La mano di Dio guarisce nella prova

Sono stato anch'io un adolescente. Adesso sono vecchio e fin dall'età di 14, 13 anni ho lavorato. Mio padre mi ha portato subito sui cantieri. Andavo a scuola e dopo aiutavo. Poi, siccome non volevo studiare—ero una testa calda—sono andato a lavorare. Quindi potete capire che non avevo grandi mancanze. Diciamo che avevo tutto quello che un adolescente può desiderare. Le mie giornate si svolgevano tra lavoro e uscite con compagni, amici, conservatorio, musica. Insomma, avevo tutto.

Però, fratelli e sorelle mie, succedeva una cosa puntualmente ogni sera. Quando tornavo a casa e mi mettevo sotto le coperte, sentivo un profondo vuoto. Un bisogno che sapevo qual era, però ero riluttante e dicevo: "Devo fare la mia vita, devo fare le mie esperienze", anche se quelle stesse esperienze non mi soddisfacevano.

E mi ricordo che questa situazione si è protratta per molto tempo, per lunghi anni, perché grazie a Dio sono cresciuto in una famiglia dove la fede c'era, c'era il Vangelo. Non c'era una vita vissuta, però c'era il Vangelo, la conoscenza della parola. E questo è una grazia che ho ricevuto da parte di Dio.

E questo Vangelo risuonava nella mia mente, anche se cercavo di sopprimerlo. Però sapevo di averne bisogno. E sono arrivato una sera dove non ce la facevo più. Il vuoto era enorme. Facevo un esame della mia giornata, uno screening, una radiografia. E dicevo: ho lavorato, ho giocato, mi sono divertito, ho avuto tutto, Signore, non ce la faccio più.

Presi la Bibbia e l'ho aperta. Fratelli e sorelle, non parliamo di caso, perché il caso con il Signore non esiste. Apro la mia Bibbia e in quei versetti leggo: "Rallegrati pure, o giovane, durante la tua giovinezza prendano piacere i tuoi occhi, fai quello che vuoi, ma sappi che alla fine darai conto al tuo creatore".

In quel momento ho capito che Dio stava parlando personalmente alla mia vita. Mi sono prostrato, in ginocchio, ho detto: "Signore, tu sei Dio e se sei Dio, se quello che ho sentito finora è vero, entra nel mio cuore".

Fratelli e sorelle, non è successo un bel niente, ma la mattina dopo ero una persona completamente diversa. La musica che ascoltavo prima per me era rifiuto. Le amicizie che frequentavo prima per me erano rifiuto. Le cose dove io prendevo piacere erano diventate ormai superflue. Quello che volevo era stare alla presenza di Dio.

Mi ricordo che chiamai mia madre. Lei forse non se lo ricorda. E dissi: "Io voglio andare al campeggio. Voglio andare a un campeggio". E mia madre disse: "Vabbè, chiamo il fratello, vediamo se c'è posto. Partiranno domani". Era qualche giorno prima. E io dissi: "Vabbè, chiama".

Allora mia madre chiamò il fratello Modunio. Non so quanti di voi lo conoscono. E il fratello Modunio disse: "Sì, sì, sorella, fallo venire". E io ringrazio Dio perché il Signore lì mi ha trasformato in maniera particolare, mi ha istruito in maniera particolare e ha messo dentro di me la voglia di servire il Signore.

Io voglio dirvi cose che noi già sappiamo, però tante volte le dimentichiamo. Soprattutto voi giovani, non date per scontato che siccome mamma e papà sono credenti, siccome mamma e papà si sono arresi all'opera di Dio, questo automaticamente vi immette nella salvezza. Non è vero. Il Signore è una benedizione particolare per coloro che lo servono. La parola di Dio dirà "fino alla millesima generazione", però tu devi fare e io devo fare un'esperienza personale con il nostro Signore.

Dobbiamo riconoscere il nostro peccato, dobbiamo andare a lui, dobbiamo confessarlo e, ascoltatemi bene, allontanarci dal nostro peccato. E allora otterremo la sua misericordia.

Grazie al Signore, nonostante quello che sono, mi ha lasciato andare avanti a fare determinate esperienze. Non sono sempre state belle esperienze perché noi siamo un po' particolari. Siamo come il popolo di Israele. Il Signore ci fa vedere una grande vittoria, una grande liberazione. Dopodiché pare che noi vogliamo sempre di più, ci stanchiamo della stessa mano e vogliamo fare di testa nostra.

Il Signore è stato buono, paziente con me, mi ha condotto e lo ringrazio. Mi ha fatto trovare una moglie, Priscilla. È un nome biblico bellissimo. Abbiamo iniziato questa relazione. Io ringrazio il Signore per la donna che ho trovato. Non sono parole fatte, non sono parole costruite, è la pura verità. Non si mette in mezzo quando si tratta di servire il Signore. Non dice: "Ma no, io devo, noi dobbiamo". Dice: "Ok, andiamo, andiamo". E questa è una grande cosa.

Invito le sorelle a non dare problemi ai vostri mariti. E invito i mariti ad amare le vostre mogli. Insieme si deve servire il Signore. Non siate di intralcio l'uno all'altro perché poi ne daremo conto al nostro Signore.

E quindi siamo andati avanti. Il Signore ci ha dato la grazia di avere due figlie. La prima si chiama Recel, la seconda si chiama Sara. Io servivo il Signore con tutto il mio cuore perché questo è quello che ho sempre sentito fin dalla mia arresa a lui. E quindi nella chiesa ero molto usato. Grazie a Dio mi ha dato la grazia di essere direttore di coro, monitore della scuola domenicale, di cantare. Insomma, il Signore mi ha riempito di onori.

Però un giorno—ero sempre in chiesa, nel luogo di culto, con i fratelli—un giorno ho incominciato ad accusare un dolore forte alla gola che credevo fosse un dolore ordinario e qualche placca, qualche mal di gola. E questo si è protratto per diversi giorni. La cosa incominciava a diventare particolarmente sofferente. A tal punto che non riuscivo quasi a respirare. Di solito quando hai male alla gola non riesci a deglutire e ti fa fastidio. E invece a me era l'aria che mi faceva fastidio.

