Restaurato attraverso la gratitudine e l'adorazione
Apriamo i nostri cuori stamattina davanti all'Eterno Padre. Noi ti vogliamo ringraziare e benedire, e comandare all'anima nostra di benedire l'Eterno per ogni beneficio che anche stamattina vuoi rinnovare per ognuno di noi. Sì, Signore!
Anche se la nostra anima si stanca, noi la portiamo davanti a te dove c'è la pace, dove veniamo ristorati, dove la tua parola entra nei nostri cuori e prende possesso del nostro intero essere. Perciò anche stamattina vogliamo allontanare ogni forma di distrazione, tutto quanto, Signore, ci allontana da te, e dedicarci unicamente alla tua maestà, all'adorazione, alle preghiere, dando interamente il nostro cuore. Sì, Signore! Aprilo alla voce dello Spirito Santo! Dallo pienamente, Signore, affinché nel profondo le radici della parola possano ancora prendere posto e crescere per portare frutto alla tua gloria.
Padre, noi ti ringraziamo, Signore, e ogni fratello, ogni sorella lo mettiamo davanti a te, perché tu puoi benedire grandemente anche oggi. Grazie, Signore! Perché tu dimori nelle lodi del tuo popolo, e vogliamo continuare a lodarti, Signore, con tutto il nostro cuore. Benedici, Signore, ogni mente, ogni cuore che ancora si apre a te. Anche stamattina, Padre, nel nome di Gesù. Amen. Amen!
Noi siamo grati anche stamattina, profondamente grati, di poter anche realizzare questo canto, perché il Signore ci ha fatto avvicinare a lui quando eravamo peccatori. Non ha guardato la nostra condizione. Anzi, ci ha preso e ci ha tirato a sé e ci ha cambiato quelle vesti. E oggi possiamo stare alla sua presenza per il sangue che ci ha lavato. Amen. Amen.
Abbiamo già salutato il fratello Rino che oggi è in mezzo a noi. Se vuole venire avanti a darci un saluto, che ci possiamo vedere di nuovo, è una grazia. Perché Gesù è qui. Tanti pensano che Gesù è in ogni chiesa e si manifesta in ogni chiesa perché dicono, citano quello che Gesù disse: "Dove due o tre sono riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro". Ma non è sempre così, perché ci sono delle condizioni.
Un po' di settimane fa, mentre ero al lavoro, mi vennero in mente — il Signore mi mise nel mio cuore le prime tre parole della Bibbia: "In principio il Dio". Io ho pensato, ho detto: "Signore, questo deve essere tutto della mia vita. In ogni cosa al primo posto Tu!" Quando tu sei al primo posto nella mia vita le cose sono diverse. Ecco perché Gesù si manifesta: quando è al primo posto nella nostra vita!
Anche quando veniamo ad adorare, quando veniamo a cantare, a lodare — se Gesù è al primo posto — tutto è diverso, tutto cambia! La mattina quando ci svegliamo, prima di andare al lavoro, Gesù viene con noi perché lui è al primo posto. Nelle situazioni difficili — non in quelle buone, quelle buone è facile andare da soli perché va bene così, non abbiamo bisogno di nessuno — ma quando le situazioni sono difficili, allora è diverso. E quando Gesù è al primo posto, abbiamo quella forza in più e abbiamo la sua presenza. Ed è questo che lui vuole.
"In principio il Dio". Non dimentichiamo, fratelli, che Gesù disse: "Io sono il principio e la fine, l'Alfa e l'omega". La nostra vita è cominciata con lui e deve finire con lui. Gesù al primo posto. Gesù sempre al primo posto in noi e in mezzo a noi. Sempre, sempre! Questa è la vittoria che noi possiamo avere.
Così, lo sapete, è una gioia stare in mezzo a voi. È come un caricabatterie per la mia vita. E quindi Dio ci benedica. Amen.
