Il gigante cadrà
Questa mattina vorrei parlare di una storia che tutti noi conosciamo. La conosce la gran parte di tutto il mondo ancora oggi. Si fanno degli esempi riguardo alle differenze che ci sono fra Davide e Golia. Quando è iniziata la guerra in Ucraina con la Russia, tutto il mondo diceva: «Questa è una guerra Davide contro Golia!» L'Ucraina è piccolina in tutti i sensi, invece la Russia è un Golia, è grande, un gigante. E anche nell'economia vengono citate certe espressioni. Certo, come sempre, io penso al fatto che quando arrivo a leggere, nella mia consuetudine, una storia — la Bibbia bisogna leggerla anche in maniera sistemica — in modo che poi non ci sfugga che non abbiamo letto alcune cose. Però impariamo a sapere come si legge la parola di Dio.
E io faccio il solito giro personalmente, poi arrivo a certe storie nella Bibbia dove il mio orologio si ferma. Perché sono delle storie che se tu le leggi mille volte è come se tu le leggessi la prima volta. Questo però è l'opera dello Spirito Santo. In virtù di che cosa? In virtù della parola che è vivente. Non è un libro normale che tu l'hai letto una volta e dici: va bene, l'ho letto.
Noi sappiamo che la parola è vivente e che la parola ci parla come se fosse oggi stesso che io ascolto per la prima volta una storia come quella di Davide, che conoscono anche i bambini. Se dovessimo fare delle domande questa mattina ai bambini sarebbe bello certamente: "Rispondete come Davide ha vinto Golia? In quale maniera lo ha fatto?" Ma questa storia non è una storia soltanto perché i bambini possono conoscerla.
Oggi, per esempio, l'esercito di Israele ha uno stemma: la stella di Davide. E gli scettici, gli increduli, i cervelloni di questo mondo, sono quelli che dicono: no, ma la Bibbia è un mito! Allora noi sappiamo che da dove è nato questo nome Davide! Da dove viene? Perché i popoli menzionano da tremila anni sempre Davide come il re d'Israele. Questa è la loro storia. Certo, il diavolo vuole smentire. Anche il fatto che queste verità bibliche devono essere dimostrate da cose pratiche che ha lasciato. Non la storia, la dimostrazione: i viventi.
Quando è nato il fatto dell'Arca, per la prima volta che è stata vista da un aereo, hanno cominciato a dire: no, vabbè, ma forse sarà una foto. Lo sai come funziona? Sempre così. Quando l'uomo può confutare la verità. Ma la verità, dice qualcuno, è come un leone che non ha bisogno di difendersi. Si difende da sola. Questo è bello, perché non abbiamo bisogno nemmeno noi di difendere la verità. La verità si difende da sola.
E così si sa benissimo che non dobbiamo lasciarci prendere dal fatto che se c'è qualcosa da dimostrare, allora possiamo dire che la Bibbia è vera. Se invece non lo è, se l'Arca non fosse stata scoperta, sarebbe rimasta sotto il ghiacciaio. Mica noi potevamo dire certamente: «Dov'è l'Arca? Non lo so.» Possiamo credere a quello che sta scritto. Non ne abbiamo bisogno! Perché lo Spirito Santo ci ha ispirato la parola, e noi crediamo fermamente alla parola di Dio.
Se dovessimo credere in maniera razionale, naturale, diremmo: no, non è possibile. Questa storia mi sembra un po' una favola. La storia di Davide e Golia. Ma io insieme a voi però voglio che possiamo leggere insieme questa storia.
Voi sapete che un giorno si ritrovarono due eserciti. Dice la Scrittura: insieme in mezzo c'era una valle. Da qui l'esercito dei Filistei e qui l'esercito del popolo di Dio, di Israele. E dovevano confrontarsi nella battaglia. Ma stavano lì, certi tutti e due: chi vincerà? E sembra che ambedue gli eserciti erano timorosi di arrivare uno scontro diretto. Però si erano messi in posizione di battaglia.
Ma a un certo punto è successo che cosa? Che in quelle incertezze hanno pensato i Filistei: "Noi abbiamo un gigante in mezzo a noi. Vogliamo fare una prova, una sfida. Vogliamo sfidare!" E allora da mezzo, da questo popolo dei Filistei, è uscito questo uomo, questo gigante, alto tre metri. Allora potete immaginare, no, l'altezza di un uomo di tre metri. La sua corazza, solo la corazza a maglie, era ottanta chili. La punta della sua lancia era quasi dieci chili. Senza contare l'elmo che aveva. E quindi noi vediamo che esce fuori questo gigante. Esce fuori questo gigante e lancia una sfida al popolo di Dio. E gli dice: va bene, facciamo così. Se c'è in mezzo a voi un uomo che può combattere con me, vi racconto la storia senza che leggiamo.