Mi ricordo che in quel letto dissi: "Mio Dio, non ce la faccio più". Una sera in particolare non riuscivo a parlare. Ho detto: "Dammi un foglio perché non riesco a parlare". E mia moglie prese il foglio e mi disse: "Cosa vuoi da mangiare? Cosa vuoi che ti prepari?" Parlavamo così. Io scrivevo sul foglio. Non ce la feci più. Andai in ospedale.

Perché? A me m'hanno insegnato e ci credo fermamente che Dio guarisce. E quindi fino a quel momento non ero andato in ospedale perché credevo fermamente in un intervento di Dio. Ma ringrazio Dio perché l'opera di Dio è straordinaria. I suoi pensieri non sono i nostri. Le sue vie non sono le nostre vie.

Sono andato in ospedale, mi hanno esaminato. Eh sì, qualche placca, qualche cosa. Stai tranquillo. E mentre dicevano così, io sono crollato a terra. Non vedevo più niente. Ascoltavo solo. Fratelli, io ho provato la morte.

Perché ho provato la morte? Perché sentivo loro che dicevano: "Chiamate qualcuno. Chiamate i genitori. L'abbiamo perso. L'abbiamo perso". Io stavo sulla barella. Loro mi avevano messo sulla barella. E io sentivo tutto. Io non ero morto. Io sentivo tutto.

Piccola parentesi aperta. Noi non moriremo, fratelli e sorelle. La vita continua. La differenza è dove andremo dopo la nostra vita carnale. E io non stavo in una buona condizione. Vi spiegherò il motivo.

Il Signore per sua grazia mi ristabilisce. Mi fa aprire gli occhi. La gola mi fa tanto male. Vengo ricoverato. Incominciano a indagare e trovano un edema in stadio importante all'epiglottide. Qualche giorno dopo ricordo che una ragazza con il mio stesso problema morì in quell'ospedale.

E in quei momenti, fratelli miei, il Signore ha parlato tanto alla mia vita. Ecco perché lo ringrazio. Perché lui mi ha detto che io lo stavo servendo, ma lui non mi approvava. Perché stavo sempre in chiesa, facevo sempre attività, mi dimenavo da una parte e dall'altra. Ma non avevo comunione con lui.

Io voglio trasferirvi quello che ho nel mio cuore questa mattina. Smettiamo di canalizzare energie dove non servono. Il Signore, se ci ha chiamato a fare qualcosa nello specifico, facciamolo con tutto il nostro cuore, mantenendo la comunione con lui.

Perché tante volte noi pensiamo all'approvazione dei fratelli. "Stimato fratello Gianluca. Fratello Gianluca qui, fratello Gianluca là. Il pastore mi disse: 'Tu sei l'unico che fa più cose di me'". Ma il Signore non mi approvava.

E da lì è nata davvero in me quella fede grande. Ho detto: "Signore, perdonami. Io da ora in poi ti servirò seriamente". Ciò significa con la comunione completa con te.

Andammo avanti. Il Signore mi aprì delle porte. Stava per nascere Sara. Perdonatemi se mi sto prendendo un po' di minuti in più.

Stava per nascere Sara. Andammo alla visita consueta a cinque mesi. La ginecologa stava verificando se tutto fosse a posto, se tutto fosse in ordine. E mi ricordo che disse che ci metteva troppo tempo. Noi avevamo già capito che qualcosa non andava.

E poi alla fine disse: "Signor Mario, signor Ascianatico, state tranquilli. Ve lo dico solo per informazione. La bambina ha un qualcosa che non va alla testa. C'è una piccola massa, ma non vi preoccupate. Queste cose possono riassorbirsi. Non vi preoccupate".

Tornammo a casa fiduciosi che Dio sarebbe stato pronto a intervenire subito. Perché io questo so. Questo pratico. Questo vivo. Il Signore risponde ai suoi figli. E quindi siamo andati a lui, abbiamo gridato a lui. Abbiamo detto: "Signore, tu conosci i nostri cuori. Tu vedi la situazione. Vedi la montagna. Vedi il mare. Vedi i nemici. Ti prego, dacci una risposta".

E siamo tornati a nove mesi, convinti che il Signore avesse operato. Perché il Signore ascolta. Il Signore risponde. Sicuramente ha operato il Signore.

E vediamo che la ginecologa non solo sta tanto tempo, ma sta al doppio del tempo. Perché fece un altro esame e disse: "Signor Mario, signor Ascianatico, io ve lo dico. C'è una malformazione. C'è una massa che dà problemi al cervello. E questo può comportare sicuramente dei problemi motori, dei problemi intellettuali alla bambina. E quindi vorrei che voi andaste all'ospedale perché lì hanno strumenti più performanti. Io qui ho una macchina da studio. Andate lì. Vi prenoto e andate a vedere meglio la situazione".

Così abbiamo fatto circa una settimana dopo. Con questo macchinario, con questo strumento migliore. E il medico non fece altro che confermare quello che sapevamo già. Anzi, disse: "Signori, la massa è cresciuta. Non è rimasta tale. È arrivata a due centimetri. Immaginate due centimetri su un corpo così piccolino".

E quindi tornammo a casa e abbiamo gridato a Dio. Io continuavo a credere. Perché Dio è buono. La sua benignità dura in eterno. Lui è fedele.

E c'era qualche fratello che cercava di deviarmi. Diceva: "Ma adesso fanno gli interventi anche se è incinta. Vai, ti mando io con delle sonde. Intervengono. Levano la massa". Io ho detto: "Io credo nel Signore Gesù. E io credo che lui può operare nella mia vita e nella vita della bambina, nel corpo della bambina".

Andammo in ospedale. Lei doveva partorire. La ginecologa ci disse: "Guardate che la bambina verrà subito portata nel reparto di neonatologia perché deve essere assolutamente monitorata la situazione".

E così, diciamo, fu. Partorì. Fecero per l'ennesima volta lo stesso esame. Per l'ennesima volta la massa fu confermata.

Qualche giorno dopo arriva il giorno del parto. Penso il giorno dopo, non mi ricordo esattamente.

