Il braccio esteso della chiesa
Credo che il Signore vi stia benedicendo perché sto introducendo il nuovo responsabile del Centro Sud, il fratello Manuel, che poi sentirete al mio posto. Abitando a Reggio Emilia, mi prenderò cura del Centro Nord. Inoltre, sono anche l'amministratore nazionale dell'associazione, quindi ho alcune cose da fare. Il fratello Manuel, grazie a Dio, mi sostituirà piano piano in tutto il Centro Sud, visto che ci divideremo le responsabilità. Quindi pregate per questo e ringrazio anche il campo dei Gedeoni di Brindisi per quello che state facendo. Ieri sera ne abbiamo discusso un po'. Andate avanti così, sempre si può fare meglio.
Abbiamo cantato che vogliamo dare tutta la nostra vita al Signore. Io credo che per il Signore troveremo sempre il tempo di dedicarci a lui. Basta parlare al nostro vicino di casa, basta parlare con le persone che lavorano con noi, con il benzinaio dove andiamo, con il barista dove andiamo a prendere un caffè, con i nostri parenti, forse che non sono credenti. Quindi il Signore ci può usare in maniera veramente forte per l'avanzamento del suo regno.
Chi sono i Gedeoni? È un'associazione che nasce 120 anni fa, e gloria a Dio dura da 120 anni. Noi tocchiamo con mano come vediamo veramente delle opere grandi che il Signore fa. Sono miracoli grandi, grandissimi, e spesso la differenza la facciamo noi di quanto sono grandi. Per il Signore sono miracoli, ed è bello che nella sua Parola ci dice che quando solo uno si converte, uno solo basta perché nel cielo si faccia festa. Quindi non è il numero ma è la qualità dei cuori che il Signore cerca da strappare al mondo.
La Gideons International ha la sede centrale a Nashville in America. Quindi esistiamo davvero. Siamo materialmente presenti, abbiamo una sede, e da qui viene gestita tutta l'associazione che lavora in 200 paesi del mondo. È un'associazione formata da professionisti cristiani, imprenditori e altre categorie, come abbiamo visto anche nel campo di Brindisi.
Qualcuno ha detto che siamo il braccio esteso della chiesa. Cosa vuol dire? Io sono nato in una famiglia di credenti e frequento l'ambiente evangelico da 25 anni. Non ho 25 anni come potrebbe sembrare da quello che dico; ne ho 54. Sono cresciuto in questo ambiente, ho avuto la mia strada, i miei allontanamenti e la mia conversione, grazie al Signore.
Delle chiese che si occupano di lavorare in settori specifici come l'evangelizzazione, io non le ricordo. Ho fatto tende, concerti, distribuzioni, evangelizzazione in piazza, tutte cose che probabilmente fate anche voi come chiesa. Volantinaggio, invitate le persone nel locale perché c'è una riunione speciale per loro. Ma lavorare come vedremo in alcune aree specifiche, organizzandosi e avendo come mira solo queste aree, io non lo ricordo. Posso sbagliarmi, ma non ricordo una cosa del genere.
Quindi il braccio esteso della chiesa significa che noi prendiamo il campo dei Gedeoni di Brindisi di questa chiesa e lo facciamo arrivare in queste aree che vedremo dopo, in maniera specifica. Si torna in quelle aree, ci si organizza e si battono quelle aree una volta al mese, due volte al mese, così come si vuole organizzare il campo.
"Andate per tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura". Questo è il mandato del credente. In fondo lo abbiamo nel nostro cuore. La lode, l'adorazione, stare insieme va tutto benissimo, ma poi questo momento bello di grande benedizione finirà e noi torneremo là fuori con i nostri combattimenti, a cercare, con l'opera dello Spirito Santo nei nostri cuori, di strappare delle anime al mondo. Andate per tutto il mondo e predicate il Vangelo. Ce l'abbiamo nel nostro cuore stampato.
Un paio d'anni fa ero in una conferenza internazionale che si tiene negli Stati Uniti ogni anno. Ero a Dallas. Sono andato un attimo in bagno. Voi pensate: 4000 partecipanti, una cosa enorme, sale enormi. Rientro in questa sala e sul palco trovo questo signore. Mi dico: ho sbagliato sala. Aveva una cresta, tatuaggi da tutte le parti. Ho detto: "Boh, sarà un raduno di non so che, non il nostro di sicuro". Ma questo signore, Brian Cole, parte con la sua testimonianza ed era una testimonianza da brividi.
Il Signore va a cercare quelli che hanno bisogno, non i buoni, non i guariti. Il Signore va a cercare quelli che hanno bisogno. Questo ragazzo, dopo il divorzio, ha vissuto per la strada, bullizzando. Una frase che mi ha colpito, che mi porterò nel cuore perché è forte: lui dice: "Io non so quanti ragazzi adolescenti ho avviato alla prostituzione e allo spaccio e alla droga. Non li conto più. Quanti ragazzi ho avviato su queste strade?".
Lui c'era dentro, rubava nelle case, è stato in carcere. Entrava e usciva dal carcere. Ma all'età di circa 20 anni mi stringe moltissimo della sua testimonianza. Circa a 20 anni inizia a farsi delle domande perché lo Spirito Santo iniziava a parlare al suo cuore. Si chiese: "Ma una vita vissuta così ha senso? Rubare, scappare sempre dalle autorità, andare in carcere, uscire, tornare in carcere, prendere i ragazzini e avviarli? Che vita è?". Sicuramente capisce che non c'è nient'altro.