Così, perché quello che sto dicendo allora ci possiamo confrontare: colui che vincerà potrà servire gli altri. Il popolo che perde sarà servo di quello che vince. Ma quando il popolo d'Israele, e Saul, hanno visto quest'uomo, la sua statura, hanno indietreggiato. Sono stati presi da una grande paura, dice la Scrittura. E quindi noi sappiamo che la storia va avanti. E chi sta in mezzo al popolo di Dio per affrontare questo gigante? Non c'era nessuno. Nemmeno Saul che era più alto di tutto il popolo, insieme a Eliab il fratello di Davide, fratello maggiore, erano uomini di alta statura. Ma arrivare a combattere contro un uomo così alto, un guerriero? Nessuno si fece avanti. Nessuno!
La parola, al verso 8 del capitolo 17 di 1 Samuele, da qui possiamo leggere qualche altro verso: «Il gigante dunque si fermò e gridò alle schiere di Israele dicendo: perché siete usciti per schierarvi in ordine di battaglia? Non sono io un Filisteo, e voi servi di Saul? Sceglietevi un uomo che scenda contro di me». E quindi questa fu la sfida.
Al verso 10, il Filisteo poi aggiunse: «Io lancio oggi una sfida alle schiere di Israele. Datemi un uomo e ci batteremo». Questo è quello che fa oggi Satana, l'avversario. Ci ha lanciato una sfida! Ma i credenti spirituali soltanto capiscono. Il mondo ci ha lanciato una sfida. C'è qualcuno in mezzo a voi? Ci sono degli uomini di preghiera? Ci sono degli uomini di fede? Questa è la sfida del mondo. E il mondo avanza. Ci ha sfidato con tutta la sua tecnologia. Ha fatto addormentare il popolo di Dio che gioca con tutto quello che il diavolo si è inventato.
Io metto davanti a voi una sfida: siete voi capaci a sottrarvi da quelli che sono le distrazioni che io vi mando nella Chiesa, sui vostri figli, sui vostri bambini? Il primo giorno di scuola ho sentito molti genitori che hanno accompagnato i loro bambini a scuola, bene. Cercare di accompagnarli non solo a scuola, ma in tutto il corso della loro crescita. Perché se oggi tu metti davanti un bambino una bici nuova, piccola o grande che sia, o gli metti davanti un altro gioco o un altro passatempo, questi nostri figli e bambini si annoiano. Non sono più interessati a quei giochi che una volta noi desideravamo.
No, oggi loro stanno lì vicino a questo piccolo schermo e stanno lì. E i genitori non si rendono più conto del fatto che lì dentro ci sono tutte quelle cose che Satana ha escogitato. Senza pensare a che cosa noi diciamo: gli abbiamo messo il blocco al
telefonino! Chiacchiere! Tu puoi mettere quello che vuoi. Tu stai vedendo anche un telegiornale, una notizia di cronaca, escono poi, ad un tratto, delle cose terribili, impure! Tu puoi fermare questo processo? No!
Allora accompagna questi figli a crescere nella via di vivere. Lo so che è una guerra, non è facile! Voi pensate che soltanto con dire queste cose non possiamo rassicurare. Ma se anche i grandi sono presi da queste distrazioni, tutta la Chiesa ormai è piena di ciò che il diavolo ha inventato. Fermati un momento, rifletti: quanto tempo perdi su quelle che sono le cose essenziali o meno? Ci sono anche delle cose spirituali che tu puoi vedere. Basta però che tutto sia interessato a capire. Quante storie di uomini di Dio che puoi trovare su quel piccolo schermo! Ma sei proprio sicuro che è la tua anima che tende a quelle cose o ad altre cose?
Andiamo avanti. Qui siamo davanti a qualcuno che ha lanciato una sfida e la Chiesa è bene che comincia a rendersi conto: dove stiamo andando? È importante!
E quindi la parola di Dio si ferma lì. Quando Saul e tutto Israele udirono queste parole del Filisteo rimasero costernati ed ebbero una grande paura. La presenza di questo uomo così alto e le parole che uscirono dalla sua bocca. Questo è un po' quello che fa il diavolo: mise una grande paura nel cuore del re e di tutto il popolo.
Quando un uomo ha paura è bloccato nella paura. Si perde nella paura. Perde la sua conoscenza, la sua lucidità. Perché questo fa la paura? Tanti si possono salvare in circostanze difficili della vita. Ma la paura li blocca e non si salvano.
E il popolo d'Israele rimase costernato per le parole di questo gigante. Io dico in altre occasioni il popolo ha sempre chiesto a Dio: «Signore, dobbiamo noi entrare in battaglia? Dobbiamo noi andare in guerra? Vinceremo?» Hanno consultato l'Eterno. Ma la paura non gli ha fatto nemmeno consultare l'Eterno. Si sono paralizzati. Dio ci ha sempre una risoluzione contro la paura e contro i problemi più grandi.