E quindi mia moglie partorì. La bambina le fu data. Tre giorni dopo io ero in ospedale. Viene il dottore e dice: "Signor Mario, voi siete in dimissioni".

Ok. E io dissi: "Dottore, ma spiegatemi la bambina. La massa. Cosa succede?"

E lui disse: "Signor Mario, io non so che dirle. Una cosa posso dirle: che prima la massa c'era. Adesso non c'è più".

Fratelli miei, questo è il nostro Signore! E io voglio lodare e ringraziare lui perché è buono. Perché la sua benignità dura in eterno. E nonostante quello che siamo, perché noi siamo un po' particolari, lui dimostra sempre pazienza con noi.

E io voglio dirvi, voglio ricordare: anche se i nostri peccati—perché questo tante volte è il limite—facciamo qualcosa e non abbiamo più il coraggio di tornare a lui. Cadiamo nello stesso peccato. Tante volte non abbiamo più il coraggio di tornare a lui. E quindi l'opera di Dio sembra che si fermi.

Io voglio ricordarti che quando anche il nostro peccato fosse davvero pesante, rosso come scarlatto, se diciamo la parola di Dio, diventerà bianco come la neve. Se solo noi riponiamo tutta la nostra fiducia nel nostro Signore e Salvatore.

Dio ci benedica.

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Ah, che bello stare nella presenza del Signore. C'è gioia e sazietà. Amen. Alleluia. E il mio cuore—come penso anche il vostro—gioisce nella presenza del Signore anche in questa occasione di stare insieme. Amen, a condividere la nostra fede, la nostra gioia di lodare e benedire il nome del Signore.

Alleluia! Per me veramente sono felice che in un mese siete venute due volte. Eh, wow! Amen. Non sono passati anni questa volta. Gloria a Dio! E spero che continui così, che ci possiamo vedere sempre di più per questo motivo. Amen. E questo è di lodare e benedire il nome del Signore. Amen. Siete d'accordo? Amen.

E preghiamo, soprattutto in questi tempi in cui noi viviamo, amen, che possiamo stare insieme per l'edificazione della chiesa. Amen. E noi sappiamo: Gesù l'ha detto, "Io edificherò la mia chiesa e le porte dell'Ades non la potranno vincere". Amen.

E ultimamente il Signore, mentre che meditavo su questo verso, mi ha fatto capire. Mi ha detto: "Fammi edificare la mia chiesa". E capisco che tante volte, fratelli, amen, noi facciamo troppo e non lasciamo fare il Signore. Amen. E quest'oggi vogliamo pregare e dire: "Signore, fai tu". Amen. "Fai tu".

Già sta facendo perché tante cose che ho sentito fino adesso mi sono di conferma di quello che il Signore ha messo nel mio cuore. Gloria a Dio. Amen.

Allora, prima di andare avanti, giustamente porto i saluti, amen, di tutte le nostre chiese. Il fratello Ross manda i suoi saluti pure. Gloria a Dio. Chiediamo: pregate per noi e noi pregheremo per voi. Amen. Alleluia. Perché c'è tanto bisogno. Amen.

E giustamente preghiamo, per un risveglio. Amen. Voi pregate per il risveglio. Amen. Alleluia. Sapete che già c'è il risveglio? Lo sapete? Già. Nessuno nessuno lo sa. Amen. Già c'è il risveglio. Gloria a Dio. Amen.

Perché noi crediamo fermamente che il ritorno di Gesù è molto vicino. Credete? Amen. Io ormai sento dalla parte del Signore ogni culto di parlare del ritorno di Gesù. Come dobbiamo parlare della salvezza che c'è in Cristo Gesù. Amen.

E oggi sento di condividere velocemente, prima che andiamo alla predicazione della parola di Dio, alla lettura, qualcosa di questo verso. Conosciamo benissimo questo verso in Apocalisse. Vi ricordate?

Apocalisse è l'ultimo libro della parola di Dio, la Bibbia. E noi leggiamo, gloria al Signore, che la Chiesa, gloria al Signore, ha questo grido dentro di sé, alleluia. E verso 20 del capitolo 22 dice: "Colui che testimonia queste cose dice: sì, io vengo presto. Amen. Sì, vieni, Signore Gesù".

Ok. Gloria a Dio. E la Chiesa deve avere questo desiderio. Sì. Gesù testimonia: "Io vengo presto". E la chiesa risponde: "Sì, vieni presto". Amen. Gloria a Dio. Alleluia.

Stavo meditando ieri questo fatto. Eh, quando si arrivano certe età, quando sei giovane, guardi sempre in avanti. Chi si ricorda quando aveva 18 anni, 16 anni, 17? Sempre avanti. "Ora mi sposerò. Ora avrò figli. Ora lavorerò. Ora mi compro questo. Ora mi compro quell'altro. Lavoro. Metto da parte". Amen. Sempre guardare avanti, avanti, avanti.

Quando si arriva, non so quale età, 55, 60, cosa fai? Guardi sempre indietro. Eh, io mi ricordo. È vero. Una volta era così. Io racconto storie, non è vero? Ormai sono arrivato a 55. Allora comincio a raccontare storie ai miei figli. "Una volta era così". E quando arriva una certa età guardi indietro sempre.

Fratelli, dobbiamo rimanere giovani nello spirito. Amen. E non dobbiamo guardare indietro, ok? Ricordare come Dio ha operato nel passato. Amen. Ma noi dobbiamo sempre guardare in avanti. Ci siete d'accordo? Amen. Alleluia.

Io aspetto il Signore. Amen. Egli è la mia speranza. La beata speranza. La sua apparizione. Gloria al Signore. E la chiesa deve avere questo. Non ci fermiamo sulle cose del passato. Gloria a Dio. Grazie per quello che è successo nel passato. Ma Gesù sta per ritornare e noi vogliamo gridare: "Sì, Signore, vieni presto". Amen. Gloria a Dio. Alleluia.

Ok. Gloria al Signore. Andiamo. Amen.

Capitolo 5 del libro di Daniele. Mi sento un po', sai com'è, quando non vedi amici per tanto tempo e quando vi incontrate avete tante cose da dire, vuoi dire tante cose, mi sto trattenendo in questo momento perché vorrei dire tante cose. Gloria al Signore. Sapete che vi voglio bene nell'amore del Signore. Amen. Gloria a Dio.