Questo pensiero lo portò a frequentare una setta che lo tenne legato per 10 anni a una grande dipendenza. E ho parlato di setta, e lui per 10 anni fu legato alla dipendenza del bere sangue umano. Era una setta molto particolare. Per 10 anni è stato legato e non ne veniva fuori. La sua vita andava avanti e la sua vita non cambiava. Evidentemente stando nella setta continuava comunque a spacciare, a sviare i ragazzini, a fare tutto quello che aveva sempre fatto.
Una volta in carcere arriva e trova un Nuovo Testamento. Lo legge, e questa è l'opera che fa, ed è quella che mi piace di questa associazione. Perché la conversione è qualcosa che fa lo Spirito Santo, è qualcosa che fa il Signore. Io ti posso dare un libro. Io ti posso dare la Parola di Dio, ma nel cuore io non posso operare. Lo fa lo Spirito Santo.
Lui prende questo Nuovo Testamento, inizia a leggerlo e capisce. Con le sue esatte parole, capisce che qui dentro c'era un messaggio particolare che a lui piaceva, ma non ne capiva il significato. Ricordate Filippo e il suo cameriere? "Io sto leggendo, ma se non c'è nessuno che mi spieghi, come posso continuare a leggere?". Infatti stava tornando a casa suo un po' amareggiato. Il cameriere gli spiega il piano di salvezza.
Se voi vedete bene qui c'è scritto "pastore Brian Cole". Quindi qualcosa è successo nella sua vita. E oltre a curare delle chiese, sapete di cosa si occupa nello specifico? Si prende cura di tutti quegli adolescenti che sono per strada, lì dove lui può arrivare. Perché lui dice: "Meglio di me nessuno sa che cosa stanno passando quei ragazzi in quell'età, soprattutto se hanno famiglie sfasciate e vivono per strada".
Si occupa di questo. Noi ci fermiamo all'apparenza, ma il Signore va oltre. Grazie a lui, non lo dico io, ma ho una grande consapevolezza del Signore. Da dove m'ha tirato fuori? Ma io non sarei morto per uno come me. Io per uno come me non l'avrei salvato. Ma grazie al Signore Gesù che va oltre. Perché come abbiamo cantato, l'amore di Dio va oltre quello che è il nostro peccato e ci viene a cercare.
Sì, un disgraziato. Ma oggi è qualcuno che serve il Signore e fa in modo che il piano di Dio possa andare avanti su questa terra. Gloria a Dio!
E la cosa che mi preme sottolineare: questo Vangelo ha parlato da solo! Ha parlato da solo! Che bello!
In Italia abbiamo 110 campi da nord a sud. Siamo circa 1300 iscritti. Siamo in 200 paesi del mondo, e questi Nuovi Testamenti vengono tradotti in 110 lingue. In 126 anni abbiamo distribuito 2 miliardi e mezzo di bibbie. Seguitemi: 2 miliardi e mezzo di bibbie! Solo noi, ma lo fate anche voi come chiesa. Lo fanno tante altre associazioni.
Quando il Signore tornerà, davvero nessuno potrà dire "Io non lo sapevo". No, lo hai rifiutato. Che cosa è un'altra scelta ben precisa, perché da qualche parte il Vangelo, la buona novella, è arrivata sulla tua strada.
Qui c'è una sorella del campo dei Gedeoni di Fano. Quando abbiamo aperto il campo, lei, quando ho presentato come questa mattina alla chiesa, mi è corsa davanti. Io fratello Tre ho tirato fuori il suo Nuovo Testamento rosso. Adesso vi dico il perché. Dice: "Io mi sono convertita attraverso questo". Mi ha raccontato la sua storia. Lei è una ragazza inglese, e in Inghilterra i Nuovi Testamenti sono rossi, non blu.
Davanti a una scuola, quando era piccola, ha ricevuto il Nuovo Testamento. Lei lo ha preso e lo ha portato a casa e lo ha riposto in un cassetto da qualche parte. Ha fatto il suo corso di studi, e a circa 20 anni, sapete che ci sono quei ragazzi alla pari che vanno negli altri paesi a studiare? Lei venne in Italia.
Dice: "Ma io potevo portarmi solo quella valigetta da 12-15 kg, niente di più. E siccome sapevo che andavo in una nazione nuova, dovevo imparare la lingua, i modi di fare, mi volevo portare un libretto, un libro, ma anche come libro dovevo portarmi qualcosa di molto piccolo". Prende il Nuovo Testamento, lo vede e lo mette in borsa.
Tanto che viene in Italia, tanto che inizia a studiare, a cercarsi un lavoro. Insomma, a entrare nella nostra società. Cosa faceva nel tempo libero? Ha iniziato a leggere semplicemente il Vangelo, il Nuovo Testamento. Secondo voi cosa è successo? Leggi oggi, leggi domani. Ha detto: "Aspetta, ma io devo ancora una volta trovare qualcuno che mi dice cosa c'è scritto. Perché qua dentro ci sono scritte delle cose molto interessanti".