E a motivo di questo, certe storie noi le possiamo leggere quanto vogliamo, ma se dietro queste righe esistono delle rivelazioni per noi personalmente, è importante che sappiamo che quando arriviamo a una certa storia, la leggiamo velocemente perché la conosciamo già da bambini: la storia di Davide e Golia. Allora vieni fuori che il Filisteo, al verso 16, dice: «Il Filisteo si faceva avanti mattina e sera e continuò a presentarsi per quaranta giorni».
Quanti sono i timori nella nostra vita che ci perseguitano per giorni e per anni? Mattina e sera? Perché mattina e sera? Ormai il gigante aveva lanciato la sfida e aspettava soltanto che dal popolo di Israele uscisse l'uomo che poteva combattere con lui. Ma tutto questo non avveniva. C'era un clima di incertezza da ambedue gli eserciti e di paura. Ma il popolo di Dio può vivere un clima di incertezza? Sì, può vivere con un clima di incertezza!
Interverrà il Signore o non interverrà? Ci parlerà o non ci parlerà? Salverà o non salverà? Ci libererà o ci guarirà? Punto interrogativo! E in mezzo a quel clima di incertezza, quaranta giorni, questo gigante usciva la mattina e la sera e umiliava il popolo di Dio.
Che cosa sta cercando il Signore? Dice la Scrittura che c'era un uomo di Efrata, di quel territorio di Betlemme, che si chiamava Isai, che aveva un figlio piccolino, giovane, un adolescente, che pascolava il gregge del padre. E allora il padre era in pensiero perché i tre figli maggiori stavano in guerra — no — con la tenda. E allora disse: vai a vedere la salute come stanno i tuoi fratelli. E così Davide parte a vedere lì dove c'era questo confronto di battaglia.
E la Scrittura dice che Davide si avvicinò. Lasciò i bagagli, si avvicinò. E nel momento che Davide si affacciò al campo di battaglia dice la Scrittura: che mentre stava parlando il Filisteo, il Gigante di nome Golia — che significa anche incanto — sentì ripetere le solite, le solite parole, cioè la sfida al popolo di Israele.
E Davide sentì, dice la Scrittura, che sentì! Tutti gli uomini di Israele, verso 24, alla vista di quell'uomo fuggirono da lui ed ebbero grande paura. Cioè si avvicinavano al campo della battaglia, poi usciva quest'uomo, ripeteva le parole, ed avevano grande paura! Allora pensate un momento al clima che si era creato e come Satana stava governando quell'ambiente di battaglia.
Davide sente le parole di questo gigante: «Ma chi è mai questo Filisteo incirconciso che osa insultare le schiere del Dio vivente?» Da qui comincia una storia dove tu cominci a vedere che fra migliaia e migliaia di soldati che c'erano da una parte e dall'altra, c'è un uomo che considera che il suo popolo è il popolo di Dio. Ma come si permette quest'uomo a insultare il popolo di Dio?
Da questo concetto tu ti accorgi che Davide non era disinteressato del popolo di Dio, ma era quell'uomo che difendeva il valore del popolo di Dio. E chi difende il valore del popolo di Dio si mette sempre dalla parte di Dio. Tutto l'esercito di Israele tremava. Alla vista! E Davide, un giovinetto, dice: «Ma chi è questo?»
«Davide, svegliati! Ma non lo vedi quanto è alto? Chi è questo?» Allora io ho pensato: «Ma che c'era del cuore di questo ragazzo? Come si fa a parlare così?» Che uno vede un gigante e dice: «Me? E questo è il problema!» In parole povere, no, noi davanti ai piccoli problemi entriamo in ansia. Ci prende qualche volta un po' di idee di depressione. La preoccupazione ci sale. L'affanno!
Allora dobbiamo scoprire: qual è il segreto di Davide? È una storia bella? O è una storia dove il Signore l'ha messa in questo libro perché noi possiamo comprendere alcune cose importanti per la nostra esistenza spirituale?
E la parola va avanti. Lui insulta le schiere di Israele. Poi ha visto il popolo fuggire. Tutti avevano paura. Nessuno ti faceva avanti! E Davide faceva delle domande. Ma il re, che cosa sta pensando? No, il re gli hanno detto ha detto che se c'è un uomo che vince questo gigante, lui lo onora e gli darà anche la figlia per sposa. Non so quanto era interessante per Davide, ma la Scrittura dice che mentre Davide chiedeva queste cose, allora il fratello maggiore si accese di ira contro Davide e disse: «Perché sei sceso qui? A chi hai lasciato quelle poche pecore nel deserto? Io conosco il tuo orgoglio e la malignità del tuo cuore! Sei sceso qui per vedere la battaglia!»
Era vero? No! Perché il padre aveva mandato Davide a vedere la salute dei fratelli. Ma Eliab insieme a tutti gli altri era stato assorbito, anche lui, da uno spirito maligno, tanto da disprezzare il fratello. «Hai lasciato poche pecore! Che sei venuto a fare qua?» Lui, no, che era il più alto della famiglia, e dice che Davide era un uomo orgoglioso: «Io conosco il tuo orgoglio e la malignità del tuo cuore!»