Ancora mi ricordo quella chiamata nel 2010. Quanti anni sono passati? 2010. Quindici anni. Eh, ho ricevuto questa chiamata. Era il fratello Davide e mi disse: "Pronto?" Ha detto: "Sì, io sono il fratello Davide, pastore della chiesa di Brindisi". "Pace, fratello, chi sei? Che cosa hai fatto? Come fratello? No, io ho mandato i miei giovani al campeggio e sono ritornati. Che cosa hai fatto? Ma non ho fatto niente. Alleluia!" E da quel momento, gloria al Signore, il nostro rapporto è iniziato e ci conosciamo. E grazie a Dio per questo. Amen. Gloria a Dio.

Ci siete stamattina? Amen. Ok.

Allora, capitolo 5 e leggiamo dal versetto 9 del capitolo 5 di Daniele. Leggeremo fino al versetto 12. Ci siete? Preghiamo un attimo.

Come siete? Amen. Gloria a Dio. Chiudiamo i nostri occhi. Gloria al Signore.

Padre, nel nome di Gesù continuiamo a affidare tutto nelle tue mani. Sappiamo, Signore, che senza di te noi non possiamo fare nulla. E chiediamo ancora la manifestazione, la guida, la potenza, l'unzione del tuo spirito su ognuno di noi, su di me, Signore, per dare la tua parola, quello che tu vuoi che io dica. E anche a tutti noi avere orecchie per ascoltare, cuori disposti ad accettare, ricevere la tua parola. Signore, mettiamo tutto davanti a te.

Grazie nel nome di Gesù. Amen. Amen.

Allora, versetto 9:

"Allora il re Belazzar fu grandemente turbato, il suo aspetto cambiò e i suoi grandi furono smarriti. La regina, a motivo delle parole del re e dei suoi grandi, entrò nella sala del banchetto. La regina prese a dire: 'O re, possa tu vivere per sempre, i tuoi pensieri non ti turbano e il tuo aspetto non cambi'. C'è un uomo nel tuo regno in cui lo spirito degli dei degli santi. E al tempo il tuo padre si trovò in lui intendimento, sapienza, simile alla sapienza degli dei. Il re Nebuknasar , tuo padre, il re lo stabilì capo dei maghi, degli astrologi, dei caldei e degli indovini. Perché in questo Daniele, a cui il re aveva posto il nome Bedshatzar , fu trovato uno spirito straordinario, conoscenza, intendimento, abilità nell'interpretare i sogni, spiegare enigmi, risolvere questioni complicate. Si chiama dunque Daniele ed egli darà l'interpretazione'".

Amen. Fin qui la lettura della parola di Dio. Gloria al Signore. Amen.

Allora, questa mattina, come ho detto, ho tante cose che vorrei condividere con voi, ma devo essere amen conciso, preciso in quello che sento nel mio cuore.

Ho iniziato quest'anno. Amen. Una parola il Dio mi ha dato all'inizio, proprio il primo gennaio. E da questa parola il Signore ha messo nel mio cuore qualcosa. Ve lo leggo. Si trova in Michea, gloria al Signore. Questo verso.

Michea capitolo 7, verso 7.

Ve lo leggo nella versione Diodati, non la nuova Diodati, ma la Diodati, ok? Tanti la chiamano la vecchia Diodati, ma non penso che la Bibbia si possa chiamare vecchia. Amen. E la Diodati gloria al Signore.

E dice così. E nella Diodati, amen, dice: "Ma io starò alla veletta riguardando al Signore. Io aspetterò il Dio della mia salute, il Dio mi udirà".

Gloria a Dio. E da allora ho letto questo verso. E giustamente uno si prega e gloria a Dio e chiede: "Signore, che vuoi dirmi?"

Ora, chi studia un pochettino della storia biblica sa che Michea, amen, persone come Michea, Sofonia, Amen, Abacuc, questi profeti, hanno vissuto in un momento difficile nella storia di Israele, ok? Pochi servivano il Signore, ok? Ed era difficile, posso solo immaginare, non posso capire, ma posso solo cercare di immaginare le difficoltà di questi profeti che avevano il fuoco di Dio, avevano la parola di Dio dentro di sé.

E vedere il popolo, amen, commettere delle abominazioni davanti al Signore e dichiarare di servire il Signore? Terribile.

E non voglio prolungarmi su questo fatto, ma credo che stiamo vivendo in un tempo dove tanti si proclamano cristiani, ma di Cristo hanno ben poca fede.

E non so se avete capito la testimonianza del fratello Gianluca. Lo volevo dire di rinarrare questo, ma poi il Signore lo ha guidato. E forse devo dare più enfasi sul fatto che questo fratello Gianluca che ha testimoniato era moltissimo impegnato nel campo del Signore.

E quando si trovò di fronte alla morte, Dio gli disse: "Io non ti approvo". Non so se questo vi ha toccato. Quando la prima volta che ho sentito questa testimonianza di Gianluca, da allora ancora, ancora sono spaventato.

Perché ho sentito altre testimonianze. Anzi, ho sentito la testimonianza di un fratello che stava morendo nel letto dell'ospedale. Era un diacono di chiesa, rispettato, amato.

E in quel momento nell'ospedale il suo letto era circondato dal pastore, dagli altri anziani. Cantavano inni, pregavano. Era un momento bellissimo.

E tutto a un tratto il fratello morente nel letto disse: "Ecco, lo sento". Lui sentiva dei passi nel corridoio. E tutti i fratelli che erano intorno al letto dicevano: "Che sta succedendo?" Lui dice: "Ecco, egli viene. Sto andando via". Stava per morire. E lui sentiva i passi e si pensò che era Gesù che stava venendo a prenderlo.

Tutto improvvisamente i fratelli che erano lì non hanno visto niente. Ma improvvisamente questo fratello grida e dice: "No, non tu. Non tu. Dov'è Gesù?" E morì.

Fratelli, non era Gesù che andava a prenderlo. Era un altro. E gloria a Dio in questi tempi. Amen.