Invito tutti i ragazzi che inizieranno la scuola in questa settimana. Mentre si preparano a venire avanti, pregheremo, come facciamo ogni anno. È importante che li prepariamo. Io non ho avuto questa preparazione, però grazie a Dio la Sapienza possiamo già mettere nel cuore di tutti questi bambini, questi ragazzi, adolescenti: sapere che sono la luce anche nelle scuole. Nelle scuole dove lo vogliono togliere — ogni forma anche di religione, ogni forma di Dio la vogliono togliere — ma noi abbiamo il vero Dio! Quello non dobbiamo mai dimenticarlo. Amen.
Padre, noi ti benediciamo perché sappiamo che la vita di questi figlioli, Signore, è nelle tue mani. E sappiamo, Signore, anche che in questo nuovo anno te le affidiamo — a te, Signore! Tu possa, Signore, custodirli come la pupilla del tuo occhio, perché così sta scritto nella tua parola. Che tu possa coprirli con quel sangue prezioso sparso sulla croce per ognuno di loro, Signore! Fa che i loro occhi, il loro cuore possano essere rivolti sempre a te. Madre! Nei momenti difficili, nei momenti meno difficili, Signore, che tu possa accompagnarli, Signore, tenerli nel palmo delle tue mani.
Noi ti ringraziamo per questi doni e ti ringraziamo anche perché ci doni questa grazia: avere un'istruzione per i nostri figli, Signore. Che tu possa, Dio onnipotente, veramente dargli sapienza e discernimento, affinché, Signore, possa essere il tuo risveglio nei loro cuori, Signore, nella loro vita spirituale e nella loro vita materiale. Sì, ringraziamo! Perché tu, Signore, sei il nostro Redentore, e ti vogliamo benedire in Cristo Gesù, da ora e per sempre, in eterno. Amen. Amen.
Io voglio ringraziarti che possiamo avere la tua parola. La tua parola è una parola vivente. È una parola che ci parla. È una parola ispirata dalla parte tua, attraverso lo Spirito Santo. Grazie! E noi vogliamo mai aggiungere o togliere qualcosa della tua parola. Tutta la parola è verità, come è scritto, e noi crediamo questo. Vogliamo aprire i nostri cuori stamattina. Amen. Amen.
Questa mattina ho nel mio cuore di parlare di una storia. Prendiamo una storia oggi, e il titolo della predicazione sarebbe: "Restaurato attraverso la gratitudine e l'adorazione". Grazie ancora per la vostra pazienza con il mio italiano. E se mi sbaglio di parole, io spero che voi potete sentire il mio cuore che ho per voi. Se delle parole mi sbaglio, grazie per la vostra pazienza.
Allora leggiamo nel Vangelo di Luca, capitolo 17. Luca 17:11 — "Or avvenne che nel suo cammino verso Gerusalemme egli passò attraverso la Samaria e la Galilea. E come egli entrava in un certo villaggio gli vennero incontro 10 uomini lebbrosi, i quali si fermarono a distanza e alzarono la voce dicendo: Gesù, Maestro! Abbi pietà di noi! Ed Egli vedutili disse loro: Andate a mostrarvi ai sacerdoti. E avvenne che mentre se ne andavano furono mondati. E uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro glorificando Dio ad alta voce e si gettò con la faccia a terra ai piedi di Gesù ringraziandolo. Or questi era un Samaritano. Gesù allora prese a dire: Non sono stati guariti tutti e 10? Ma dove sono gli altri nove? Non si è trovato nessuno che sia ritornato per dare gloria a Dio se non questo straniero? E disse a questi: Alzati e va, la tua fede ti ha salvato".
Amen.