Pensate che cosa poteva succedere nel cuore di Davide alle parole del fratello che non si confrontavano col sentimento di Davide, che era venuto per vedere i fratelli come stavano, per riferire al padre che stava tutto bene! E che poi aveva sentito quello che anche il gigante aveva detto! E il fratello lo disprezza, lo chiama orgoglioso!
Qualche volta succede che tu hai bisogno di una parola di conforto, e c'è qualcuno, anche del popolo di Dio, che ti dice che tu sei venuto per un altro motivo. La reazione di Davide è quella che mi piace! È quella che io voglio imparare!
Che Davide disse: «Ma che ho detto? Cosa ho detto di male?» Questa fu la risposta al fratello! Non si difese Davide. Non si arrabbiò. Non disse niente al suo fratello. Non lo offese! Ma nemmeno lui si offese. Davide, perché era morto. Perché Davide era un ragazzo che rientrava in se stesso per trovare se stesso. Non deve uscire fuori da te, ma devi entrare più dentro ancora di te, per ritrovare il tuo carattere, la tua personalità, e l'opera che Dio fa in te. E questo è quello che noi vediamo.
Davide, dopo essere stato offeso così in maniera brutta — no — «orgoglioso, malvagio, tu sei maligno» — brutte parole! Queste parole! Davide: «Che cosa ho fatto?» Questo ha detto! Allora dice la Scrittura che Davide disse: «Vado, posso combattere!» E sentirono le parole che Davide aveva detto. Lo riportarono a Saul che lo mandò a chiamare. Chi è questo uomo? Avrebbe detto Saul. Chi è quest'uomo che vuole combattere?
Sono quaranta giorni che quest'uomo ci sfida, e non abbiamo trovato nessuno! Da dove vieni? Forse sta in mezzo all'esercito e si è deciso? Si è fatto coraggio? No, non era questo! E che Davide veniva da quelle poche pecore per venire a vedere l'esito della battaglia.
Ma Davide disse al re, verso 32: «Nessuno si perda d'animo a motivo di costui. Il tuo servo andrà a combattere con questo Filisteo!» Io non sono un soldato! Non ho armi! Non sono nessuno! Sono un ragazzo! Questo sono! Ma non vi perdete d'animo! Io li avrei detto! Ma questo ragazzo non sta con i piedi a terra! Non sta vedendo la realtà!
Ma Davide, la realtà sua era invisibile. Perché la realtà del credente è invisibile! Non è visibile! E quella realtà, quella verità, che tu non vedi, è efficace. Non solo nella tua vita, ma anche come testimonianza!
E Davide dice: «Non vi scoraggiate! Non vi preoccupate! Sto io qua!» Ai ragazzi vattene a casa! Che è meglio! Perché Saul pensava che avesse trovato un uomo armato di grande statura? No, trova un giovinetto che la Scrittura dice che Davide era un giovinetto rossiccio con begli occhi, simpatico, un ragazzino! No, tu non sei un guerriero! Tu sei un ragazzo!
Gli occhi naturali? Normali! L'avrei detto anch'io! Se uno dei nostri ragazzi adolescenti dovesse combattere con un uomo alto tre metri, tutto armato, e che cosa hai detto? Senti, nasconditi! Vai a casa! Che è meglio! L'avrei detto anch'io! E così hanno detto anche a Davide: «Tu sei un ragazzo! Mentre lui è un guerriero fin dalla sua giovinezza!»
Ma Davide risponde con una piccola storia. Sarà fantascienza? No, è vera! Al verso 34 dice che Davide rispose a Saul: «Il tuo servo,» vedete l'umiltà! Che trasforma gli uomini e li innalza! Il tuo servo — perché è bello che noi sappiamo che l'orgoglio ha trasformato gli angeli in demoni. Questo fu il principio! L'orgoglio trasformò gli angeli in diavoli, in demoni!
L'umiltà ha trasformato gli uomini in Angeli! E quanto sia importante per noi, fratelli, per seguire questa strada! È importante per noi pure sapere questo. Il tuo servo pascolava il gregge di suo padre. Quando il leone e un orso veniva a portar via una pecora del gregge, io l'ho inseguivo, lo colpivo, la strappava dalle sue fauci. Se poi quello si rivoltava contro di me, io l'afferravo per la criniera, lo colpivo!
Ma come si possono raccontare queste storie? Immaginate che uno dei nostri ragazzi giovani viene e dice: «Fratello Davide, io ho ucciso un leone e un orso! Io l'ho preso! Va bene!» Sono belle questi favole! Dove l'hai visto questo film? Così gli avrei risposto!
Ma perché gli hanno creduto? La verità! Quando tu la racconti e la racconti come ce l'hai nel cuore, colui che ti sta davanti viene afferrato da quello spirito di verità e crede! E crede!