Ha trovato una chiesa, le hanno spiegato il piano di salvezza, e dietro questo libricino lei me l'ha fatto vedere. Ho un'altra fotografia a casa. Puoi mettere la firma e la data di quando il Signore è entrato nel tuo cuore. Lei me l'ha fatto vedere.
Oggi è in Italia, serve nella sua chiesa nella Corale, ed è una bomba. Voi non la fermate. Noi disturbiamo fuori alle scuole. Lei, insegnando, ci ha fatto entrare nelle scuole all'interno di Fano. "Noi dobbiamo andare", ci dice. "Le persone hanno bisogno. Noi non ci possiamo fermare". Ci dice sempre. Ed è veramente un traino anche per tutto il resto del campo dei Gedeoni di Fano. Gloria al Signore! Perché sono miracoli suoi.
Noi siamo strumenti nelle sue mani e ci lasciamo usare.
Vediamo alcuni dati che andrebbero aggiornati in negativo, purtroppo. Gli adolescenti fino a 20 anni passano 8-9 ore al giorno davanti allo smartphone. È vero o no? Il 31% dei giovani ha problemi psicologici. Il 22,5% dei giovani ha problemi di depressione. Il 16% soffre di disturbi alimentari. Il 25% in più dei giovani soffrono di anoressia e bulimia. Il 43% dei giovani soffre di ansia e di stress.
Il dato più sconcertante è l'ultimo. C'è stato un aumento negli ultimi mesi. Il 38% dei giovani, quindi adolescenti fino a 20 anni, almeno una volta ha pensato di suicidarsi. E se lo penso non lo vado a dire a mamma e papà. Però poi forse quando i dottori vanno a scavare è altissimo questo numero, perché la società non offre più quello che deve offrire.
Allora faccio una domanda a voi, scontata la risposta: c'è bisogno della Parola di Dio in questo mondo? Io dico che non ce n'è bisogno di più? Non dobbiamo fermarci. Non dobbiamo fermarci di portare la buona novella a quanti là fuori ne hanno bisogno.
E quando siamo davanti alle scuole, anche a Brindisi, facciamo quello che noi facciamo a Reggio: distribuiamo all'uscita e tu vedi arrivare tanti occhi davanti a te. Ma cosa c'è dietro quegli occhi? Tu gli allunghi un Nuovo Testamento. Ma dietro quegli occhi la storia tu non la conosci. Quindi questo Nuovo Testamento potrebbe davvero, io penso proprio di sì, arrivare a qualcuno che ne ha bisogno. Che forse lo prenderà tra 5 anni o forse lo leggerà subito.
Ecco perché noi andiamo davanti alle scuole e preghiamo prima di distribuire. Quando finiamo, tutti i campi si fermano e pregano per la semina fatta, che il Signore benedica la semina fatta dove operiamo.
Quali sono le aree dove noi operiamo? Come dicevo prima, non andiamo oltre, anche per non entrare in concorrenza con quella che è l'evangelizzazione della chiesa, che deve fare la chiesa ed è giusto che faccia la chiesa. Noi vogliamo fare altro. Noi distribuiamo negli ospedali, che siano ospedali, ambulatori, consultori. Negli alberghi, hotel. Nelle scuole medie, superiori, università. Nei penitenziari di tutti i gradi e tipi. Nei campi evangelici. Sì, nei campi evangelici abbiamo lavorato bene. Da 2 o 3 anni stiamo lavorando bene perché nei campi evangelici vanno i nostri figli che però delle volte possono non essere convertiti. Ma nei campi evangelici oggi vanno anche molte persone, figli di persone del mondo, perché ritengono quell'ambito un ambito sicuro. E questa è una grande testimonianza che noi diamo come chiesa.
Ancora, nelle caserme, che siano Forze Armate, corpi armati, vigili. E anche con i banchi alimentari, solo quelle associazioni evangeliche che nel campo evangelico con loro possiamo collaborare e mettere uno di questi in ogni pacchetto che arriva alle persone bisognose. Quindi pregate per questo grande lavoro che facciamo.
Sapete chi è questo personaggio? Allora parliamoci chiaro. Non è un attore. Non è un calciatore, perché ne ho sentite di tutti i colori. È un bell'uomo, però non è un calciatore. Siete sicuri che non lo conoscete voi? No? Allora cosa ho detto? No, io lo so. Poi andando avanti tutti fanno: "Ah, sì!". Il suo nome è Greg Rochell, americano.
Lui davanti alla scuola del suo college riceve un Nuovo Testamento. Stava cercando il Signore. Una testimonianza anche abbastanza semplice. Riceve il Nuovo Testamento, e siccome stava cercando il Signore, legge la Parola di Dio. Possiamo andare avanti. Legge in Efesini 2:8: "Per grazia siete stati salvati mediante la fede, non da voi stessi, il dono di Dio, non delle opere, perché nessuno possa vantarsi".
Lui piega le ginocchia e dice: "Signore, io sono qua. Voglio entrare nella tua grazia".
Ha avuto riconoscimenti. È stata scaricata milioni di volte. Addirittura il giornale italiano gli ha riconosciuto il grande lavoro che ha fatto, e qualcuno gli ha chiesto: "Scusa fratello, ma se ad ogni scarico io la scarico per sempre, e tu te la fai pagare 1 euro, tu avresti milioni da investire nell'opera del Signore". Ed è vero, perché è scaricata in tutto il mondo e tantissime volte.