Vogliamo, fratelli, vogliamo—scusate—stiamo leggendo spesso secondo Corinzi. Penso che conoscete questo verso. È famosissimo. Secondo Corinzi capitolo 13, verso 5.

"Esaminate voi stessi per vedere se siete nella fede, che conoscete Cristo, che Cristo è in voi o siete riprovati", dipende che versione leggete, fratelli. Alleluia.

Oggi è un giorno di grazia. Oggi è il giorno per servire il Signore. E se tu pensi che non stiamo in tempo di risveglio, state sbagliando. Oggi è l'occasione. Oggi c'è risveglio. Oggi in tutto il mondo c'è risveglio. Fratelli.

Stiamo sentendo in Cina il governo non riesce. Xi, il presidente, l'imperatore, sta mettendo nuove leggi ogni settimana cercando di fermare il risveglio nella chiesa. E non riescono. Più uccidono i pastori, più torturano le famiglie, più la chiesa cresce. Alleluia!

C'è risveglio in Inghilterra. Finalmente i fratelli si stanno svegliando. E stanno dicendo che le chiese si stanno radunando a pregare, a cercare la faccia del Signore lì in quelle terre.

Voi sapete nel regno della Gran Bretagna, amen, quanti risvegli potenti sono accaduti. E grazie a Dio piano piano il Signore sta chiamando il suo popolo.

Due giorni fa ho sentito qualcosa che può sembrare assurdo. Negli Stati Uniti, amen, le chiese si stanno radunando. Ci sono chiese. Forse non si sentono queste cose su YouTube e tutte queste cose, ma ci sono chiese, ci sono movimenti che stanno ritornando al Signore, alleluia, stanno gridando a Dio.

Sapete qual è il risveglio, fratelli? Non è perché tutti vengono in chiesa e cantiamo, alziamo le mani e siamo tutti allegri. Questo non è risveglio. Perché tanti pensano: "Ah, vedi quella chiesa, guarda quante persone sono lì, c'è tanta gioia, tutto". No.

Sapete qual è il risveglio? Quando si ritorna alla parola di Dio. Alleluia!

E io ho sentito questo e sono rimasto sbalordito. Mi hanno detto che c'è questo movimento negli Stati Uniti che si sono messi a pregare. È come i tempi di Giosia. Chi si ricorda Giosia? C'è qualcuno che si ricorda?

Il re Giosia iniziò a regnare a otto anni. A sedici anni disse: "Io ho desiderio di servire il Signore come mio padre Davide". Amen. Il padre, suo padre biologico non era Davide, ma il suo padre spirituale sì. Alleluia!

E Giosia cominciò a cercare la faccia del Signore. E man mano Dio gli ha aperto le porte. Al punto che guardate quanto era grave la lontananza del popolo di Dio. Non avevano più letto la Bibbia. Come puoi servire il Signore se non leggi la Bibbia?

E vi ricordate? Hanno trovato, mentre che stavano pulendo, amen, il tempio, hanno trovato una porzione di scrittura. Tanti dicono era Deuteronomio. E quando l'hanno trovato, l'hanno portato davanti al re. Il re disse, leggiamo. E mentre che leggevano, sentivano la legge, i comandi, le benedizioni e le maledizioni del Signore. Alleluia! E risveglio è scoppiato. Gloria a Dio!

E negli Stati Uniti, guarda, vi dico, forse anche voi rimarrete sbalorditi. Chiese che stanno ritornando alla dottrina biblica. C'è un movimento che stanno, le sorelle hanno letto la Bibbia in preghiera e cominciano a rimettersi. O forse loro non si sono mai messo, si mettono il velo quando oggi si dice: "Ma il velo è solo". Che cos'è? È tradizione. Il velo è solo tradizione. No, il velo non è tradizione. Andate a leggere la Bibbia.

Ci sono tante altre cose che sono tradizione, sì. Ma quello che è scritto è scritto, è parole di Dio. E io quando ho sentito questo ho detto: "Mo Gesù veramente sta per ritornare". Amen. Alleluia!

Ci siete? Amen. Amen. Gloria a Dio. Perdonatemi, voi non vi sento. Siete silenziosi, mi preoccupa. Amen. Gloria a Dio. Alleluia.

Ok, andiamo avanti. Abbiamo tempo oggi, fratelli. Non è un giorno speciale. Il culto può durare più tempo oggi. Amen. Sto scherzando, sto scherzando. Gloria a Dio. Amen.

Ok, torniamo al nostro testo. È tutto collegato, fratelli, è tutto collegato.

Sento nel mio cuore di condividere questo episodio della Scrittura.

Allora, io spero non abbiamo letto tutto il capitolo, bisognava leggere tutto il capitolo, non l'abbiamo letto. E spero che vi ricordate questo episodio nella parola di Dio. Cerco velocemente di darvi contesto in questo momento.

Il re, amen, questo re Belazzar . Belazzar era il figlio di Nebuknasar . Ora il re Nebuknasar era la testa d'oro sulla statua che Daniele aveva interpretato il sogno del re Nebuknasar . Chi si ricorda? Chi si ricorda? Pochissime.

Ok. Ricordate, fratelli, che noi stiamo ancora vivendo il tempo della statua di re Nebuknasar . Ok. Amen.

Noi ci troviamo alle dieci dita dei piedi. Amen.

Cosa succede dopo che il re Nebuknasar ha visto la statua? Amen. Oro, argento, bronzo, ferro. Poi vede queste dita di ferro di argilla. Amen. Poi cosa ha visto? Chi si ricorda? Ah, la pietra. La pietra. Com'era questa pietra? Non era opera di mano d'uomo. E venne dal cielo. Alleluia! E dove andò questa pietra? Ai piedi. Cosa è accaduto? La statua non c'era più!

Questo racconta che quando Gesù verrà, egli verrà, amen, metterà fine a ogni regno degli uomini. Ed egli stabilirà il suo regno sulla terra. Gloria a Dio. Alleluia. Amen!

Allora, questo era il figlio di Re Nebuknasar . Ovviamente il regno, il governo più potente di quel tempo, era un governo globale. Ok? E questo è importante ricordare. Questo è particolare, fratelli. Noi stiamo aspettando le dieci dita, ferro e argilla. Sarà l'ultima, ok? Regno, governo globale. Ok? E noi leggiamo sia in Daniele sia in Apocalisse: dieci re devono sorgere, ok? E governeranno. Ad essi è stato dato di governare.