Davide dice: «Io dovevo difendere le pecore di mio padre!» Immaginate se avesse raccontato al padre, alla prima volta quando è venuto il leone e ha preso una pecora del suo gregge, e avesse detto: «Papà, oggi è venuto un leone. Ha preso una pecora. La voleva portare via. Io l'ho inseguito, gli ho strappato la pecora. E poi lo ho ucciso pure con il bastone!»
«Figlio mio, tu non andrai più a pascolo con le pecore! Come ti sei permesso? Che non sia mai più!» Davide, queste storie, non dovete pensare che ha messo i manifesti. Non c'era una testimonianza nella Chiesa. Nel suo silenzio, ha ritenuto nel cuore quello che ha fatto, dando gloria a Dio.
«Il tuo servo ha fatto questo!» E quindi quando Davide ha raccontato questa storia: sì, il tuo servo ha ucciso il leone e l'orso. E questo incirconciso, il Filisteo, sarà come uno di loro. Perché ha insultato le schiere del Dio vivente! Questo parlare di questo giovane! Vedete! Il leone e l'orso che fine hanno fatto! Questo Filisteo farà la stessa fine!
Ma sei arrogante veramente? Sei orgoglioso veramente? Sei illuso? No! Non puoi dire queste parole a questo ragazzo, unicamente perché il suo leone e il suo orso, quelli che stavano dentro, erano stati uccisi! E questo è il segreto di Davide!
Quando il nostro leone e il nostro orso, che stanno sempre lì — no — quando ci dicono qualcosa, quando ci vogliono correggere, l'orso, il leone, Davide li aveva uccisi. Perciò si poteva permettere di affrontare giganti. Fratelli! Questa è la vita!
E allora Davide — Paolo disse: va bene, va bene! Davide aggiunse: «L'Eterno che mi liberò dalla zampa del leone e dalla zampa dell'orso mi libererà anche dalla mano di questo Filisteo!» Mi libererà! Non c'era nessuna incertezza nella parola, nella bocca di Davide! C'era soltanto la certezza di quella Fede! «Il Signore mi ha liberato! Possiamo dar gloria a lui! E il Signore mi libererà anche da questo gigante!»
Fratelli, quanto sia importante! Quante volte Dio ci ha liberato dai problemi! Poi si presenta un problema più grosso! Perché Dio aumenta la dose? No! E così, perché la Fede nostra è stata approvata già nelle piccole cose. Ma adesso il Signore vuole
purificare e far sì che quella Fede sia ancora, possa essere una Fede che cresce e aumenta.
La prova! Questa settimana ho fatto un esame che si chiama la prova di sforzo per il cuore, e la prova del riposo in ospedale per capire le condizioni del cuore, no? È un esempio pure questo. E la prova di sforzo era la prima prova. Però da domenica avevo preso un brutto colpo alla schiena.
La prova di sforzo consiste nel pedalare su una bici, una specie di bicicletta, finché non vai sotto sforzo. Devi pedalare abbastanza finché si indurisce il pedale. Tu pedali. Questa è la prova. E con un monitor , con un computer , il cardiologo vede tutto quello che succede. Nel frattempo, se la pressione alza, se senti dei dolori al petto.
E quando stavo seduto prima di questa prova, ho detto: «Come devo fare con la schiena? Con la gamba che sono bloccato, che zoppicava?» E mentre era così, mi è arrivato un verso. Non so nemmeno da dove, che mi diceva: «Non ti devi preoccupare. Ma è tranquillo o no? Non guardare al dolore. Non guardare che devi fare questa prova di sforzo».
E in quel momento è entrata una pace nel mio cuore. Dice: «Ma avevi bisogno della zia?» Abbiamo bisogno della parola di Dio! Ne abbiamo bisogno al momento opportuno! Quando siamo sotto sforzo, quando siamo sotto la prova, allora deve venire la parola. E quando viene la parola, lo sforzo diventa leggero!
Tanto è vero che quando ho cominciato a fare questa prova, il cardiologo diceva: «Come va? C'hai i dolori? Non ti fermare! Nel pedalare devi continuare a pedalare sempre con la stessa costanza! Se no, l'esame non va bene! E come faccio?»
All'inizio era tutto più semplice. Ma poi ha cominciato a indurire il pedale. E come faccio? Lo dicevo: «Non ti fermare. Non devi scendere! Sotto c'era una quota. Non devi scendere sotto i 60! Se no la prova non funziona. Dobbiamo ripeterla! E se si ripete la prova? Chissà poi quando se ne parlerebbe! Già ho aspettato mesi!»
E allora vi dovevo far coraggio. Ma grazie a Dio, la gamba rispondeva bene! Il cuore pure rispondeva bene! Senti dolore al petto? No! Dicevo io: «Sto bene a posto!» Ogni tanto l'infermiera conta, misurava la pressione. Come era la pressione è salita un poco. Ma può andare avanti? Può continuare? Però deve perseverare! A portare sempre lo stesso passo! Non deve indietreggiare!