1700 lingue disponibili. Quindi pensate quante volte viene scaricata. La risposta fu secca e biblica: "L'Evangelo non si compra. La Parola di Dio deve arrivare gratuitamente a tutti quanti". Questa app la potrà scaricare chiunque in maniera gratuita. Lui serve il Signore.
Poi in America sono grandi, fanno le cose in grande. Ha una radio evangelica, chiese, delle Tv evangeliche, e serve il Signore. Anche lui, nella sua testimonianza, dice: "Io non ricordo il volto di chi mi ha dato questo Nuovo Testamento. So solo che è stato il dono più grande della mia vita, perché ha cambiato tutta la mia vita". Nessun merito a chi lavora. Il merito sempre al Signore Gesù Cristo.
Siamo in un momento dove la tecnologia va avanti, quindi nei nostri Nuovi Testamenti mettiamo anche un piccolo cartoncino con un QR, soprattutto alle scuole. Vediamo che viene preso e poi noi andiamo a vedere anche gli scarichi che sono tantissimi. C'è un piccolo messaggio di alcuni secondi che vuole invogliare i ragazzi a leggerlo, non a buttarlo via. No, incuriosisce un po' i ragazzi a dire: "Vabbè, ma andiamo a vedere. Ma cosa c'è dentro?".
Quindi ci siamo un po' modernizzati anche noi.
Di cosa abbiamo bisogno? Siamo veramente alla fine. Abbiamo bisogno di preghiere. Voi avete un campo dei Gedeoni nella vostra chiesa? Pregate per loro. Perché si stanno dando da fare. Perché chiedete loro che vi dicano quando vanno in giro. Cosa hanno fatto? Perché noi possiamo pregare.
Questa associazione nasce 120 anni fa. Sapete dove? In preghiera davanti a un letto di hotel. Due persone che cercavano una camera di hotel. Due commercianti. Il direttore gli dice: "Io ho solo una camera. Se la volete condividere bene, senno uno rimane qui e l'altro si trova un'altra camera".
Allora si sono guardati e hanno detto: "Ma sì, dormiamo nella stessa camera. Non ci sono problemi". Io immagino quella scena. Quando, prima di andare a letto, uno ha preso la Bibbia e l'altro l'ha visto. "Quella è una Bibbia?". "Ma se un credente sei?". "Ma anch'io!". Si sono messi in ginocchio e hanno detto: "Signore, non è un caso che tu ci hai fatto incontrare. Tu hai un piano. Rivelacelo".
Dopo 3 anni la Gideons inizia a prendere forma. Le preghiere, le preghiere sono fondamentali. Perché se noi volessimo essere solo dei distributori avremmo dei macchinari che ci sono in giro dove andiamo a caricare i nostri Nuovi Testamenti e qualcuno va lì e lo prende. E invece non vogliamo perché dietro questo gesto ci deve essere una vita cambiata, e qualcuno anche ieri mi diceva: "Com'è bello quando poi le persone si fermano e chiedono: 'Ma chi siete?' e tu hai la possibilità di parlare".
Abbiamo bisogno di operai. Sempre. Quindi parlatene con il presidente del campo se volete far parte. Volentieri. E anche tutte le offerte che ci vengono fatte vengono destinate. Le offerte delle chiese alla stampa di questi Nuovi Testamenti che poi andranno a servire in 200 paesi del mondo.
Dice il Signore: "La messe è grande. Gli operai sono pochi. Pregate dunque il Signore della messe, perché spinga degli operai nella sua messe".
Le fotografie sono state scattate circa 2 anni fa a un'enclave blitz di 2-3 giorni, una grande distribuzione di 2-3 giorni. 22.000 Nuovi Testamenti distribuiti a Napoli. C'eravamo anch'io. C'era anche mia moglie. È stata una benedizione.
Io devo andarmi a sedere, ma le testimonianze che abbiamo raccolto a Napoli per strada non si contano. Io non ricordo, forse sarà Napoli. Sarà. Ma la gente che si fermava, e quando gli dicevamo chi eravamo e cosa stavamo facendo: "Puoi pregare per me?". E dietro spesso c'erano delle sofferenze. È stato bellissimo. Dei bellissimi giorni.
La messe è grande. Se vogliamo lavorare per il Signore, penso che ci sia spazio per tutti, ma gli operai sono pochi.
Grazie ai responsabili di questa chiesa che mi avete dato questo tempo. Grazie della vostra accoglienza, e che il Signore vi benedica. Amen!
Ringraziamo fratello Costanzo che fa sempre bene. L'abbiamo visto quando prima di aprire il campo ha fatto una presentazione di quello che svolge la missione. Però anche farci vedere nuove testimonianze, nuovi racconti freschi ci spinge a servire il Signore sempre di più. E quello che facciamo lo facciamo per dare gloria a Dio.
Però volevo ribadire il messaggio del fratello: non solo è importante perché nel mondo vediamo che la sofferenza aumenta, i dati ce lo hanno dimostrato. Penso che sia vitale, il termine più adatto che mi viene in questo momento. Perciò continuiamo a pregare in generale per l'evangelizzazione. Nello specifico, anche per quella che è l'attività che stiamo portando avanti.