E dai dieci re cosa nasce? Chi si ricorda? Tre cadranno e un piccolo corno sorgerà. Chi è questo piccolo corno? È l'anticristo. Gloria al Signore.

Scusatemi, fratelli, dobbiamo parlare degli ultimi tempi. Dobbiamo parlare delle profezie che riguardano gli ultimi tempi. Amen.

In Daniele, alleluia, se voi vi ricordate, se andate alla fine, scusatemi, io dico che i pentecostali, amen, predichiamo senza filtri. Siamo così. Gloria a Dio. Ci lasciamo guidare dallo Spirito Santo. Amen.

Guardate Daniele 12, versetto 10 dice questo, parlando degli ultimi tempi:

"Molti saranno purificati, imbiancati, affinati, ma gli empi agiranno empiamente e nessuno di loro intenderà".

Qual è la caratteristica delle persone che sono lontane dal Signore? Non intendono, non capiscono la volontà di Dio. Vivono la vita materiale, vivono nella loro vanità, sono ciechi. Alleluia.

Ma dice qui: "Ma intenderanno i saggi". Chi sono questi saggi? Chi sono i saggi? Coloro che ricercano la faccia del Signore.

Stamattina è stato letto un salmo. Io desidero te. Io voglio stare con te, voglio abitare nella tua casa, fratelli. Solo quelli che desiderano stare nella presenza del Signore e stanno lì riceveranno intendimento.

Non è basato sulla mia capacità fisica o intellettuale. Non è basato sulla mia esperienza, quanti anni ho servito il Signore o quante volte ho letto la Bibbia. Ma dipende dalla tua comunione. Stare nella presenza del Signore significa desiderare Cristo. Cristo è il nostro pastore. Alleluia! Il capo degli eserciti dell'Eterno. Egli ci guiderà. Egli ci indicherà. Alleluia. Gloria a Dio.

Guarda, fratelli, perché sto dicendo così? Perché Belazzar ha visto la gloria di Dio nella sua vita. Questo pagano ha visto la gloria di Dio nella sua vita.

Ascoltate: tanti sono cresciuti nella chiesa. Tanti sono cresciuti sentendo le parole del Signore. Non ignorate questo giovane. Non rifiutate la parola del Signore. Non rifiutate l'insegnamento di Dio.

Ma come è stato detto nella testimonianza, tutti noi dobbiamo fare la nostra esperienza. E vi imploro, giovani, cercate il Signore. Fate le vostre esperienze, perché lui vive e vuole vivere nel vostro cuore.

Questo figlio ha visto la gloria di Dio, dove? Dove ha visto la gloria di Dio? Nel suo padre.

Non so se vi ricordate, ma in questo capitolo, ora non prendo il tempo da leggere, ma se leggete questo capitolo a casa, lo Spirito Santo vi rimprovera.

Ora, perché leggiamo che fu grandemente turbato, l'aspetto cambiò e i suoi grandi furono smarriti? Perché stavano facendo un banchetto?

Pensate, lui viveva nel lusso totale. Viveva nella ricchezza e nel potere totale. Ha fatto un banchetto con mille dei suoi grandi. E mangiavano, godevano della vita. E gli venne l'idea di andare a prendere gli utensili che suo padre aveva preso allora.

E ricordate se Nebuknasar aveva preso gli utensili del tempio e aveva portato via il popolo di Dio è perché era uno strumento del Signore. Amen. Nebuknasar non ha agito per sua volontà. Dio lo ha comandato.

Ricordate: Dio è colui che governa su tutto. Eh, non guardate questi leader che sono nel mondo adesso e pensate: "Guarda che potenza". No, no. Sono lì perché Dio li ha posti lì e serviranno Dio come il re Nebuknasar .

E quando questo figlio di re Nebuknasar , Belazzar , ha preso gli utensili e hanno cominciato a bere dalle coppe, vi ricordate? E hanno cominciato nella loro ubriachezza a lodare il dio di argento, d'oro, di legno, con le cose consacrate al Signore.

E una mano apparve e scrisse sullo stucco della parete: "Mene, mene tekal ufarsim". E in quel momento, nella sua ubriachezza, vide questa mano. Vide questa scritta. Non riusciva a leggere. E fu turbato.

Allora fece chiamare tutti gli astrologi per venire a vedere. Qualcuno lo può interpretare? Allora entrò la moglie del re Belazzar . Rischiò la vita. Entrò nella sala del banchetto.

Ora ricordate. Allora le donne non erano ammesse a festeggiare insieme ai grandi. Vi ricordate la storia di Ester?

Ed ella entrò. E faccio una parentesi: è stato detto. Marito e moglie devono servire il Signore insieme. Amen. Molte volte le mogli hanno un ruolo importantissimo nel loro ruolo di mogli.

Oggi nella Chiesa stiamo insegnando cose diverse. Vogliamo cambiare i ruoli. Ma quando stiamo nella volontà di Dio, Dio si manifesta.

Andò dal re che era confuso. Erano smarriti. Non sapevano cosa fare. E disse: "Nel tempo di tuo padre c'era un uomo. C'è un uomo nel tuo regno". Gloria a Daniele!

Però voglio solo sottolineare una cosa. Lo Spirito Santo attraverso Daniele, con l'interpretazione, racconta al figlio: "Non ricordi quando tuo padre, al culmine del suo potere, Dio lo visitò e lo trasformò in una bestia del campo?

Per sette anni visse come una bestia. Le sue unghie diventarono come artigli. Amen. Piume crebbero sulle sue spalle, e la rugiada lo bagnava sempre. E mangiava l'erba del campo per sette anni.

E quando questi sette anni si conclusero, Amen, e tornò in sé, cosa fece il re Nebuknasar? Glorificò Dio e disse: "Non c'è nessuno come te". Alleluia!

E lo Spirito Santo fa ricordare questo fatto a Belazzar .