Arrivato a un certo punto, la prova è diventata quasi impossibile! Perché il dottore sapeva: «Adesso dobbiamo indurire proprio! Devi arrivare al massimo sforzo! Anche se non ce la fai! Ma devi arrivare al massimo!» Quando ormai non ce la facevo più, va bene, OK! L'esame è stato superato! E grazie a Dio, va bene!
Quindi era la prima prova di sforzo. E poi viene la prova, una prova, l'esame del riposo. Perché così agisce il Signore: prima ci prova con uno sforzo — no — ci mette sotto pressione. Poi, dopo, quando abbiamo superato l'esame o la prova, lui viene, ci dà riposo. E il cuore va visto anche sotto l'aspetto del riposo. Erano due esami che si dovevano fare.
Io dico: «Che cosa, Signore? Sta tutto nelle tue mani!» Noi dobbiamo fare il nostro, no? Dio deve fare il suo. Qualcuno ha detto che Dio manda il vento, ma noi dobbiamo
spiegare le vele. Perché se Dio manda il vento e tu non spieghi le vele, la nave non si muove. Tu non vai da nessuna parte. Quindi noi dobbiamo fare il nostro. È importante questo.
Arriva il momento dove adesso c'è la prova. La prova! Dove Davide mette l'armatura di Saul. Saul dice: «Metti la mia armatura! Ti potrai proteggere!» E quando Davide mette l'armatura di Saul dice: «Io non posso camminare con questa armatura! Perché non ci sono abituato!»
Un'armatura umana, un'armatura di un altro uomo, un uomo che vorrebbe farci proteggere con la sua armatura. Noi non siamo abituati a camminare con questo tipo di armatura! Un'armatura naturale! Noi abbiamo un'armatura spirituale! Ce lo dice Paolo in Efesini, al capitolo 6. Perché non possiamo combattere contro carne e sangue? Perciò rivestitevi della completa armatura di Dio!
Questa è la realtà! Davide lo ha sperimentato prima che Paolo parlasse in questa maniera! E che cosa è successo? Che con l'armatura di Saul, Davide non si poteva nemmeno muovere! Perché Saul era un uomo abbastanza voluminoso!
Come faccio a combattere se sono paralizzato? No! Lasciamo stare l'armatura degli uomini! Mettiamoci l'armatura di Dio e confidiamo in Dio sempre! Che è meglio!
E allora Davide se la tolse. Si tolse quest'armatura! Allora potete immaginare! Tutti quelli che stavano vicino! «Ma come fai? Come potrai andare a combattere? Guarda, sei un piccolo ragazzo senza armatura! Non hai una spada! Non hai uno scudo! Non hai una lancia! Niente!»
Davide si toglie l'armatura di Saul e si riveste dell'armatura di Dio! Un bastone e una fionda! E la Scrittura dice che Davide andò avanti! Uscì fuori dalle schiere di Israele! E il gigante uscì fuori dalle schiere dei Filistei!
Allora potete immaginarvi la scena, no? Anche quante volte lo fanno vedere in un film! Un ragazzino piccolo e un uomo alto tre metri! Un gigante! Qual è l'esito della battaglia? Due più due: quattro! L'uomo naturale è la zona così: come potrà mai vincere un ragazzino? Lui c'ha l'arancia, il giavellotto, la spada, la corazza! E Davide niente!
Che cosa portava Davide con sé? Ma noi, che cosa possiamo portare con noi per combattere l'avversario? «Il Gigante cadrà! Il monte va giù! Le catene! Gesù ha spezzato! Tu le bugie, le paure! Non ci sono più niente! È impossibile con te! Tutta la realtà! Perché non diventiamo reali nello spirito? La nostra Fede non viene fortificata, credendo fermamente a quello che Dio può fare! Il gigante cadrà!»
Questo era il cantico che stava nel cuore di Davide! Questo era il coro di Davide! Il gigante cadrà! Saul, non vi dovete preoccupare!
E allora, quando il gigante ha visto arrivare, sentite anche questa! Ha visto arrivare questo ragazzino con il bastone e con una fionda nella mano. Ha pensato: «Ma dove sta il soldato che deve combattere con me?»
Perché così dice il Filisteo: guardava attentamente, dice al verso 42. E scorto Davide lo disprezzò. Lui guardava attentamente per capire. Ma dove sta? Invece ce l'aveva
davanti! Ma chi è che disprezzo? Davide il Filisteo, dicendo: no, l'orgoglio di quel gigante fu ferito a morte prima che morisse!
Perché quando tu vedi un uomo con tutta quell'armatura, di quella statura, e vede un ragazzino davanti a te, il tuo orgoglio dice: mi stai disprezzando? Tu vieni a me con un bastone? Mica sono un cane! Quindi il disprezzo era turco. Il gigante non era Davide. Quel gigante si sentì così profondamente umiliato: mi hanno mandato un ragazzo per combattere? Che cosa pensano di me? Non pensano che sono un forte guerriero? Ma questi sono normali? Questi del popolo di Israele? No, non è così!