Prima di dare spazio anche a fratello Manuel, che ci darà anche un messaggio stamattina e si presenterà come responsabile dell'area del Sud, facciamo un altro canto. Vogliamo alzarci in piedi. Il canto che ha scelto fratello Eugenio per il suo compleanno è il numero 118 del libretto.
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Buongiorno a tutti. È anche per me una grande gioia essere con voi questa mattina. Non è scontato dirlo. È stato un grande piacere aver iniziato anche ieri. Siamo stati un po' con il campo, ma poi è stato bello anche continuare insieme. Ci siamo sentiti accolti e devo dire anche in modo forte. È stato bello aver percepito questo senso di famiglia. Noi veniamo da chiese diverse. Non ci eravamo mai conosciuti, ma anche solo nel vederci, sentirci uniti, sentirci dei fratelli e sorelle in Cristo, sentirci come un'unica famiglia. Quindi è per questo una grande gioia essere con voi.
Io sono Manuel Falla, ho 40 anni, vengo da un piccolo paesino della provincia di Foggia, quindi sono della Puglia. Quindi in questo primo giro gioco in casa, possiamo dire. E faccio parte veramente ora a tempo pieno della missione dei Gedeoni, ma faccio anche parte della mia chiesa di Apricena. Mi hanno incaricato, come è abitudine che ci portiamo avanti dalle Scritture, anche di portare i saluti degli anziani della mia chiesa in ogni chiesa dove sarei andato. Quindi porto i saluti anche della mia chiesa di Apricena.
Vogliamo aprire insieme la Parola questa mattina. Nella seconda epistola ai Corinzi, al capitolo 5, leggeremo dai versetti 17 a 21.
Noi immaginiamo la Parola del Signore come una sorgente d'acqua fresca in mezzo al deserto, e noi abbiamo bisogno della Parola. Noi lo diciamo tante volte alle persone che ci sono intorno. Ma io dico sempre: tutti quanti abbiamo sempre bisogno di attingere a questa acqua viva, questa acqua fresca che è capace sempre, in ogni momento, di arricchire e di dare i giusti insegnamenti alle nostre vite.
Allora, Seconda Corinzi, capitolo 5, versetto 17:
"Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura. Le cose vecchie sono passate. Ecco, sono diventate nuove. E tutto questo viene da Dio, che ci ha riconciliati con sé per mezzo di Cristo, e ci ha affidato il ministero della riconciliazione. Infatti, Dio era in Cristo nel riconciliare con sé il mondo, non imputando agli uomini le loro colpe, e ha messo in noi la Parola della riconciliazione.
Noi dunque facciamo da ambasciatori per Cristo, come se Dio esortasse per mezzo nostro. Vi supplichiamo nel nome di Cristo: siate riconciliati con Dio. Colui che non ha conosciuto peccato, egli lo ha fatto diventare peccato per noi, affinché noi diventassimo giustizia di Dio in lui."
Fin qui la lettura della Parola. Un brano sicuramente molto conosciuto, molto profondo, molto ricco di insegnamenti.
Vediamo brevemente qualche cenno del contesto, poi vedremo tre aspetti principali di questa meditazione che possiamo fare su questo brano.
Abbiamo letto dalla seconda epistola ai Corinzi. Sappiamo che era una lettera scritta dall'apostolo Paolo a questa chiesa che si trovava nella città di Corinto, nell'attuale Grecia. E questa chiesa era composta sia da credenti Giudei che si erano convertiti, che erano del posto, ma anche da un bel nutrito gruppo di pagani che si erano convertiti.
C'erano in questa chiesa differenze sociali. C'erano alcuni molto ricchi, alcuni molto poveri. C'era varietà di doni spirituali: profezie, insegnamento, eloquenza, sapienza umana, doni delle lingue. Ma c'erano anche dei problemi. Il problema grande era l'emergere dei falsi insegnanti che si erano infiltrati nella chiesa. Paolo lo diceva: sono dei falsi apostoli. E poi l'altro problema grande è che si stavano tollerando dei peccati abbastanza gravi.
Lo scopo della lettera, percepiamo, è diviso in due parti. Nei primi sette capitoli Paolo parla e espone il suo ministero, il suo servizio. E poi nell'altra parte espone quello che deve essere il ministero, quindi il servizio del vero servo di Cristo. Questa è la parte che interesserà anche a noi stamattina. Quindi dà ai Corinzi delle istruzioni.
Abbiamo letto al versetto 17. Come primo punto, come primo argomento: "Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura".
Cosa significa essere una nuova creatura in Cristo? E come dice il versetto, essere in Cristo? Significa, innanzitutto, essere dei veri credenti.
Vi ricordate quando è stata pronunciata per la prima volta l'appellativo di cristiani? È scritto in Atti, capitolo 11. Cosa era successo? Le persone, nel vedere questi cristiani, questi credenti, si erano accorti che c'era qualcosa di diverso. E quindi riconoscevano che erano stati con Cristo. Avevano dato questo appellativo di cristiani perché vedevano che queste persone assomigliavano a Cristo nel loro modo di parlare, nel loro modo di comportarsi.