Allora siamo in questa zona di Samaria e Galilea, e poi ci sono uomini lebbrosi. La lepra è una malattia che comincia con una piccola macchia alla pelle, e poi va continuamente, progressivamente continua. E questa malattia della lepra è un'immagine per il peccato. Spesso comincia con una piccola macchia. E se noi non trattiamo bene questa macchia, diventa più grande. E così fa la lepra. Allora ogni giorno perdi un po' di più di ciò che tu sei, e va fino alle mutilazioni — quasi alla mutilazione — perdi il naso, tu perdi un dito, una mano, una mano intera, tu puoi perdere.
Noi leggiamo nel Vecchio Testamento, eh, Levitico 13: "Sarà impuro tutto il tempo che avrà la piaga e impuro se ne starà solo. Abiterà fuori del campo". Se qualcuno aveva questa malattia si doveva essere fuori del campo, da solo. E questo fa il peccato. E ha anche fatto questa malattia — essere fuori, essere a distanza, essere da solo. Il nemico vuole sempre che noi siamo fuori, non nella presenza di Dio, non vicino a Dio, nella comunione, ma lontano, fuori e da solo.
Era veramente un'esclusione di tutto, senza prospettiva, consumato di questa malattia brutta. Non c'è nessuno che ti inviti per pranzare. Tu sei da solo, fuori del campo. Questa piccola macchia e poi sta consumando di più e di più. Primo i nervi muoiono. E questo sentimento naturale tu non l'hai più. Tu non senti più calore o freddo o dolore. Tu non senti più infiammazioni. E poi una parte di te muore completamente.
E 10 di queste persone, i lebbrosi, si avvicinano a Gesù. Forse hanno sentito parlare di lui. Non sappiamo. Forse hanno sentito una storia che uno di questi lebbrosi era guarito della sua parte. Non sappiamo. E noi leggiamo che loro sono a distanza. Questo era così: il lebbroso deve essere a distanza e di lontano.
Noi leggiamo nella loro disperazione: hanno gridato a Gesù! Hanno dovuto chiamare chiaramente perché erano lontani. E che cosa è successo? Come hanno gridato, hanno gridato: "Maestro! Maestro! Abbi pietà di noi!" Maestro! Hanno confessato che questo uomo è un maestro. Allora hanno accettato che lui ha una potenza, lui ha qualcosa, una sapienza, lui è un maestro. "Maestro! Abbi pietà di noi!" Loro hanno dovuto chiamare chiaramente.
Maestro, di lontano. Non siamo mai troppo lontani dal maestro onnipotente per non gridare a lui per la sua misericordia nella nostra vita! Tu non sei mai troppo lontano dal maestro! Lui sente sempre, sempre! Lui sente il grido genuino di uno che, nella grande debolezza, grande tristezza, grande solitudine, lontano — il Signore Nostro, sempre ci sente! Se noi gridiamo così a lui! Amen!
Oggi tu non sei troppo lontano dal maestro. Lui ti sente. E questo leggiamo in questa storia. Lui sente! Lui sente! Perché Gesù ascolta sempre il genuino grido di misericordia di un lebbroso, di un peccatore, come tu e io. Forse tu sei. Ah, sì, noi possiamo dire: sì, è vero! Ho sempre questa situazione difficile, ho sempre questi problemi. Ma in questa situazione io voglio gridare al maestro, perché io so: non sei solo! Lui mi ha, ascolta! In questa situazione, se io grido a lui, lui ti sente!
E Gesù li ha sentiti, li ha visti. E subito ha detto qualcosa a loro. Ha detto: "Andate a mostrarvi ai sacerdoti!" Andate a mostrarvi ai sacerdoti! Allora Gesù ha detto qualcosa. Ha detto qualcosa, diciamo, molto semplice, molto facile. Sì, sì, si può capire quello che ha detto Gesù. E io penso spesso, spesso — Gesù ci parla e noi possiamo capire. Lui non vuole fare le cose complicate, ah, segreti. No, noi non capiamo. No, no, no! Lui dice, lui dice le cose e noi possiamo capire. Noi siamo i suoi pecore, sentono la sua voce, possono capire quello che dice il pastore. Amen!