In parole povere, e che il Filisteo si sentì umiliato e si arrabbiò! L'ira del Filisteo! Dice! Perché era soltanto un giovane rossiccio e di bell'aspetto! La Scrittura va avanti, fratelli, e dice che il Filisteo disse a Davide: «Vieni!» Verso 44. «Vieni qui! Io darò la tua carne agli uccelli del cielo e alle bestie dei campi!»
Allora il Filisteo confidava nella sua forza, nella sua statura, nella sua armatura. E con certezza disse: «Vieni! Io darò il tuo corpo in pasto agli uccelli del cielo!» Queste furono le parole del Filisteo.
Poi c'è la parola di Davide, che lui dice così. Al verso 45: Davide rispose al Filisteo: «Tu vieni a me con la spada, con la lancia e il giavellotto! Ma io vengo a te nel nome dell'Eterno degli eserciti, il Dio delle schiere di Israele, che tu hai insultato!» Vieni! Tutto come sei! Con l'armatura! Io invece vengo a te solo con un nome! Il nome potente di Gesù!
Questo il credente tante volte non ha imparato! Quando l'avversario viene contro di te come una fiumana, e ti dice: «Vedrai che cosa uscirà da quelle analisi! Vedrai che cosa uscirà da quei raggi, da quella risonanza!» Quando il gigante viene ad attaccare la tua mente e tu cadi sotto la sua pressione, perché non reagisci e dici: «Io vengo, Satana, a te nel nome di Gesù! Vai via! Per Fede!»
Ma essendo che non siamo esercitati a questo modo spirituale di affrontare la nostra esistenza, noi chiniamo il capo e ci lasciamo bastonare da Satana! Non funziona così!
Ecco perché non dovete pensare che questa è una storia tratta da qualche favola. È una storia che ci dà molto da insegnare! Da questi esempi: «Io vengo a te nel nome del Dio di Israele!» Oggi stesso! Sentite le sue parole! Il gigante dice: «Oggi ti darò in pasto agli animali!» Davide risponde: «Oggi stesso l'Eterno di consegnerà nelle mie mani! E io ti abbatterò! Ti taglierò la testa e darò oggi stesso i cadaveri dell'esercito dei Filistei, non tu soltanto, anche l'esercito, agli uccelli del cielo, alle fiere della terra!»
Affinché tutta la terra sappia che c'è un Dio in Israele! C'è un Dio in Israele? Lo sai o no che c'è un Dio in mezzo al popolo di Israele? Ora abbiamo dimenticato anche noi! Perché nel mondo non c'è più un Dio! Ma del popolo di Dio c'è! Dov'è il vostro Dio? Tu lo devi sapere! E questo è che dice! Affinché tu sappia! Gli dice Davide al gigante: «Io ti abbatterò e ti consegnerò nelle sue mani! Tutta la moltitudine deve sapere che c'è Dio!»
Allora, tutta questa moltitudine saprà! Dice Davide! Al verso 47: «L'Eterno non salva per mezzo di spada né per mezzo di lancia! Poiché l'esito della battaglia dipende dall'Eterno e egli vi darà nelle nostre mani.» Da chi dipende l'esito della battaglia della tua vita? Da chi dipende la tua esistenza? Non appartiene più a te stesso! Se dovesse dipendere dagli uomini, tu sei in balia degli uomini. Non potrai fare altro che rassegnarti! Ma se la battaglia della tua vita dipende dall'Eterno, ti scoraggiare è una battaglia. Ricordati! È una battaglia! E va combattuta con la preghiera, con la parola, con tutto ciò che sono le armi della Fede!
Con questo si va avanti! Non si va avanti sentendo la voce di colui che ci dice: non ce la farai! Non riuscirai a andare avanti! Non si convertirà nessuno della tua famiglia! Fra i tuoi parenti! Stai pregando da tanti anni! Non arriverai a vedere questi risultati! E possiamo andare avanti!
Quante voci negative possiamo sentire? Bene! E allora, fratelli, stiamo per concludere riguardo a questa storia!
Il Filisteo si mosse! Si fece avanti per andare incontro! A dargli! Sicuro! Nella sua forza! Anche Davide corse prontamente verso la linea di battaglia contro il Filisteo! Il popolo di Israele fuggì! Davide invece corse verso la battaglia!
Non tirare indietro! La croce non è fatta per tirarsi indietro, ma per combattere! Sapendo che Gesù è più che vincitore! Questo ha fatto l'opera di Dio! «Io ho vinto!» Ha detto il Signore in Apocalisse! «Io ho vinto! Crediamo ancora in colui che ha vinto? O ci appoggiamo sul nostro discernimento, sulla nostra forza fisica, sul nostro intelletto? No, non è così che funziona il popolo di Dio! Non è così che va avanti!