E quindi essere in Cristo? Cosa significa? Sappiamo: essere nati di nuovo. Significa essersi arresi alla grazia di Dio. Possiamo aggiungere che non significa soltanto ricevere un'educazione cristiana. Come lo diceva Costanzo poco fa, non significa nascere soltanto in una famiglia di credenti. E non significa nemmeno frequentare una chiesa.
Essere cristiani significa qualcosa di più profondo. Significa aver capito di essere un peccatore e di essere stato salvato da Gesù, che è venuto sulla terra per morire sulla croce per i nostri peccati. E quindi significa essere una nuova creatura, ed essere una nuova creatura significa essere una cosa nuova. Possiamo immaginare una cosa mai vista, una cosa che forse non avremmo mai immaginato nella nostra vita.
E quindi una persona nuova. Un nuovo io. Un nuovo Manuel. Un nuovo noi stessi. Una persona nuova.
Ieri mattina passeggiavamo qui per la città e abbiamo visto tanti scavi e quindi tanti resti della città antica. Anche delle macerie, o queste colonne un po' in stato di abbandono, però ancora lì, belle da vedere. E immaginate: tante volte vediamo tante colonne, cerchiamo di immaginare come poteva essere questo tempio nel passato. E poi magari qualche studioso ci fa vedere in un'immagine come poteva essere.
Noi vediamo qualcosa di bello, di meraviglioso. E questo è quello che può succedere nella vita degli uomini quando conoscono Cristo. Cioè, Dio è capace di trasformare delle macerie che erano nelle nostre vite, piene di errori, di difetti, ma è capace di trasformarle in un edificio meraviglioso che al guardarlo possiamo veramente gioire e rimanere estasiati.
Questo succede solamente per la grande opera, i miracoli che Dio può compiere. Quindi accettare Gesù nel nostro cuore significa ottenere una rigenerazione, quindi un cambiamento che permette di avere una nuova natura.
E Gesù, sappiamo, quando ha avuto l'incontro con Nicodemo, Giovanni capitolo 3, cosa disse? Che c'era bisogno che lui doveva nascere di nuovo. Quindi una nuova nascita, una nuova vita.
E un altro esempio: qual è stata l'esperienza proprio di Paolo stesso che ha scritto questa lettera, questi pensieri? L'esperienza di Paolo quando ancora si chiamava Saulo. Prima di conoscere Cristo, chi era lui? Lui era convinto di fare la cosa giusta. Era convinto di seguire la religione giusta, la religione della sua nazione, ma anche la religione dei suoi padri.
Lui si vantava di essere fariseo, figlio dei farisei. Quindi in quel gruppo, da generazioni, ben inserito. Ed era addirittura diventato persecutore dei cristiani. Ma lo aveva fatto ricevendo le lettere direttamente dal sommo sacerdote, la massima carica in tutta la nazione.
Ma cosa è successo? Un giorno ha conosciuto Cristo. E da quel momento la sua vita è cambiata. Ma è cambiata talmente tanto che da persecutore è poi diventato lui stesso perseguitato.
Ma lui stesso scrive in Galati 2:20: "Sono stato crocifisso con Cristo. Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me". E questo è un grande miracolo che è avvenuto nella vita di Paolo. Ma è un grande miracolo che può avvenire nella vita di tutti noi, che tutti noi possiamo beneficiare per la gloria di Dio.
Secondo aspetto, sempre al versetto 17, continuando la lettura: "Le cose vecchie sono passate. Ecco, sono diventate nuove".
Quindi il secondo aspetto è il cambiamento. Essere in Cristo significa ricominciare una nuova vita. E questo significa che deve cambiare il nostro modo di affrontare la vita. E quindi piano piano, man mano che le scopriamo, cambiano anche le abitudini. Perché noi vogliamo, vogliamo non più offendere, ma invece vogliamo onorare e glorificare Dio.
Quindi le cose vecchie, quali sono? Sono quelle abitudini di chi è rimasto indietro. Quindi quelle abitudini di chi non è in Cristo. E quindi chi non è in Cristo ha abitudini diverse, ha diversi obiettivi di vita, ha diversi modi di fare. E dobbiamo sempre cercare di usare saggezza nel saper valutare cosa fare e cosa non fare. Perché vogliamo invece glorificare Dio, vogliamo piacere a lui.
E ancora è scritto in Efesini, capitolo 4, versetto 22: "Avete imparato per quanto concerne la vostra condotta di prima a spogliarvi del vecchio uomo e a essere invece rinnovati nello spirito della vostra mente".
Quindi attuare questo cambiamento è qualcosa che anche si deve imparare. E dice Paolo ancora che è come questo gesto di spogliarsi del vecchio uomo, spogliarsi e rivestirsi. Quante volte compiamo questi gesti nelle nostre vite, nelle nostre giornate? A volte comportano, specialmente in inverno, un certo tempo e vari passaggi nel vestirsi e nel rivestirsi.
E quindi a volte c'è bisogno di capire quali sono gli atteggiamenti che non glorificano Dio. E quindi bisogna proprio imparare, come dice Paolo, a scoprire quali sono questi atteggiamenti e piano piano poi eliminarli dalle nostre vite.