Ha detto: "Andate, mostratevi ai sacerdoti!" Perché questo era la situazione. Si doveva andare a mostrare al sacerdote. Il sacerdote diceva: "Sei guarito? O non sei guarito?" Questo era così. Allora ha detto: "Andatevi!" E loro — e questi — e in questo fatto che noi vediamo la loro fede, la loro fede si mostrò nell'ubbidienza alla parola sua. Avete capito? Grazie! Hanno ubbidito facendo questo. Il Signore aveva detto. E loro sono andati. E adesso viene una parola che mi piace moltissimo!
È detto, e nel versetto 14: "E avvenne che mentre se ne andavano furono mondati!" Mentre! Mentre se ne andavano furono mondati! Se tu cominci a muoverti, ubbidendo alla parola del maestro — mentre se tu ti muovi, mentre — c'è qualcosa della parte del Signore che lui può fare! Lui non era presente, lui non era vicino a loro. Ma mentre se ne andavano, furono mondati! Alleluia!
Se tu non ti muovi — forse no, noi non dobbiamo aspettare che il Signore faccia qualcosa. Ma se noi facciamo un piccolo passo, nella nostra debolezza, nel nostro dolore, nel nostro non sappiamo come fare — ma è un piccolo passo, come il Signore ha detto — mentre noi facciamo questo, lui è sempre fedele, fedele! Lui tiene la sua parola! Lui non può dire una cosa e fare un'altra. No! Se noi facciamo questo, lui è fedele! E mentre noi andiamo, lui tiene la sua promessa, ci accompagna, ci aiuta! Lui fa una cosa divina nel mio cuore e anche nel tuo cuore!
Mentre se ne andavano — voglio incoraggiarti a fare questi passi! Che tu sai il Signore mi ha parlato, il maestro ha detto: "Allo! Forza! Andiamo! Vai! Non arrenderti adesso! Non arrenderti adesso! Fai questo piccolo passo nella fede, e il Signore è con te!"
Gesù, il maestro, ha detto: "Devo andare a presentarmi al sacerdote!" Allora sì, dalla Galilea al tempio è un po' lontano. Ma io vado perché il maestro ha detto, sì! I miei piedi sono distrutti da questa malattia brutta. Ma io voglio provare a andare perché il maestro ha detto, sì! È molto faticoso questo cammino. Ma il maestro, il maestro è la mia, la mia, la mia sola speranza! Allora io faccio questo passo. Proviamo! E mentre se ne andavano furono mondati! Ah! Amen! Amen!
Oh, io immagino come mentre uno girava: "Ma che cosa è successo? Sono guarito! Wow!" Nove di loro sono andati a casa e hanno fatto la festa. Oh, beh, ma che cosa è successo? Sì, uno ha fatto diverso.
Uno di questi 10 ha fatto qualcosa di diverso. Lui è ritornato. Un versetto 15: "Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro glorificando Dio ad alta voce". E noi leggiamo che nove erano guariti. Uno era salvato.
Nove erano toccati dalla parte del maestro in maniera straordinaria. Perché hanno fatto questi passi, hanno anche mostrato, in un certo senso, la fede. Perché hanno ubbidito a quello che il maestro ha detto. E furono mondati. Ma questo uno che è ritornato a Gesù — e detto che lui era salvato! E questa parola "salvato" vuol dire salvezza, salvezza completa, restaurazione, ristabilimento, integro, nuovo. Questo è il mio soggetto stamattina: nove erano guariti. Uno era salvato. Uno ha vissuto una restaurazione completa. Uno è stato reso integro dalla parte del Signore. Che ha fatto questo? Uno è ritornato!