E voglio ripetere: non solo ai giovani, ma anche agli anziani. Non dobbiamo guardare né a destra né a sinistra, fratelli, per avere un risveglio. Non abbiamo bisogno di un grande predicatore per avere un risveglio.

Abbiamo bisogno di umiliarci davanti a lui. Riconoscere che siamo nulla e che abbiamo bisogno di lui.

Leggete Deuteronomio, capitolo 8, versetto 11. Guardate bene: "Guardati dal dimenticare l'Eterno, il tuo Dio, giungendo a non osservare i suoi comandamenti, i suoi decreti e i suoi statuti che oggi io ti do.

Perché non avvenga dopo aver mangiato e sazietà e aver costruito e abitato belle case, dopo aver visto le tue mandre, le tue greggi moltiplicarsi, il tuo argento, il tuo oro aumentare e tutti i tuoi beni crescere, che il tuo cuore non si innalzi e che tu dimentichi l'Eterno, il tuo Dio, che ti ha fatto uscire del paese dell'Egitto, della casa di schiavitù, che ti ha condotto attraverso questo grande e terribile deserto, lungo luogo di serpenti ardenti e di scorpioni, terra arida senza acqua, che ha fatto sorgere per te l'acqua della roccia durissima, che nel deserto ti ha nutrito di manna, che i tuoi padri non conoscevano, per umiliarti e per provarti e per farti alla fine del bene. Alleluia!

Guardati dunque dal dire nel tuo cuore: la mia forza, la mia potenza, la mia mano mi ha procurato queste ricchezze. Ma ricordati l'Eterno, il tuo Dio, perché è lui che ti dà forza per acquistare ricchezze, per mantenere il patto che giurò ai tuoi patri oggi".

Fin qui. Fratelli, c'è bisogno che noi ci umiliamo. Gloria a Dio.

Devo concludere. E concludo con questo. Noi non dobbiamo lasciare le vie che ci sono state comunicate. Non dobbiamo assolutamente trascurare la chiamata di Dio che abbiamo ricevuto. Fratelli, continuiamo a cercare la faccia del Signore. Stiamo fermi.

Come vi ho detto all'inizio di quest'anno, amen, in quel verso di Michea, gloria al Signore, ho capito questo. Il Signore ci chiama a stare fermi, aspettare l'Eterno.

C'è chi può dire: "Ma fratello, intorno a noi stanno accadendo tante cose. Non devi vedere quelle cose. Devi guardare al Signore. Devi tenere i tuoi occhi fissi sul Signore. Amen. Lui si mise nella torretta. Abacuc si chiuso nella torretta. Amen. Gloria a Dio. Anche lui nella torretta si è chiuso per non guardare, non guardare ciò che Israele stava commettendo. Non guardare il peccato intorno.

Ma il Signore disse: "Cercami, cercami. Aspetta. E quando io ti parlerò sii pronto a scrivere".

E Michea dice: "Io aspetterò il Dio della mia salute. Ed egli mi esaudirà". Alleluia!

Chi aspetta il Signore? Io non ho bisogno di andare in altre fonti, fratelli. Io ho la fonte. Io ho la fonte. Alleluia!

E se io continuerò, anche se fratelli tante volte e capisco, possiamo essere scoraggiati, ci possiamo pure stancare. Ma ricordati, Gesù disse. E tante volte noi usiamo questo per l'evangelizzazione, ma questo è per noi.

"Venite a me, voi tutti che siete travagliati e aggravati. Tante volte noi siamo travagliati e aggravati. Portiamo pesi. E il Signore disse: 'Prendete su di me il mio giogo. Portate il mio peso'".

Allora, che vuol dire fratelli? Se noi vogliamo la pace del Signore, vogliamo la forza del Signore, togli, metti i tuoi pesi. Togli quel giogo che tu stai portando. Quei pesi della tua vita, mettili ai piedi del Signore. Metti i tuoi desideri ai piedi del Signore. Metti il tuo futuro lì ai piedi del Signore.

Il giogo del Signore che è dolce è leggero. Lascia che il Signore ti insegni la mansuetudine, l'umiltà. Alleluia!

E tu camminerai nello shalom di Dio. Lo shalom di Dio non vuol dire, alleluia, che noi stiamo bene, no, che stiamo bene, che stiamo nella salute, siamo forti, siamo consapevoli della volontà di Dio. Amen. Comprendiamo quando agire, quando non agire, quando parlare, quando non parlare. Gloria a Dio.

Questo è lo shalom di Dio. Amen. Amen.

Signore, aspettiamo il Signore. E come ho detto prima, sai, quando sei giovane vedi in avanti. Quando sei più anziano ricordi il passato. Quando ho detto questo all'inizio di quest'anno anche con i giovani stiamo facendo studi che il Signore mi sta portando i personaggi della Bibbia e attingere della loro vita, della loro testimonianza. Amen. Per avere forza e coraggio per andare avanti.

E uno di questi ovviamente è Daniele. E noi sappiamo che Daniele quando entrò in Babilonia era un adolescente. Verso la fine del libro vediamo un uomo, amen, che quasi aveva novanta anni, Daniele. E fratelli, vi voglio incoraggiare questa mattina che Dio ci ha chiamati a servirlo. Ognuno di noi. E vogliamo continuare a servirlo.

Daniele è un esempio di un uomo che con tutte le difficoltà che lui aveva, continuò fino alla fine a servire il Signore. La testimonianza è amen che Daniele, alleluia, aveva uno spirito straordinario. Alleluia. Amen!

Che significa? Che loro vedevano in Daniele la presenza di Dio, l'amore di Dio, la santità di Dio, la forza del Signore, il coraggio di Dio. Alleluia!

E fratelli, io voglio questo. E questo non viene da me. Viene dal Signore. Ed è possibile che anche tu e io possiamo avere questo spirito straordinario. Alleluia! Per comprendere.

Ora, in questo caso, Daniele doveva interpretare. Doveva risolvere un enigma. Ma fratello, il Signore ti vuole usare, amen, per aiutare gli altri. Quante persone intorno a te hanno bisogno? Ditemi quanti, tantissime. Nelle famiglie ci sono tanti bisogni. E noi abbiamo bisogno di essere ripieni dello Spirito straordinario, lo Spirito Santo, lo spirito di Cristo, per essere strumenti di Dio in momenti particolari come questi. Gloria al Signore!