E ancora è scritto in Prima Pietro che dobbiamo essere come dei figli ubbidienti. Quindi come dei figli ubbidienti. Dice Pietro 1:14: "Non conformatevi alle passioni del tempo passato quando eravate nell'ignoranza". E conformarvi ci fa ricordare anche un altro brano in Romani 12:2: "Non conformatevi a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente".
Quindi conformare? Cosa significa? Significa conformare, rendere simile a una determinata forma.
Ieri siamo stati in mezzo anche a tanti bambini, oltre che insieme con i loro genitori. E mi sono ricordato di quando le mie figlie avevano un giochino che sicuramente magari avete ancora voi da qualche parte nelle vostre case. Con delle forme. Allora la forma che ha il cerchio doveva essere, cioè le forme andavano inserite in delle fessure fatte apposta, no? Quindi la forma che il cerchio non entrava nella fessura a triangolo. E così con le varie forme.
Ok. Quello che vogliamo dire è: chiediamoci dunque a quale forma desideriamo essere simili? Noi siamo chiamati a non adeguarci e a non tollerare ciò che non piace al Signore, ma siamo chiamati a dare un buon esempio. Siamo chiamati a essere una luce, a essere il sale di questa terra, a essere il profumo di Cristo, la lettera di Cristo.
Cioè, cosa significa? Che basta guardare a quella che è la nostra vita per far capire quanto sia bello e quanto sia affascinante vivere la comunione con Cristo. Dobbiamo nel nostro modo di vivere attirare l'attenzione e far vedere quanto è bello vivere con il Signore.
E nel dire tutto questo ci rendiamo anche conto che sicuramente un grande privilegio abbiamo detto: essere cristiani, essere in Cristo, essere nuove creature. Ma è anche una grande responsabilità che abbiamo davanti a Dio e davanti agli uomini.
Per questo dobbiamo lasciarci davvero trasformare giorno dopo giorno. Le cose vecchie sono passate. Ecco, sono diventate nuove, dice Paolo, come se fosse al presente. Ma cosa significa? Che in Cristo noi otteniamo immediatamente il cambiamento. Ma invece in noi c'è bisogno di più tempo. C'è bisogno di scoprire ciò che non piace al Signore, di imparare cosa dobbiamo eliminare ancora dalla nostra vita.
E quindi quello che ci insegna la Parola anche in altri brani: avere un percorso di consacrazione, un percorso di santificazione. E fino a quando? Fino a quando saremo alla sua presenza. Lì saremo veramente perfetti e saremo degni di stare alla sua presenza. Gloria al Signore!
Per questo l'ultimo, l'ultimo aspetto, l'argomento della riconciliazione. Versetto 18: "E tutto questo che abbiamo detto finora viene da Dio, che ci ha riconciliati con sé per mezzo di Cristo".
Qui quindi dire che tutto questo viene da Dio ci fa ricordare il suo amore e la sua grazia. E la grazia è un dono immeritato che abbiamo ricevuto. Quindi ricevere tutto questo non è perché per i nostri meriti, o perché siamo migliori di altri, ma perché Dio ci ama in modo smisurato e ha pensato a tutto questo per noi.
E quindi questi doni che Dio elargisce verso chi vuole avvicinarsi a lui sono tutti collegati da quella che è stata la disubbidienza dell'uomo fin dall'inizio dei tempi. E il peccato è stato la causa dell'ira di Dio. Questo peccato che ha allontanato l'uomo dalla presenza di Dio.
E quindi riconciliare? Che significa? Mettere pace tra due o più persone. Ma in questo caso immaginiamolo come mettere pace non tra un piccolo disguido che poi si risolve. No, non è un piccolo litigio tra due amici o tra due fratelli.
Ma fa riferimento a due parti ostili. Dove cioè si è creata un'inimicizia. Dove questi contrasti tra Dio e l'uomo sono diventati insormontabili. E la causa di questi contrasti è il peccato. Il peccato ha prodotto una barriera insormontabile tra Dio e l'uomo.
Dio è stato offeso dagli uomini. È arrabbiato verso gli uomini perché nella loro condotta hanno dimostrato di essere malvagi e peccatori. E nella storia vediamo che Dio in vari modi, in vari tempi, ha provato a dare fiducia agli uomini, ma essi lo hanno sempre poi tradito fino al punto in cui è scritto in Romani 1 che Dio li ha abbandonati ai loro peccati.
E infatti la Bibbia ci dice chiaramente che i peccatori sono, Romani 5:10, nemici di Dio. E noi eravamo tra questi. È scritto Romani 5:10: "Mentre eravamo nemici di Dio...". Un nemico, come accennavo prima, non è che è un po' meno di un amico. Vabbè, no. Quando c'è una guerra, il nemico è quello che sta dall'altra parte, è quello che sta dalla parte opposta del confine. E quello che sta contro.
E sui peccatori Dio ha stabilito il giudizio e la punizione. E sappiamo: non solo la morte fisica, ma la punizione per chi non risolve il problema del suo peccato durante la vita sulla terra. La punizione è la morte eterna, all'inferno, in un luogo di sofferenza e di perdizione eterna. Un luogo terribile.