Va avanti! Davide andò avanti! Quando il Filisteo andava avanti, pensava che Davide, vedendolo più grande, si potesse indietro! Dice la Scrittura chiaramente che Davide andò avanti! E mise la mano alla sacca! Ne trasse fuori una pietra! La lanciò con la fionda! Colpì il Filisteo qua, al centro! Nella fronte! Dove sta il problema dei Cristiani! Il campo di battaglia dei Cristiani! I lamenti!
E quindi quello che fece Davide... non Davide, sappiamo benissimo che quella pietra aumentò la sua velocità per la mano di Dio! Perché benché quest'uomo avesse un elmo, si conficcò nella fronte di questo gigante! Quando uno lancia una pietra, se la fronte di un uomo normale, alla sua durezza, potete immaginare la fronte di un gigante, quanto è dura!
Ma quella pietra non guardò la durezza di quella mente! Perché non fu nemmeno la pietra a sconfiggere la testa del gigante! Tutto dipese dalla Fede che Davide aveva! E per quella Fede, il gigante cadrà!
Per quella Fede noi possiamo avanzare! Non dobbiamo indietreggiare, ma andare avanti! Questa storia ci fa fermare! Ci fa riflettere! E quando stiamo andando avanti, quando stiamo... andiamo avanti, fratello! Come vanno le cose? Andiamo avanti, fratello! Ho capito! Va bene! Mi piace anche a me questo andare avanti! Ma la Scrittura ci dice: ogni tanto fermatevi e riconoscete Chi è Dio! Poi vai avanti! Ma se non ti fermi, vai sempre avanti, poi sbagli strada! Perché non hai capito qual è la giusta direzione!
E il Signore: fermati e riconosci! Impara a conoscere! Poi vai avanti!
La parola dice che la pietra si conficcò nella testa del gigante. E il gigante non cadde indietro, ma cadde in avanti con la faccia a terra! Questo è il massimo! Quello che è l'umiliazione di quest'uomo! Questa è la fine del gigante! Questa è la fine di quelli che credono nelle proprie forze! Che confidano nelle proprie capacità, sia intellettuali che fisiche!
Questa è la fine di quelli che credono nelle proprie armi carnali! Perché Paolo dice: «Le nostre armi non sono carnali, ma sono potenti per Dio, a sconfiggere l'avversario!»
La Fede! Lui aveva un elmo. Il gigante — Davide aveva l'elmo della Fede! Mettiamoci anche noi l'elmo della Fede! Così quando il gigante verrà a toccare il nostro capo, c'è un elmo! Lui non potrà entrare!
Abbiamo una grande lezione davanti a noi, fratelli! Questi sono i tempi appropriati dove queste storie qualche volta diventano rare nelle sale evangeliche. Perché si pensa che sono la storia per i ragazzi! Per raccontare una storia da veri ragazzi, raccontano i soliti storie: quelle di Giona, quella di Davide, quella di Daniele! Eppure sono quelle storie profonde che ci toccano tutti profondamente!
E che ci fanno vedere quanto sia importante che l'uomo va avanti per Fede! L'esito della battaglia non dipende da come tu ti muovi, no! Guarda in alto! Perché Davide, guardando in alto, non guardò quell'altezza del gigante! Perché vide che colui che sta in alto è più alto di tutti i giganti che ci attorniano! Questo è importante!
Diciamo anche noi, come cantiamo con certezza: il gigante cadrà! Vedrete, fratelli! Ma dobbiamo imparare da Davide la vera Fede! Non abbiamo le armi di questo mondo! Un bastone di legno! Un bastone! E una fionda! Colui che era fedele nel sorvegliare le pecore del padre. Quella fionda serviva a lanciare ogni tanto qualche pietra contro qualche pecora che si sviava. Qualche pecora che ogni tanto ha la tendenza a cambiare il pascolo. Davide prendeva la fionda, la lanciava verso quella pecora per dire: «Altro non andare oltre! Rientra!»
È importante, cari fratelli, che noi questa mattina possiamo essere incoraggiati dalla parola! Da questi esempi! Che non sono passati, che non sono vecchi! Da questa storia! Da dove possiamo trarre quell'insegnamento dove la parola di Dio è vivente ed efficace! Come dice in Ebrei, al capitolo 4! E attraverso questa parola noi possiamo andare avanti! Perché questa ci darà la forza di proseguire nel nostro cammino, fiduciosi!
Saul, la tua armatura non è servita in niente! Che cosa è successo quando il gigante è caduto con la faccia a terra? Davide non si è accontentato di questo! Voi sapete poi il seguito della storia: con la stessa arma dell'avversario, Davide gli ha tagliato la testa al gigante! Qualche volta noi pensiamo di avere abbattuto il gigante! Ma attenzione! Può essere soltanto stordito!
Ma Dio vuole che noi gli tagliamo la testa! E ne possiamo avere la certezza che questo gigante possa morire! Quanto prima! Signore, fai grazia! Perché tu sei potente da distruggere il gigante che sta qua dentro! Questo è importante! Perciò rallegriamoci, fratelli! Perché colui che ha iniziato un'opera è potente da portarla avanti nella tua e nella mia vita! Amen!