché la battaglia non è vostra, ma di Dio. Non sarete voi a combattere in questa battaglia." E ancora il tema ripetitivo di Dio. Prendete posizione, state fermi e vedrete la liberazione dell'Eterno che è con voi. Gloria a Gesù.
E la Bibbia ci parla ancora attraverso il messaggio del profeta Isaia al capitolo 26, verso 3 e 4. Perdonatevi se vi dico il libro e i versi della scrittura. C'è un forte desiderio nel mio cuore e lo metto ogni giorno davanti a Dio. Signore, fammi ricordare la tua parola. Dammi intelligenza e memoria per ricordare la tua parola.
E ci tengo che siano citati i passi della scrittura. A colui che è fermo nei suoi sentimenti tu conservi la pace. La pace, perché in te confida. Confidate nell'Eterno per sempre, perché l'Eterno, sì, l'Eterno è la roccia dei secoli. Amen. Gloria a Gesù.
Fu Barnaba, leggiamo in Atti al capitolo 11, verso 23, un uomo ripieno di Spirito Santo. Giunto ad Antiochia, mandato dagli apostoli perché il Signore stava salvando, stava operando grandi cose, vista la grazia di Dio, si rallegrò ed esortava tutti a rimanere fedeli al Signore con fermo proposito di cuore.
Fratelli e sorelle, il Signore oggi ci sta chiamando a rimanere fermi e oggi non è facile rimanere fermi perché siamo presi da uno spirito che ha preso l'umanità, ma la Chiesa deve fare attenzione perché siamo stati presi da questo spirito di tanti pensieri, occupazioni, lavoro, denaro. È difficile oggi fermarsi, ma mentre stiamo correndo, mentre andiamo avanti e indietro, questa mattina lo Spirito dell'Eterno così dice: "State fermi, state fermi, fratelli e sorelle, oggi per noi" – e io l'ho definita una pausa necessaria.
Il "state fermi" da parte di Dio per noi cristiani oggi è un momento di pausa necessaria. Quando il Signore ci chiama a una pausa in momenti difficili del cammino di fede, non vuole dirci di essere passivi o indifferenti. Non è questo, non è essere passivi, indifferenti, ma un momento, una pausa, un tempo di profonda fiducia, una fiducia attiva nella sovranità di Dio.
Un momento in cui si smette di lottare con le proprie forze, riconoscendo i propri limiti. Un momento in cui si mettono a tacere i desideri di controllo personale per lasciare il totale controllo al nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo. Un momento in cui ci si deve fermare. È un comando da parte del Signore per smettere di cercare soluzioni dettate dai propri sentimenti: paura, panico, ansia e preoccupazioni. Prenditi questo tempo di pausa davanti al Signore. Ascolta la sua voce perché egli ti parla per mezzo dello Spirito Santo. Stai fermo.
Io non so in che momento ti trovi, perché il Signore mi ha dato questo messaggio. Ma tu lo sai in che momento ti trovi? Il Signore ti dice: "Stai fermo." Probabilmente stiamo prendendo decisioni sbagliate. Sapete, fratelli, quando non riusciamo a rimanere fermi nella fede, c'è il pericolo di prendere decisioni sbagliate. E noi non dobbiamo correre avanti e dietro per risolvere i nostri problemi, ma prenditi un tempo, rimani fermo davanti alla presenza del Signore, abbi fede in Dio ed egli ti dirà ciò che devi fare.
Stare fermi. Perché dobbiamo stare fermi? Questi sono i momenti nei quali delle voci arrivano al nostro orecchio, ma noi prendiamo la parola di Dio. Questi momenti sono momenti difficili. Fermi per prendere la parola di Dio e fare che cosa? Ricordare al bugiardo dei bugiardi, al nemico delle nostre anime, colui che pensa ancora che noi siamo suoi schiavi.
Al Salmo 20 verso 7. Alcuni confidano nei carri, altri nei cavalli, ma noi ricorderemo il nome dell'Eterno, il nostro Dio. Amen. Rivendichiamo la vittoria per rimanere fermi. State fermi per mettere a tacere le bugie del nemico, il distruttore delle anime nostre.
Per ricordare invece che al Salmo 46 verso 1 noi leggiamo: "Dio è per noi un rifugio ed una forza, un aiuto sempre pronto nelle avversità. Perciò noi non temeremo, anche se la terra si dovesse spostare e se i monti fossero gettati nel mezzo del mare e se le acque infuriassero e schiumassero e i monti tremassero al suo gonfiarsi."
Gloria a Gesù. Io oggi mi prendo un tempo di pausa. Oggi ubbidisco alla voce dello Spirito Santo. Quando mi dice in un momento difficile, ma anche in quelli sereni. Stai fermo, fermati. Io prendo la parola e affronto il mio nemico con la parola stessa. E allora fratelli, state fermi e vedrete la liberazione – così dice la scrittura. Ma io non vedo, Signore, ma io non vedo. State fermi, non temete e vedrete, ma io non vedo. Queste furono le parole di Marta. Vi ricordate nell'evangelo di Giovanni al capitolo 11, quando Lazzaro, suo fratello, morì, Marta disse a Gesù: "Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto."
Marta non vedeva. Io non vedo nulla, Signore. E anche Maria al verso 32 esprimerà la stessa cosa. Giunta in quel luogo dove si trovava Gesù, lo vide, si gettò ai suoi piedi dicendo: "Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto."