E la cosa forte è che nella nostra nazione, la nostra Italia, nella nostra Europa che si riconosce cristiana—non so, forse al 90%—ma quante persone intorno a noi quando cerchiamo di aprire questi discorsi cercano di essere evasive? Io percepisco che molte persone cercano di non pensare a quello che sarà dopo. È come se mettessero una pietra sopra e non pensano. Non sono preoccupate di questo. Il peccato per Dio è una cosa seria. E nella sua santità non può passarci sopra con leggerezza.
Ma queste sono le brutte notizie. Ma la bella notizia, invece, qual è? Che c'è una soluzione a questo peccato. E il Vangelo stesso, la Parola Vangelo, significa buona notizia. E qual è questa buona notizia?
Romani 5:10: "Che mentre noi eravamo peccatori, ma noi anche siamo stati riconciliati con Dio, anche attraverso la morte del Figlio suo".
E quindi l'ira di Dio era grande verso il peccato, ma lui ama in modo smisurato tutti gli uomini e ha provveduto un rimedio per la loro salvezza. E quindi siccome il peccato tiene separato gli uomini da Dio, per superare questa barriera avevamo bisogno che qualcuno riportasse la comunione con Dio. E questo è quello che ha compiuto Gesù morendo sulla croce.
Ha tolto il peccato, ha distrutto l'inimicizia e ha ristabilito questa pace con Dio. Quindi la riconciliazione in Cristo ci permette di passare dall'ira di Dio alle benedizioni di Dio, dalla morte spirituale alla vita spirituale.
E quindi le colpe non sono più imputate all'uomo perché Cristo le ha prese su di sé. È stata una frase di un canto che abbiamo cantato. E quindi quello che Gesù ha fatto per ognuno di noi è qualcosa di straordinario. Ha dato a noi uomini questi grandi privilegi. Occorre un unico gesto da parte dell'uomo: occorre riconoscere con umiltà il proprio stato di peccato e accettare questa riconciliazione che viene offerta da Dio. E quindi è una scelta di fede. E così si diventa figli di Dio, nuove creature che sono pronte ad essere trasformate nelle loro vite e nel loro modo di comportarsi.
In conclusione: cosa possiamo dire? Siamo ancora a gennaio. Siamo ancora un po' all'inizio di quest'anno. Il mese sta per finire, però vogliamo ancora questa mattina approfittare per prendere del tempo per noi stessi. Magari l'abbiamo fatto a capodanno. Di solito si approfitta a fare un reset della nostra vita, del nostro anno, rimettere in gioco le cose che sono andate e non sono andate.
Approfittiamo ancora oggi a riflettere su come stiamo vivendo la nostra vita davanti al Signore. Abbiamo visto: essere dei veri cristiani coerenti che si lasciano trasformare. O forse magari questo è l'anno o il giorno in cui vogliamo mettere a posto la nostra vita davanti a lui. E dire per chi non l'ha già fatto: "Signore, io non voglio più vivere nel dubbio. Voglio chiederti perdono dei miei peccati. Voglio assicurarmi che dopo la morte c'è un posto per me nel cielo e voglio iniziare una nuova vita con te".
Magari oggi può essere. Come dice la Bibbia: "Oggi è il giorno". Accetti. Domani potrebbe essere troppo tardi. E forse il Signore ci ha mandati qui questa mattina anche per questo motivo.
E poi possiamo riflettere ancora su cosa ci può essere ancora da eliminare nelle nostre vite. Tra le cose che non vanno, cose che possiamo migliorare, atteggiamenti, pensieri, azioni che possiamo veramente aprire il nostro cuore davanti al Signore e lasciarci trasformare da lui in modo umile, ma anche in modo così forte, che possa esserci un vero risveglio nelle nostre vite, in questa chiesa, un vero risveglio in tutte le nostre chiese.
E se c'è, se ci sono delle cose che ci mettono agitazione, ricordiamoci che in lui possiamo trovare la vera pace, la vera gioia, e che in Dio c'è potenza e che a lui niente è impossibile. Qualsiasi problema possiamo avere, affidiamolo nelle mani del Signore. Lui è veramente capace di venirci in aiuto e di farlo in ogni situazione, in ogni momento.
Che il Signore possa benedire la sua Parola, i suoi effetti nelle nostre vite.
Se mi permettete, vorrei chiudere con una preghiera questo tempo di riflessione.
Signore, ti ringraziamo per la tua Parola. Noi siamo commossi, Signore, davanti a te. Allo stesso tempo ci sentiamo arricchiti. Vogliamo, Signore, avere il pensiero di consacrare sempre di più a te le nostre vite. Vogliamo dirti di prenderle ancora di più. Vogliamo donarle ancora di più a te.
E Signore, un pensiero questa mattina: se c'è ancora qualcuno che non ha aperto il proprio cuore a te, Signore, fa che possa ravvedersi e fa che possa avere la possibilità di sperimentare questa grazia, di donare la vita a te e di sperimentare questa vita abbondante che si può vivere con te.
Ti vogliamo chiedere, Signore, di benedire questa chiesa, di donare saggezza al pastore, agli anziani per la conduzione. Noi, Signore, ci inginocchiamo, ci prostriamo davanti a te. Ti ringraziamo per questa riconciliazione che ci hai concesso con te, nella persona di Gesù. E solo a te, Signore, vada la gloria, nel nome stesso di Cristo Gesù.
Amen. Amen. Amen.