Daniele rimase fedele. Vi voglio solo menzionare Daniele. Ritornando al capitolo 12 di Daniele, questa è la fine della sua vita. Dio gli dà rivelazioni. E noi sappiamo Daniele ha avuto rivelazione sia per il suo tempo, per il tempo dopo di lui e per questi tempi. Daniele, amen, Dio gli diede rivelazioni dei nostri tempi.

E vabbè, ve lo racconto così. A casa lo potete leggere. E Dio gli stava parlando. Gli stava rivelando. E Daniele che capite che in questo momento Daniele era quasi novanta anni.

Ditemi che fanno i novantenne? Che vogliono fare i novantenne? Andare a giocare a calcio, andare a caccia? Che fanno i novantenne? Nessuno mi risponde. Se vogliono riposare, no? Mangiare quelle cose che gli piacciono, lasciami in pace, voglio stare tranquillo. No.

Guardate Daniele. "Signore, ma io non capisco. Ho bisogno della rivelazione". Daniele non si ferma. Daniele, anche se aveva novanta anni, non stava guardando indietro. Sempre in avanti guardava. "Voglio capire. Voglio intendere, Signore. C'è qualcosa da fare, Signore. Tu stai preparando qualcosa, Signore. Voglio intendere".

Il Signore gli disse: "Guarda, Daniele, questo è per un tempo molto lontano. Tu vai e ora ti riposi", parlando della sua morte.

Ma l'attitudine è quella che è. Fratelli, non vogliamo essere come Belazzar . Dimenticare, trascurare l'opera di Dio, la potenza di Dio. Che Dio è seduto sul suo trono.

Non vogliamo. Vogliamo essere come Daniele. Che rimase fermo. Che continuò a servire Dio nell'età giovane fino all'età anziana. Non ti fare distrarre dalle cose intorno a te, fratello, sorella.

Se c'è qualcosa da fare in chiesa, mettiti a disposizione. Dì al pastore: "Pastore, non so se c'è qualcosa da fare. Io non lo so, ma io sono qui".

Quanti sto incoraggiando ultimamente a dire: mettiti a disposizione. Servi il Signore. Non devi pensare: "Ah, io voglio il pulpito o io voglio questo, io voglio quest'altro". No. Servi il Signore. Mettiti a disposizione.

Daniele servì Dio fino alla fine. Fratelli, vi voglio incoraggiare. State aspettando il Signore? State cercando la sua faccia? Siete preoccupati delle faccende della vita?

Io capisco che chi ha famiglia, chi ha un mutuo, chi ha bollette da pagare, capisco. Tutti siamo. Volete guardare l'uno e l'altro. Guardatevi. Guardatevi. Guarda la persona a fianco a te. Guarda. Li state guardando e dite a voi stessi: siamo tutti nella stessa barca. Avete capito? Siamo tutti nella stessa barca.

Perché se ci sono altri che fanno male io sono peggiore di te. È vero. In Puglia fanno male. E ci sono tanti che vanno in giro. Oh, male è vero, fratelli. Siamo tutti nella stessa barca. Tutti abbiamo problemi. Tutti abbiamo da combattere. Tutti dobbiamo lottare. Tutti piangiamo.

Tutti tante volte siamo disorientati. Tutti tante volte ci troviamo e diciamo: "Ma c'è una via di uscita?" Io mi sono trovato. Tante volte mi trovo. Signore, ma c'è una via di uscita. E quando ti metti lì al trono della grazia e preghi, lo Spirito Santo dice: "L'Eterno, il tuo Dio, è in mezzo a te. Per liberarti, alleluia, per sostenerti". Gloria a Dio.

Allora, fratelli, vogliamo servire il Signore. Non dimenticare. Amen. E mentre che cerchiamo il Signore, lo Spirito Santo verrà. Egli è già in mezzo a noi. Fratelli, volete alzarvi in piedi?

Vogliamo ora. Questo è un momento di stare davanti alla presenza del Signore. Fratelli, noi siamo nella presenza del Signore.

E tu questa mattina puoi pregare. Questa mattina ti puoi consacrare. Questa mattina ti puoi ravvedere. E non ti vergognare di ravvederti. Se c'è bisogno di umiliarti, umiliati perché Dio ti sta chiamando.

Se abbiamo trascurato la parola di Dio, se abbiamo trascurato la volontà di Dio, devi solo tornare indietro. Devi tornare al Signore. E in un attimo il Signore ti ristorerà. Se riconosci che tante cose ti hanno distratto e ti hanno allontanato dalla volontà di Dio, il Signore ti sta chiamando. Torna. Voglio ritornare a te, Signore. Torna. Alleluia. Gloria a Dio.

Il buon pastore chiama le sue pecore. Se questa mattina tu senti la voce del Signore nel tuo cuore, non lo rifiutare. Se sei giovane, se sei anziano, alleluia, il Signore ti sta chiamando. E noi non vogliamo assolutamente rifiutare l'appello del Signore.

Io non so come tu ti senti. Però io so una cosa: che Dio ti sta chiamando. Forse in questo momento ti stai facendo tanti ragionamenti. Eh, ma questo. Quell'altro no. Una cosa bisogna fare: tornare a Dio. Mettere la tua vita davanti a lui.

Ora io non so se c'è qualcuno che sente il bisogno. Io non lo so. Voglio lasciare libero. Ma mentre che cantiamo il canto Ritorno a te che abbiamo cantato stamattina, Alleluia, pregherò. Preghiamo.

Se tu senti il Signore che ti chiama, ti rendi conto, umiliati, ritorna al Signore. E se vuoi venire, hai bisogno di preghiera, amen. L'altare è aperto proprio se hai bisogno di preghiera. E qualcuno pregherà per te. Però questa mattina non rifiutare l'appello del Signore.

Dall'altare rispondi al Signore. Amen. Semplicemente veniamo al Signore. Alleluia. Per favore, non vogliamo essere distratti. Vogliamo cercare la sua faccia in questo momento. Cerchiamo il Signore con tutto il cuore. Alleluia.