E leggiamo, versetto 16: "E si gettò con la faccia a terra ai piedi di Gesù, ringraziandolo!" Uno ha fatto così! Si gettò davanti a Gesù. Lui ha preso la forma esteriore — la più conosciuta nel Vecchio Testamento — sai che la forma esteriore si può dire così, la forma esteriore del corpo per mostrare adorazione — la più conosciuta del Vecchio Testamento — è gettarsi a terra per mostrare: io ti adoro! Tu sei più grande di me! Tu sei degno della mia adorazione! Lui si gettò così davanti a Gesù! Si gettò con la faccia a terra ai piedi di Gesù, ringraziandolo! "Grazie, maestro! Grazie, maestro! Grazie! Io so che non ho meritato questo. Io so che tu hai fatto qualcosa. Grazie, grazie, Signore! Grazie, maestro! Grazie, grazie! Ti adoro!"
È detto che questo era un Samaritano. E più basso è detto: era uno straniero. Quell'uno che è ritornato era un Samaritano, uno straniero. E io pensavo: forse le altre nove erano Giudei? Forse non sappiamo. Forse può essere. Ma io pensavo: i Giudei sempre pensavano: "Noi, noi abbiamo merito! Noi abbiamo meriti, merito, merito! Noi abbiamo merito di essere guariti dalla parte di Dio! Noi siamo gli eletti! Noi siamo gli eletti, il popolo di Dio!" E se uno parla così: "Io ho il diritto di essere, io sono bravo! Io sono nel popolo eletto!" — se uno parla così, non ha bisogno di ringraziare. No!
Ma se uno sa: "Io sono uno straniero! Io sono lontano da Dio! Io, il mio destino era essere lontano! Ma adesso il maestro ha sentito il mio grido genuino, e lui mi ha toccato. Grazie, grazie! Non merito questo. Grazie, grazie!" — noi tutti non siamo qualcosa di meglio. Mai! Nessuno! Nessuno ha merito di essere vicino al Dio vivente! Ma se questo maestro, questo meraviglioso Salvatore, entra nella situazione — Wah! — si può cambiare tutto! Cambiano le situazioni! E lui — sapevo — io sono un Samaritano, uno straniero. E io ho trovato grazia! Io ho trovato che un maestro mi ha amato come io sono! Peccatore, malato, straniero!
Dobbiamo avere questa attitudine di cuore: non abbiamo merito tu. No, io no. Nessuno di noi. Ma il maestro ha sentito il tuo, il tuo grido genuino, e vuole toccarti. E non solamente lui vuole guarirti, ma lui vuole restaurarti! Lui vuole salvarti, restaurarti, completamente!
E come entrare in questo piano? Ringraziandolo! Io, io so — noi siamo tutti, abbiamo tanto lavoro, ci sono impegni, ci sono tante cose che noi dobbiamo fare. Ma io voglio incoraggiarti: se tu vuoi entrare in questo processo di restaurazione nella tua vita, ritorna a Gesù! Mentre tu stai lavorando, in macchina, stai girando, la mattina, la sera, il giorno — ritorna a lui! Non si deve fare grandi cose, cerimonie, no, no, no! Un pensiero al cuore! Anche con la voce! Ma ci sono situazioni che è un po' difficile esprimersi ad alta voce. Ma ci sono le possibilità di esprimersi ad alta voce. Ma anche nel cuore: "Signore! Adesso! Oh, tante cose! Ritorna! Ritorno a te! Grazie!" Interiormente mi getto a terra per adorarti. E mentre faccio questo tu stai — tu entri in questo processo di restaurazione!
Ritornare a Gesù! Questa è una cosa di ogni giorno.