Ecco il messaggio da parte del nostro amato Signore. Non te l'ho io detto, Marta? Non te l'ho io detto Maria? Non te l'ho io detto, fratello e sorella, che se tu credi vedrai la gloria di Dio? Amen. Non te l'ho io detto. Non temere. Stai fermo perché tu vedrai, tu la vedrai la gloria di Dio.
Non te l'ho io detto oggi? Io non so cosa vivi. Forse in una situazione disperata, c'è davanti a te il mare e dietro il nemico. Ti giri a destra, a sinistra ci sono le montagne e ti rendi conto che non le puoi scalare. Prendi la parola di Dio, fermati e ricordati le parole del maestro quando dice: non te l'ho io detto che se tu credi vedrai la gloria di Dio? Gloria a Gesù.
Quanti errori si possono commettere quando smettiamo di rimanere fermi nella fede. Quanti errori si possono commettere quando smettiamo di confidare in Dio? Uno dei più grandi errori che si possono commettere quando non si rimane fermi nella fede, sapete qual è? Ce l'ha detto il passo stesso della scrittura che abbiamo letto: la frase triste del popolo di Israele verso Dio. Così dirà il popolo di Israele: "Poiché sarebbe stato meglio per noi servire gli egiziani che morire nel deserto."
Quando si smette di confidare in Dio, il primo dei più grandi errori che noi siamo spinti a fare, purtroppo, è tornare indietro. Quando torniamo indietro, la Bibbia ci dice: "State fermi, fratelli, perché nessuno che mette mano all'aratro e poi si volge indietro è adatto per il regno di Dio."
Così dice il Signore. Fratelli, state fermi, poiché i tuoi occhi guardino diritto. Le tue palpebre mirino diritto davanti a te. Appiana il sentiero dei tuoi piedi e tutte le tue vie siano ben stabilite. Non deviare né a destra e né a sinistra. Ritira il tuo piede dal male. Amen.
Si torna indietro. Non era la prima volta che il popolo di Israele citava queste frasi. Anche nel capitolo 16 noi vediamo che il popolo in un momento di smarrimento, di scoraggiamento, disse: "O fossimo pur morti per mano dell'Eterno nel paese di Egitto, quando sedevamo presso le pentole di carne e mangiavamo pane a sazietà."
Questa è la tendenza dell'uomo tornare indietro. E quando si smette di avere fiducia in Dio si torna indietro, fratelli. Perciò la scrittura ci ha esortato questa mattina. Non ti muovere, non devi fare niente, rimani fermo. Amen. Gloria a Gesù.
E vado verso la conclusione, qualcosa che mi è piaciuto: come Dio si è rivolto a Mosè. Quindi l'Eterno disse a Mosè: "Perché gridi a me? Di ai figli di Israele di andare avanti." Amen. Allora il diavolo dice: "Guardati indietro, non vedi come stavi bene? Guardati indietro."
Quando ti guardi indietro e pensi al mondo. Ah perché tutto quello che i nostri occhi desiderano non lo neghiamo loro. Tutto quello che il nostro cuore brama non lo neghiamo. Quando eravamo nel mondo, guarda dietro, guarda indietro, torna indietro dice il diavolo. Ma l'Eterno dice a Mosè, perché gridi a me? Di al popolo che vada avanti. Amen.
Andiamo avanti, fratelli e sorelle. Non guardiamo indietro, non guardiamo a destra e a sinistra. Quando ci troviamo in situazioni così difficili, disperate, dove non si trova la soluzione, ricordati del Signore, rimani fermo e poi vai avanti. Gloria a Gesù.
Andiamo avanti dimenticando le cose che stanno dietro, protendendoci verso le cose che stanno davanti. Proseguiamo il corso verso la meta, verso il premio della suprema vocazione di Dio in Cristo Gesù. Amen. Non ricordate più le cose passate, non considerate più le cose antiche. Ecco, io faccio una cosa nuova, essa germoglierà, non la riconoscerete voi? Amen. Gloria a Gesù.
Il Signore vuole fare una cosa nuova nei nostri cuori, fratelli. Smettiamo di credere alle bugie del nemico e di sprecare il nostro tempo facendo prevalere le nostre forze. Ma accettiamo l'invito da parte dello Spirito Santo: non temere, stai fermo e vedrai la liberazione dell'Eterno. Amen. Gloria a Gesù.
Così vogliamo pregare. Padre, per questo tempo noi rendiamo gloria a te con profondo ringraziamento per l'assistenza dello Spirito Santo e della tua parola che ha parlato ai nostri cuori. Noi ti benediciamo col cuore perché sentiamo che è un amore immensurabile. L'Eterno è incondizionato, è venuto ad ospitare i nostri cuori. Sì, Signore, a visitare ognuno di noi.
L'amore di Cristo, quell'amore che benché fossimo mancanti, continua a curare il nostro spirito, la nostra anima e il nostro corpo. Grazie, Signore per la voce dello Spirito Santo che oggi ci dice: "State fermi, non temete e vedrete la liberazione dell'Eterno."
Così noi vogliamo prenderci questo tempo, Signore, fermarci alla tua presenza e consacrare il nostro cuore a te, perché, o Signore, nella nostra vita sia adempiuta la buona, accettevole e perfetta tua volontà. Grazie, Signore perché posso proclamare una grande benedizione sulla vita dei miei fratelli qui presenti e delle mie sorelle.
Accompagnaci alle nostre dimore, proteggendoci sotto il sangue tuo, Signore. Sigilla la tua parola. Te lo chiedo nel nome di Cristo Gesù. Amen. Amen. Amen.