E a scuola avevamo un, era allo sport, e si sa era un corso di orientamento. Corso di orientamento. Vi danno la mappa e poi vai al bosco per trovare questi posti che sono indicati sulla mappa. A me non mi piaceva. Ah, se non trovavi questo posto e poi potevi perderti nel bosco. E poi, ma c'era qualcosa che era ancora peggiore, e si chiamava corso di orientazione stella. Varietà stella. E questo era: tu e il maestro ti mostra un punto sulla mappa. Allora si deve andare lì. E poi? Perché si deve ritornare? Allora tu vai — sì — lo trovi. E poi in questa variazione si deve sempre ritornare allo stesso punto, ricevere un nuovo punto, e poi andare là. E perché sempre ritornare? E poi andare là? E perché? Io posso andare là, là, là. Ma perché devo sempre ritornare? Questo! Ah, non mi è piaciuto! Ma veramente no!
E quando stavo preparando questo messaggio, mi è venuto questo corso, questo corso di orientazione stella! Sempre ritornare al punto all'inizio! E io pensavo: "Io devo amare il corso di orientazione stella! Ritornare al punto più importante all'inizio: Alfa e Omega! Io devo sempre ritornare a questo punto!" Voi volete essere restaurati! Ritorna a Gesù! Gira il viso da questa cosa che hai fissato! Sì, si deve girare la testa una volta ogni tanto, girare la testa. Ritorno a te! Questo non si fa automaticamente. Questo si deve fare consapevolmente.
Carissimi, in Luca 7: abbiamo questa peccatrice che ha unto Gesù. E è detto: "I tuoi peccati ti sono perdonati. I tuoi peccati ti sono perdonati!" E due versetti più tardi ha detto: "La tua fede ti ha salvata!" Esattamente la stessa cosa! Lei stava adorando Gesù con questa unzione. E questa adorazione ha fatto che Gesù ha detto: "La tua fede ti ha salvata!"
Forse una volta ogni tanto tu ti chiedi: "Come? Come? Come posso? La fede è una cosa del cuore, sì, ma come posso? Come posso, diciamo, mostrare o esprimere la mia fede?" — Adorando! Adorandolo e ringraziandolo! Puoi esprimere la tua fede! Se tu ti getti davanti al Signore e dici: "Grazie, grazie, grazie, Signore!" — e noi possiamo tutti vivere quello che è scritto in Gioele 2:25!
Gioele 2:25: "Così vi compenserò degli anni che hanno divorato la cavalletta, la larva della cavalletta, la locusta e il bruco — il mio grande esercito che avevo mandato!" Il Signore, il grande maestro della tua vita, vuole fare un lavoro di restaurazione, non solamente di guarigione. Sì, essere lavato dal peccato, ma lui vuole anche fare un lavoro di restaurazione nel tuo, nel tuo cuore, nella tua vita — anche nella mia vita!
Adoriamo Gesù e ringraziamo Gesù! Amen. Amen!
Possiamo alzarci in piedi e possiamo cantare un cantico. Facciamo senza strumenti. Facciamo solamente con la voce. E poi vogliamo parlare e cantare in lingue. Tu puoi cantare un cantico, un canto che ti viene così con le parole italiane come tu vuoi esprimere la lode e l'adorazione, un ringraziamento per il Signore. Ma vogliamo anche cantare in lingue, perché è vero, la dice la parola: noi siamo edificati, ma anche se parliamo, cantiamo in lingue, il Santo Spirito ci guida. Il Santo Spirito è vicino. Perché la cosa che lui ama moltissimo fare — come detto in Giovanni — lui ama esaltare Gesù! E quando parliamo in lingue, il Spirito Santo agisce. Lui fa qualcosa! E questo vogliamo fare.
Vi invito noi possiamo adoriamo per sempre. Lui sarà, per sempre lui sarà l'Agnello sul trono. L'Agnello sul trono! Io mi inginocchierò. Io mi inginocchierò. Solo lui proclama la gloria di Gesù. Perché tutti insieme, uniti a Dio ci prostriamo. Uniti ci prostriamo al trono dell'Altissimo! A lui, ci inginocchiamo!
Adoriamo! Per sempre lui sarà! Per sempre lui sarà! L'Agnello, il nostro Re! Che io mi inginocchio! Io mi inginocchio! Adoriamo!